Calamari for lunch

                                                                Calamari for lunch

                                                                (R)esisto

                                                                www.facebook.com/calamariforlunch

 

 

La band dei “Calamari for lunch”, proviene dalle lande toscane ed arriva al debutto discografico per merito della solerte etichetta (R)esisto che finora con le sue pubblicazioni non mai deluso offrendoci dei gruppi più o meno interessanti ed i Calamari for lunch rientrano in quelle band che sanno di offrirti qualcosa di buono sottoforma di canzoni.

In Italia sta prendendo piede una strana “moda” che consiste nel dare nomi alle proprie band con nomi strani e strampalati alcuni fulgidi esempi cadono in band come “ Lo Stato Sociale” i “Pinguini tattici nucleari” ed ora i Calamari for lunch. Per quanto riguarda  i Calamari però non si può fare un discorso del tipo che la loro musica  è talmente commerciale che forse durerà poco, si perchè la band toscana va per altri territori del tutto inaspettati per altro, infatti la musica  che abbiamo ascoltato nel disco ci richiama fortissimamente a certa cultura psichedelica ove  mi è praticamente impossibile non pensare  ai  Pink Floyd primordiali o ai Doors  si presta molto  ad esempio “Riding on the storm”vero e proprio manifesto psichedelico della band di Jim Morrison.

In più i Calamari inseriscono un elemento cinematografico che risiede nel suono mellifluo della chitarre della coppia Barlettai/Celandroni con le quali riescono a creare ambientazioni western Tarantiniane tipo “Django Unchained”ma non solo si perché la sonorità quasi non distorta si pensa anche  ai film  western italiani con le musiche di ennio morricone,  si ascolti ad esempio di ciò “Alien Brain Soup” il titolo di questo pezzo tra l’altro mi ricorda  da vicino “Brain salad Surgery di ELP”.

Parlando ancora delle canzoni del disco mi preme citare “Arabian sand”esotica  non solo nel titolo ma anche nelle miscellanee implicazioni sonore  che ci riportano a paesaggi sabbiosi  ed assolati uno dei momenti più interessanti del disco mentre in “Mesmerize” ci colpisce la cassa  classicamente in 4/4 che accompagna la chitarra effettata , anche “Alien brain soup” lo considero un brano suggestivo ed  in pratica  la canzone che mi ha fatto pensare al western sia di Tarantino che di “Aliens and Cowboys” .

Per altro questo debutto discografico gode di un ottima produzione dove durante la quale è stato sicuramente preso in considerazione di come rendere al massimo le ambientazioni psichedeliche dando obbligatoriamente un occhio e i due orecchi agli anni sessanta/settanta periodo di maggior sviluppo di quell’ambiente,ma comunque ricordandosi di essere nel 2020.Un lavoro che soddisfa pienamente le aspettative senza aver paura del fatto che dischi del genere si rivogano ad un mercato di nicchia.

In conclusione un lavoro davvero ben riuscito e particolare che mi fa sempre di più sentire un gambero, si perché il gambero cammina all’indietro stando sempre con gli occhi fissi davanti, è come dire si ascoltiamo tutta la “robba” moderna però non scordiamo di quello che è stato il passato.

 

Stefano Bonelli     

 

01.  In The Lounge

02.  Shock Jocker

03.  Another Day On Earth

04.  Arabian Sand

05.  Mesmerize

06.  Alien Brain Soup

07.  Veg & Lips

08.  Loser

09.  Chocolate

10.  Ink

 

Gian Luca Gambardella (Frisco) – bass

Roberto Barlettai (King) – guitar

Antonio Lepore (Nico) – vocals and guitar

Luca Pesare (Ronnie) – drums

Alessandro Celandroni (Ink) – guitar

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione