Oceana

                                                             The Pattern

                                                             Time To Kill Records

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Ciclo vitale della farfalla 

La vita della farfalla continua ad affascinare. Il passaggio dal bruco alla farfalla è una metamorfosi rapida che provoca la nascita di una creatura meravigliosa dai disegni geometrici straordinariamente perfetti con una varietà di colori incredibile. Il ciclo vitale della farfalla si sviluppa in quattro fasi passando dall’uovo, al bruco, la crisalide e infine la farfalla adulta. 

Questa intro specifica in modo esaustivo la trasformazione avvenuta di questa band per anni d’esperienza del suo membro fondatore e nonchè mentore Massimiliano Pagliuso, già cardine delle composizioni dei Novembre per ben 20 anni dal 1996 su sette album ed un ep che già improntò le basi con il loro primo ep “Omonimo Oceana del 1996” da me già recensito mesi addietro, che mi fece un’ottima impressione, in quanto album già avanti con i tempi che si rifaceva nelle sue composizioni a mostri sacri del genere quali “Paradise lost” di “Icon” e “Tiamat” di “WildHoney”.

Veniamo a noi rispetto alla prima composizione del 1996 “The Pattern” rappresenta un vero e proprio viaggio nella mente di questo musicista, dove vi è una nascita, un cambiamento, delle delusioni e lotte nella vita, ma si è sempre ancorati alla speranza che è insita nell’essere umano, che tutto può cambiare in meglio. E inoltre un netto passo avanti nella produzione del suono, odierna e pulita come se degli alieni li avessero prelevati su “Alpha Centauri” e poi ricatapultati sulla Terra con conoscenza maggiore.

La prima traccia “Hiding lies” si apre con il vagito di un bimbo e le onde del mare che rappresentano nascita e creazione fin dagli albori più antichi, dopo i primi 40 secondi il pezzo cambia struttura in parti più articolate frutto della coesione fra l’estro di Mr. Pagliuso e Alex”Sancho” notevole il cambio di registro da 1:12 minuti a 2:10 dove c’è un cambio notevole di composizione, ricorda molto le produzioni migliori di “Mr. Dan Swano” vedi “Wytherscape” e “Nightingale”.

Il brano prosegue nelle sue parti cadenzate con un cantato che si alterna al growl ed al melodico notevole!!. Seconda traccia “Fall to Silence” un rimando nelle sonorità ad una band prog metal quali i Californiani “Enchant” e non i “Dream Theater”come tutti dicono, va beh ma le persone a volte non colgono le sfumature...... anche qui la voce pulita si alterna a quella growl (Un pochino più sforzata ricorda vagamente il singer dei Lordi) anche se il brano si rialza a testa alta da 3:10 a 3:30 con l’accompagnare delle due chitarre di Pagliuso e Caprino per far esplodere il brano a 3:30 con un assolo veramente degno di nota, una caduta nel silenzio però dove ognuno di noi ha dentro l’energia necessaria per alzarsi e dire la sua se vuole com’è stato per lui. Terzo brano “Violet” è la mazzata truculenta che non ti aspetti fra capo e collo, con rimandi inziali al doom ed al susseguirsi di un technical death come l’incontro con una donna che sembra rose e fiori all’inizio, ma poi ti accorgi di trovare di fronte un carattere caparbio pane per i tuoi denti.

C’è poi la quarta “Tragicomic Reality”, un brano come dal titolo realtà tragicomica che alleggerisce il peso dell’album rendendolo più scorrevole, ma fa anche riflettere su quello che stiamo vivendo dove la maggior parte delle persone danno tutto per scontato. La quinta “A Friend” (Un amico”), sembra quasi una domanda, come si fa a capire se una persona è veramente un amico, anche se ci sei stato a contatto per anni, vuoi per motivi di lavoro o proprio per suonare. L’attacco iniziale di chitarra sembra un tributo agli “Omnium Gatherum” pupilli di “Dan Swano”, il brano scorre per la sua breve durata ma coinciso e ci lascia il preludio alla gemma del disco la sesta traccia “Carousel“. Brano che si articola su coordinate semplici ma d’effetto, con i cambi di tempo in levare della batteria e l’aggiunta del piano che non fa altro che arricchire la composizione, un carosello della vita sicuramente dove da 2:30 siamo presi dall’ascolto nel vortice del suo assolo, come quando ci sei sopra al cavallino della giostra, vedi girare il tutto hai paura di cadere ma rimani attaccato con le unghie e con i denti.

Settima traccia “A Lament” un chiaro riferimento ai Novembre di Materia e The Blue forse il periodo migliore di Mr. Pagliuso, ove le riflessioni si fanno più approfondite ed il solos a partire d un minuto sembra che parli più della voce è una voce interiore che traspare. L’ottava traccia dell’album è “Spoiled” forse il brano più debole dell’album anche se ultimamente sfido a band soprattutto del territorio Capitolino di tirare fuori composizioni del genere pura utopia..... (ancora certi gruppi sono dietro ai maghi, i draghi e le birre ma per favore a più di cinquantanni....)La nona traccia “Atlantidea Pt 1” brano secondo me migliore di tutto il lotto, dove nel suo lungo minutaggio c’introduce in questo viaggio nella terra degli antichi abitanti marini nascosta agli occhi umani. La mia parte preferita quella da 1:50 ma la parte migliori arriva a 5:40 un tributo al maestro delle sei corde Steve Morse mi ha ricordato il suo lavoro Major Impacts con quegli assoli pieni d’anima.

Chiudono questo lavoro due brani “You don’t know” che a me non mi è piaciuta l’ho trovata un riempitivo, mentre la precedente Cover dei Metallica “The Unforgiven” molto azzecata secondo me migliore addirittura dell’originale, più di cuore e sentita (L’ho ascoltata tre volte di seguito mai successo neanche all’epoca quando uscì la versione ufficiale dei metallica....).In conclusione la migliore uscita come album in Italia insieme ad un’altra band nel 2020 che non faccio il nome ma Capitolini anche loro che si cimentano invece in un doom black metal, ma da dire che gli Oceana si pongono a testa alta anche all’estero, come lavoro che ci rende orgogliosi che la musica in Italia nel circuito underground ha veramente ancora da dire parola di Berserk non ve ne pentirete... 

Fabio Berserk

 

Recentissimamente gli Oceana, band capitolina, (progetto prog di Massimiliano Pagliuso chitarrista dei Novembre, Alessandro “Sancho” Marconcini e Gianpaolo Caprino), ha firmato per la Time to Kill Records per la pubblicazione del loro debutto discografico “The Pattern” che avverrà verso la fine del mese corrente.

Gli Oceana sono un gruppo che è in attività ormai già da alcuni anni avendo visto la sua nascita   nell’ormai lontano 1994. Solo un paio d’anni dopo la band romana pubblicò un EP chiamato: “Oceana”. Finalmente verso gli ultimi mesi dell’appena passato 2020, Massimiliano Pagliuso e soci, registrano le canzoni per il nuovo album che però uscirà soltanto il 29 Gennaio del 2021.Il disco, registrato ai Blue Noise Studios di Massimiliano Pagliuso e ai The Outer Sound Studios di Giuseppe Orlando, porta anche le firme di Dan Swanö e Travis Smith.

Le influenze maggiori della band le possiamo riscontrare in gruppi come “Edge Of Sanity” (il gruppo Di Dan Swanö), i Katatonia; i Paradise Lost; i Duran Duran; i Metallica ed anche i Dream Theater. Tutto questo forma il sound degli Oceana in una fusione di vari generi. Questo in soldoni è il loro intento: quello cioè di creare, attraverso l’influenza delle band sopracitate, una sorta di fusione dando vita a qualcosa di unico.

Il progetto in questione si presenta con le carte in regola, affinché tutto funzioni a dovere. Debbo infatti dire che senza dubbio ci troviamo di fronte ad una realeas accattivante sin dal suo aspetto grafico. La copertina è davvero ben realizzata e guardandola ci si rende conto del fatto che essa rispecchia perfettamente quella che è la musica dalla band. In pratica viene raffigurato il mare da dove risorgono dei rami a cui sono intorcinati dei fiori dove il tutto risulta essere onirico.

Musicalmente il disco è stato realizzato in modo professionale; infatti questo lavoro gode di un equilibrio perfetto merito di un missaggio che dona la giusta valorizzazione degli strumenti, nonché la giusta dose di “oscurità” elemento inscindibile per il gruppo di Pagliuso &/co.

“The Pattern” consta di undici canzoni e tutte godono di un songwriting non troppo intricato ma  semplice e diretto anche dove verrebbe richiesto un certo impegno interpretativo come ad esempio in brani come “Atlantidea Suite Pt 1” lunga circa un quarto d’ora, dove anche si riscontra maggiormente l’influenza dei Dream Theater. Comunque, musicalmente parlando, l’attenzione alla scrittura che si riscontra in questo disco conferisce una godibilità nell’ascolto che è presente in tutto il disco. Menzione particolare va alla cover di “The Unforgiven” dei Metallica per il quale gli Oceana offrono una versione assolutamente fedele all’originale eccezion fatta per il growl di Pagliuso alternato intelligentemente alle vocal clean non inficiandone per nulla il risultato finale che è davvero di qualità.

In conclusione sono molto contento che il nuovo anno si apra, almeno per noi di Tempi Duri, con un gruppo italiano e soprattutto romano. Voglio sperare che questo sia come una sorta di incoraggiamento per altre band con le loro nuove produzioni. E come dice qualcuno: “Questa è la via!” (Cit. The Mandalorian). 

Stefano Bonelli      

  

01.  Hiding Lies

02.  Fall To Silence

03.  Violet

04.  Tragicomic Reality

05.  A Friend

06.  Carousel

07.  A Lament

08.  Spoiled

09.  Atlantidea Suite Part 1

10.  The Unforgiven

11.  You Don't Know

 

Massimiliano Pagliuso - vocals, guitars, bass, keyboards

Gianpaolo Caprino - guitars

Alessandro "Sancho" Marconcini - drums

 

 

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