Embrace of Souls

                                                                                                                  The Number of Destiny

                                                                                                                  Elevate Records

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Nasce una nuova entità nel nostro italico mondo metal. Il batterista dei Chronosfear, band ancora attiva, pensando ad un impegno più personale, mette su una line-up con musicisti dalle alte abilità tecniche e mescolandovi parecchi ospiti, facendo nascere “l’abbraccio di anime” musicali in grado di suonare potenti e veloci. Infatti si tratta di tipico Power Metal, con tutte le caratteristiche energetiche del caso. Italianità sì, ma la scia non sta solo nella via italiana al Power, quanto molto anche in quella scandinava. Rota dai Chronosfear (come mai le sezioni ritmiche tengono insieme le band? Vedi in tal senso anche gli Oracle Sun appena usciti); Scuteri dai Ravenword; Galeotti dagli Aegre e Voli dai Rhapsody Of Fire, realizzano un progetto di alto profilo. Le liriche ci portano in una storia d’amore oltre la morte e la vita, ben descritta simbolicamente dall’artwork di Roberta Cavalleri; un viaggio tra passato e presente attraverso una atmosfera magica che la musica colora adeguatamente. Il risultato supera di molto quanto fatto coi pur buoni Chronosfear nel 2018. I molti musicisti ospitati aumentano la varietà sonora, ma si percepisce una netta congruità formale. 

‘NEW HOPE è già nel Power più sfrenato, eppure ve ne saranno altri ben più rutilanti, ma questo è uno dei migliori con la sua aria maggiormente aperta e solare. L’altro brillaggio potente è quello di ‘WELCOME TO MY HELL’ che risalta fra tutte le tracce sia per il ritornello da musical, però con la carica a mille, sia per la chitarra che accompagna tutto il cantato; e riguardo alla voce in screaming utilizzata, essa testimonia come se gestita nel modo giusto acquisti davvero significato, oltre a testimoniare la versatilità di Voli. L’altra Power incandescenza esaltante è quella della title-track ‘THE NUMBER OF DESTINY’, ricca e ficcante. All’interno di un’altra perla, ‘SHAPE YOUR FATE’, che in realtà non va sempre al massimo del ritmo, nella fase d’assolo le chitarre scatenano tutta la loro virtuosa potenzialità e la batteria gira le sue pale d’elica come se i Dragonforce iperattivi avessero preso possesso della canzone. Non è l’unica volta, nel disco, che lo spirito della band inglese possiede il corpo di tali musicisti. Riguardo invece al lato calmo della band, l’efficacia dei brani soft è pari a quella delle canzoni accese e commuove. La migliore tra le tre presenti è ‘IN THE CASTLE’ dove il pianoforte fa le sue scale soffuse, ma ‘We’ll meet again’ e ‘Il Numero mistico’ (questa cantata in italiano) non sono certo brani minori, anzi insieme fanno un tris prezioso. In queste passionali soavità le tastiere offrono la loro utilità estetica che rende delicata ancor di più una modalità di canto parecchio studiata per elicitare una dolcezza che non sia smielata. La scuola soft è chiaramente di matrice Rhapsodiana, ma riescono ad aggiornarla perché non appaia vintage. Filler non ce ne sono e tutto va sempre alla grande, con alcuni pezzi anche di minutaggio prolungato. 

Il sound non è mai scuro, prediligendo la fulgida luce solare. La compattezza riesce a non far cadere il carattere tonico delle composizioni, anche nelle ballate la densità della sostanza mantiene un tocco di tensione. Il genere non esce dalla verve Power, in senso realmente pieno del termine, una impostazione che si dedica alle velocizzazioni ipertecniche e allo shredding chitarristico. La scelta estetica si avvicina al sinfonico, forse anche complici le linee melodiche e una sensazione di neoclassico abbastanza spinto, però si rimane in un contesto che vuole farsi più Heavy, così sono bandite quasi sempre le inflessioni pompose e magniloquenti per snellire una attitudine di per sé già abbastanza corposa. Il Prog è anch’esso quasi assente. Modulata dalla presenza culturale dei Rhapsody Of Fire, l’anima sinfonica di fondo rimane, ma viene spinta dentro una importante fisicità bella impattante. Fisicità che però non ha nulla di statico, quanto invece la caratteristica di spezzarsi in molteplici schegge diversificate. Alla potenza enfatica ci pensano le voci più degli altri comparti, ma anche le tastiere iniettano possanza, oltre a dare significatività ai momenti più soft, pure quando viene usato il pianoforte. In particolare il tastierista offre molti spunti, e persino i semplici tappeti hanno charme, sebbene la sua performance non prevarichi quasi mai le chitarre; insomma una presenza essenziale. Tornando alle ugole, non si fa risparmio dei toni alti e degli acuti, ma senza che nulla vada fuori posto. E, come già detto, non manca la prova in screaming che attualizza la loro creatività. Per quanto l’insieme si rifaccia alle pose strutturali di una musica già da tempo codificata, l’impronta plastica evidenzia una quota di personalità che tiene lo spessore espressivo dentro un livello di qualità ineccepibile. Un disco che non si vergogna di usare gli espedienti classici della stilistica Power tradizionale, e che anzi talvolta li ipertrofizza, fregandosene di certe considerazioni che vedono velocità e shredding come qualcosa di “vile” (vedi le esternazioni sorprendenti di Steven Wilson). Nonostante la brezza rinfrescante che qui dentro si può trovare, la maggior parte delle volte si tratta di vere e proprie raffiche di vento vorticose che ti sospingono in modo liberatorio verso grandi spazi luminosi. 

Roberto Sky Latini 

01.On the Way from the Past
02.New_Hope
03.From the Sky
04.In the Castle
05.Shape Your Fate
06.My Dreams
07.Prison
08.We’ll meet again
09.To the End
10.The Number of Destiny
11.Welcome to my Hell
12.Il Numero mistico

Giacomo Voli - vocals
Giovanni Paolo Galeotti - guitar
Davide Scuteri - keyboards
Xavier  Rota - bass
Michele Olmi - drums

Guests:

Michele Guaitoli (Kaledon Visions of atantis, Temperance, Era)

Ivan Giannini (Vision Divine, Derdian)

Marco Angelo

Valentino Francavilla (White skull)

Edoardo Taddei, Morby (Domine)

Danilo Bar (Ex White Skull)

Roberto Tiranti ( Labyrinth)

Edward de Rosa

Michele “Dr. Viossy” Vioni.

 

 

 

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