Il Tusco

                                                                                Abbandonare la città

                                                                                Andromeda/relics

                                                                               www.iltusco.it

 

 

Ebbi già a che fare con la band del “Il Tusco” qualche anno fa con il tusco quando recensii Featuring Like Snith” mi sono improvvisamente trovato per le mani il loro nuovo disco che si chiama “Abbandonare la città” assieme ad altri promo, ma ho voluto dare la precedenza a questo nuovo disco. Sin dalle prime note notiamo come la band voglia seguire quanto fatto in precedenza, ed anche in questo caso Diego Tuscano e soci proseguono nel cantare in italiano, questo non inficia per nulla il risultato finale della produzione anzi l’idioma scelto è sicuramente una scelta azzeccata per far arrivare immediatamente l’eventuale messaggio che la band voglia dare.

Il problema nel cantare in italiano semmai, rientra nel fatto che se hai talento ed una buona intonazione allora tutto fila liscio, altrimenti tutto diventa più difficile. Tutto questo poi deve essere confezionato con una buona dose di credibilità e credetemi se vi dico il buon Diego ce l’ha eccome, merito di una più che ventennale carriera alle spalle.“Abbandonare la città!" È un disco che sia ascolta tutto d’un fiato, le canzoni scorrono via che è una bellezza,e quando finisce il disco si ha voglia di ricominciare ad ascoltare il disco.

Questo è senza dubbio dovuto alla buona produzione del disco, ma anche di un songwriting scorrevole semplice e diretto,financo ad aver fatto una scaletta  assai varia per cui potremo ascoltare delle canzoni mai uguali  a se stesse,possiamo considerare  questo disco come una sorta di pot pourri variegato ironico come ad esempio nel brano d’apertura “L’ultimo film porno”con una grande schitarrata insieme al basso ci introducono alla ritmica  iniziale non troppo sostenuta il tutto condito da una certa sensualità visto poi anche il titolo della canone stessa.

Il rock sanguigno e puro si fa vivo nella title track senza però mai valicare certi limiti rimanendo in un mid tempo che però è davvero efficace nel suo voler quasi intercedere verso una velocità che sarebbe opportuna avere nel proprio roster di canzoni,ma noi sappiamo che la velocità non è l’unico modo per scrivere canzoni.“Strada Contromano” è una canzone dal grande pathos che il nostro interpreta davvero alla grande ma questo ci accorgeremo poi che sarà una performance di assolutamente degna.

Ci sono due canzoni in questo disco che hanno una durata di circa nove minuti e sono a mio avviso le più rappresentative sia del lavoro che suono generale della band. Parliamo di “Animaccia mia” uno stupendo blues che molto deve alla tradizione Zeppeliana alla stregua di “Since ive been loving you” per capirci, l’altra canzone che chiude “Abbandonare la città” è “Il trionfo di hobbes – nel giardino di voltaire c’è solo erbacce”di circa otto minuti canzone costruita  su di un incedere lento ma inesorabile, dove  nella parte centrale della stessa  Ale Alle sfodera un assolo di basso degno del miglior John paul jones.L’unico pezzo che gode di una certa velocità è invece “Dosi omeopatiche qui i Led Zeppelin escono fuori alla grande.

In conclusione possiamo certamente che questo disco si aggiunge alle buon uscite in stampo italiano di Oracle Sun e Oceana che però si distingue dalle rivolgendosi ad una mercato forse diverso ma non troppo. 

Stefano Bonelli      

 

01.L’ultimo film porno

02.Abbandonare la città

03.Dolce sorriso

04.Strada contromano

05.Animaccia mia

06.Mostro

07.Dosi omeopatiche

08.Il trionfo di hobbes – nel giardino di voltaire c’è solo erbacce

 

Diego Tuscano - vocals

AleAlle - bass

Erik Noro - guitar

Gianluca Chamonal - drums

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