Alien

                                                                          Eternity

                                                                          AOR Heaven

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AOR assolutamente ineccepibile, però altrettanto legato ai soliti tradizionali clichè senza riuscire a offrire molto di più. La produzione è di alto livello e ciò che gli manca in originalità lo fornisce in energia, sopperendo con grande mestiere. Nessun fastidio a seguirne l’ascolto, anzi, riesce ad essere accattivante se non si cercano sorprese. Alcuni buoni spunti sono utili per non cadere nell’anonimato, e soprattutto la chitarra sostiene un songwriting altrimenti debole. Una chitarra davvero piena di intensità dal punto di vista solistico, arricchente per enfasi ma altresì in grado di accentuare le parti più rockeggianti. Senza questa liquida e virtuosa sei corde, poco o nulla si salverebbe di questo lavoro, nonostante la bontà esecutiva del cantante.

I pezzi che superano la sufficienza sono quattro, e sono quelli più decisi ed elettrici, si tratta delle prime due tracce, le quali evidenziano come si sia cercato, almeno qui, di andare un po’ più verso una certa elaborazione, con “In love we trust” che si alza su arie lucenti e “Unbroken” che predilige la dinamicità ritmata.

Poi si arriva a “Wildheart” che è forse quella più legata al rock e alla buona “Look at us now” con la sua atmosfera più aulica. Anche “Liar, Liar” e “Burning heart” cercano una minima potenza, ma senza una vera incisività. In alcuni episodi c’è una estrema vicinanza alla verve pop che troppo annacqua la musicalità di una band già eccessivamente laccata. Non è un risultato di plastica, questo no, ma si tiene in un alveo piuttosto scontato.

E queste strusciate commerciali, che si accontentano del loro status di orecchiabilità senza osare, riguardano soprattutto la melodica “I believe”; la lineare “Summer of love”; la banale “What goes up” e “I’m a fighter” di poco spessore, che si mantengono in bilico tra la ruffianeria e l’artificiosità, preferendo essere “piacione” invece che virili.

Possiamo affermare che gli svedesi Alien sono completamente AoR, senza tante ingerenze, e forse proprio per questo non riescono a decollare, appiattendosi sulle mille cose già sentite; quindi non sono alieni poiché non portano nulla di diverso da ciò che il genere ha sempre proposto. Nove album dal 1986 che li rende esperti del loro sound, e infatti c’è una professionalità tanto capace da riuscire a eliminare qualsiasi difetto stilistico e di forma, ma allo stesso modo si percepisce l’assenza di picchi compositivi. L’ equilibrio è perfetto, piacerà ai nostalgici o a chi conosce poco il genere. Per me è un ascolto di pura routine.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  In Love We Trust

02.  Unbroken

03.  Love Will Lead Me Home

04.  I Believe

05.  Summer of Love

06.  What Goes Up

07.  I’m a Fighter

08.  Wildheart

09.  Liar, Liar

10.  Look At Us Know

11.  Burning Heart

12.  In Truth

 

Jim Jidhed vocals

Tony Borg guitars

Ken Sandin BassJimmy Wandroph  keyboards

Toby Tarrach drums

 

 

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