Timo Tolkki’s  Avalon

                                                            Angels of the apocalypse 

                                                            Frontiers Records

                                                            www.avalonopera.com

 

 

 

Finalmente il chitarrista finlandese Timo è approdato alla caletta della musica di valore. Ora abbiamo tra le mani un album come si deve, dopo un periodo in cui molto di ciò che aveva prodotto era risultato scontato nonostante alcuni begli episodi qua e là fra le sue elaborazioni post-Stratovarius. Essere una persona famosa e importante nel panorama metal gli fa avere gli occhi puntati addosso, ma non è la critica ad essere impietosa, quanto realmente la sua musica a non essere stata materia sostanziosa sin da quando ha lasciato gli Stratovarius.  Adesso invece l’ispirazione è tornata. Se lo schema di arrangiamento è stato sempre raffinato, finalmente si aggiunge un songwriting  emozionale e più personale. Lo speravo con ansia.

L’album non sale certo per pezzi  lineari come “Design the century” orecchiabile (dove le note iniziali sembrano quelle di “prowler“ degli Iron Maiden), e come “Stargate Atlantis” che suona ben fluida e divertente, ma nella media per songwriting. Il meglio viene successivamente, cioè alla fine; però sia la seconda enfatica traccia “Jerusalem is falling”, l’aspra “Rise of the 4th Reich” e la strettamente metal epica “Neon sirens” fanno già capire che il nuovo Tolkki ha preso strade meno derivative. La vera bellezza artistica si ottiene quando si ascolta “The paradise lost” che è una splendida Power-Metal song  arricchita dall’abile interpretazione di Jansen e dalla melodia azzeccatissima. E ancora di più ci si alza con “High above of me” e la mini-suite “Angels of Apocalypse”.

Quindi prima di tutto è il songwriting a farsi vincente, poi lo stesso passo avanti si evidenzia nell’essenza della chitarra solista, dove Timo non esagera mai per quantità (in questo come nell’altro album), ma stavolta migliora per qualità allontanandosi da passaggi triti e ritriti, offrendo delle belle svisate, e anche facendo rabbrividire quando assolutizza il finale di “High above me”. E’ un guitar hero che lascia alla chitarra il ruolo di semplice fiamma circoscritta senza mai voler essere l’unico incendio.

Ai vari singer ospitati è stata data la possibilità di alzare il tiro interpretativo (nell’album passato il tedesco Kiske era stato penalizzato da una performance che appariva fatta frettolosamente, con poca cura). Va dato onore all’italiano Lione che negli ultimi tempi  ha aumentato la sua potenzialità timbrica (ascoltarlo di nuovo nell’album “Countdown to revenge” degli Hollow Haze del 2013), quando si avvicina a Bruce Dickinson, o come in “Stargate Atlantis” che si pone a metà strada tra Kotipelto degli Stratovarius e Kiske.

Anche per la nuova cantante dei Nightwish, Jansen, la valutazione è positiva perché sempre all’altezza; è però penalizzata dal songwriting dei pezzi in cui è inserita, non entusiasmanti in quanto non eccelsi né “Design the century”, né  la melodiosa e nightwishana  (e parzialmente stryperiana)“The bleed forever”. E’ nella dinamica  “The paradise lost” che lei guadagna punti. E poi in “Angels of Apocalypse, dove però non è da sola a cantare. Considerazione a parte va fatta per De Feis dei Virgin Steele, che piace non per l’estensione vocale ormai decaduta, quanto per la particolare verve che vi pone, e bella anche la prova del Savatage Stevens, anch’egli non potente ma incisivo. Quando poi si ascolta la soavissima “High above me”, Simone Simons degli epica vola così in alto che supera ad ali spiegate le altre due cantanti pur molto brave.

Timo si è gasato in questa avventura creativa, e nelle interviste lo esplicita come un ragazzino felice. Si tratta di un progetto alla sua seconda puntata; Avalon deve infatti  ipoteticamente continuare con un terzo album a concludere la trilogia. Nel frattempo siamo finalmente soddisfatti considerando che il disco n. 1 non aveva convinto. Non sto in attesa del prossimo, che per ora mi godo questo.

 

Roberto Sky Latini

 

                       Songs                                               Vocals

01.  Song for eden                                      Fabio Lione

02.  Jerusalem is falling                              Fabio Lione

03.  Design the century                               Floor Jansen

04.  Rise of the 4th reich                              David De Feis

05.  Stargate Atlantis                                   Fabio Lione

06.  The paradise lost                                   Floor Jansen

07.  You’ll bleed forever                              Floor Jansen

08.  Neon sirens                                            Zachary Stevens

09.  High above of me                                  Caterina Nix/Elize Ryd/Simone Simons

10.  Angels of the Apocalypse                     Floor Jansen/Caterina Nix/Elize Ryd/Simone Simons

11.  Garden of Eden

 

 

Timo Tolkki –guitars/bass

Antii Ikonen – Keyboards

 

Tuomo Lassilla - drums

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