Lordi

                                                                                   Scare Force One

                                                                                  AFM Records

                                                                                  www.lordi.fi

 

 

 

La band finlandese sale un gradino. Uno scalino che migliora la posizione dopo un disco carino (“To beast or not to Beast” dell’anno corso) ma meno atmosferico di questo settimo del 2014.

L’intro è intrigante. Poi inizia una serie di pezzi piuttosto riusciti, teatrali al punto di avvicinarsi molto al rock di Alice Cooper, anche se si rimane Metal di base (più Hard che Metal in realtà). Non li metterei insieme al sound dei Kiss, nonostante abbiano in comune  il mascheramento scenico. In realtà troviamo un pezzettino di Accept nella title-track molto efficace.

Con essa, tra i pezzi migliori si posizionano anche i pezzi successivamente dopo, che posseggono con la prima, una raffinatezza maggiore: sia la scura e corale “How to Slice a Whore” (probabilmente il miglior episodio dell’album), sia la sinistra “Hell sent in the Clowns” che nel ritornello si addolcisce.

Proprio da quest’ultimo pezzo entra il maggior carattere alla Cooper, e quindi si procede su tale binario abbassando però il livello di durezza, e “House of Ghosts” si fa ancora più Cooperiana ma meno pesante; e  così le tracce diventano sempre più diluite ed ecco le leggere “Monster is my name” e “Cadaver Love”. Eppure tutte riescono a rimanere in un alveo elegantemente buono.

La violenza si riaffaccia con la veloce “Nailed by the Hammer of Frankeistein” che appare quasi da Musical, anche se sfiora lo stilema Kiss. Il lato metal va verso lo Street, e, per esempio la traccia conclusiva “Sir, Mr.Presideath, Sir”, lo testimonia appieno.

C’è una certa orecchiabilità anche nei momenti più duri, e la vivacità non si smorza mai, tendendo a mantenere viva l’attenzione. Due sole tracce, la nove “The United Rocking Dead”, un middle time molto derivativo e la undici “She’s a Demon”, sono episodi la cui la musica perde la scintilla; autentici filler. Nel complesso un lavoro che sa imporsi senza strafare, e che vale la pena di ascoltare almeno per una metà dei brani.

Roberto sky Latini

01.  SCG7: Arm your Doors and Cross Check

02.  Scare Force One

03.  How to Slice a Whore

04.  Hell sent in the Clowns

05.  House of Ghosts

06.  Monster is my Name

07.  Cadaver Lover

08.  Amen's Lament to Ra II

09.  Nailed by the Hammer of Frankestein

10.  The United Rocking Dead

11.  She's a Demon

12.  Hella's Kitchen

13.  Sir, Mr. Presideath, Sir

 

Mr. Lordi - vocals

Amen - guitars

OX – bass

Hella - keyboards

 

Mana - drums

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