Ace Frehley

                                                                               Space Invader

                                                                              SPV/Steamhammer

                                                                             www.acefrehley.com

 

 

 

Un lavoro divertente ma anche interessante. Fatto per i fan storici ma anche per chi è attratto da qualcosa di diverso, semplice ma non usuale. Ricalca vecchi standard ma senza copiarsi.

La traccia title-track che apre l’album inizia a offrire già delle emozioni, e senza strafare, ma facendo bene; ogni cosa che ne segue è sviluppata con altrettanta adeguata inclinazione.

La modalità di pensare i ritornelli non è cambiata affatto. Ma anche la musica sembra ferma alla struttura non perfettamente fluida che ha sempre contraddistinto lo spaziale dei Kiss. Eppure il risultato è affascinante; una musica assolutamente personale e dall’impronta subito riconoscibile. Un Hard Rock con la matrice kissiana di fondo e il riff come attitudine rock’n’roll (“Gimme a feelin’”). Non ci sono le velocità tirate, però sono sempre presenti le ritmiche ben cadenzate che non si quietano mai; non ci sono gli assoli ipertecnici, ma le ditate classiche di una guitar solistica inconfondibile, che al tempo dei primi Kiss ne impreziosiva il sound. Le sue mani sanno dare l’afflato giusto alla musica usando uno schema di ripetizione delle note, di stampo prettamente Ace.

La voce è un po’ fredda, di un cantante che mai è stato eccezionale, eppure fa venire nostalgia ad un kissomane come me. In realtà la bravura è necessaria in una voce mediocre, va usata in modo da risultare credibile e quindi impostata adeguatamente; è quello che succede in “Change”, la cui linea melodica è interessante, dove però anche la sei corde dà il suo meglio.

Il livello compositivo è buono, lasciamo stare certi autoplagi kissiani come avviene in “Toys” con l’anima di “Watching you” del 1974 (ma sentite che bella forma di solistica chitarra viene concessa all’ascoltatore anche sotto il cantato: l’adoro), in generale le soluzioni sono gustose e intriganti. Il piacere della fruizione è però molto condizionato dall’essere stati o meno i fan sfegatati della band.

Me ne accorgo io nella mia ricerca di oggettività. Amo risentire quelle vecchie sonorità che hanno costituito il mio imprinting, ed Ace le fa tornare vive per ciò che lo concerne, strettamente nella sua personale peculiarità stilistica che è differente da quella di Gene o Paul. Poi alcuni momenti sono qualcosa di altro anche da Ace stesso, come la bella, fluida ed algida “Reckless”.

Forse brani come “Immortal pleasures” non sono granchè; si tratta del filler classico alla Kiss, presente in ogni album del “Bacio” delle origini, che però non rovina l’insieme del disco. Anche brani minori come “Inside the vortex” mantengono un che di attrattivo.

La strumentale “Starship” chiarisce l’atteggiamento di un chitarrista che sempre nei suoi strumentali predilige la forma canzone alle svisate superchitarristiche, ma del resto egli non è mai stato un virtuoso dello strumento, e questo lo rende più originale di quel che si pensi. In più pare che lo stampo sia sempre quello, infatti qualcosa ricorda le quattro “fractured”.

Sembra che Frehley non ascolti nulla del metal presente, che nulla di nuovo è entrato nel suo modo di comporre e suonare; concettualmente è staccato da qualsiasi cosa sia contemporanea, ma anche da qualsiasi cosa sia post-1983. Per Ace non ci sono state evoluzioni nel rock duro. Anzi, a volte va ancora più indietro e sorprende come per esempio nella mezza blues “Past in the milky way” che parzialmente si dirige anche verso gli Who dell’era pre-Kiss. Ed è proprio ciò che piace, e spinge a pensare a come sarebbero stati i Kiss se quest’uomo non si fosse perso nell’alcool. Se c‘è qualcuno che è più vicino ai mitici Kiss anni ‘70, quello è proprio l’Invasore Spaziale Ace Frehley.

 

Roberto sky Latini

 

01.  Space Invader

02.  Gimme a feelin’

03.  I wanna hold you

04.  Change

05.  Toys

06.  Immortal pleasures

07.  Inside the vortex

08.  What every girl wants

09.  Past in the milky way

10.  Reckless

11.  The joker (cover di Steve Miller)

 

12.  Starship

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