Anno Mundi

                                                             Land of legend

                                                             Black Window

                                                             www.facebook.com/annomunditheband

 

 

Gli Anno Mundi band nostrana e capitolina, arrivano al quarto album che si intitola “Land Of Legend” non ho avuto la possibilità di ascoltare gli album precedenti della band per cui sarò “costretto” a circoscrivere questa recensione strettamente a questo disco. 

Land of legend è il primo disco (i primi tre dischi sono stati autoprodotti dalla band),che sancisce a tutti gli effetti un connubio tra la band  e la nota etichetta nostrana Black Widow,la quale  ha nel proprio roster diverse ed interessanti band ma tutte con il mini comune denominatore del doom o del dark sound , e la scelta di pubblicare questa opera della band romana non è casuale,anche perché gli Anno Mundi si muovono tra diversi territori quali appunto l’hard rock intriso dalla lezione sabbatthiana e ad un prog dallo stampo classico con vari rimandi alle che hanno fatto la storia di questo genere.

Per questo disco gli Anno Mundi hanno voluto fare le cose in grande coinvolgendo oltre a tutta la band anche diversi musicisti dell’ambiente che sono “Renato Gasparini” (degli Agorà), Francesca Luce (Marbre Noir) e “Alessandro Milana” (violinista classico che in passato ha suonato per l’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra Sinfonica “Arturo Toscanini”).

Il disco ad un primo sguardo potrebbe ingannare perché avendo cinque tracce, in realtà tre di queste sono molto lunghe, infatti le prime due “Hyperborea” e “Female Revenge” da sole raggiungono la durata di circa trenta minuti e aggiungendo il resto delle canzoni si ha una durata di un normale full lenght.

Azzeccatissima la copertina di “Land…” infatti i colori che prevalgono sono composti da tonalità scure, ed il castello (circondato da montagne aguzze) che si vede frontalmente stando all’interno della grotta anch’essa scura, contribuisce ancor più ad una predisposizione dell’ascolto molto suggestiva.

Al successo di questa opera contribuisce in largamente, la produzione, che conferisce al disco con un missaggio mirato e professionale, a valorizzare in modo maniacale, tutti i suoni e gli effetti speciali presenti in “Dark Energy” (un brano diviso tra l’acustico e l’elettronico molto intrigante) risultano nitidi e chiari consegnandoci un lavoro come detto in precedenza assai suggestivo per le atmosfere oscure e lisergiche di cui è pregno. Durante l’ascolto ho potuto notare un’influenza maideniana in “Twisted World” il cui basso richiama a “Remember Tomorrow” ma qui parliamo di reminiscenza e nient’altro.

“Land of legend”è un disco da considerarsi nella sua interezza  ed estrapolare un brano piuttosto che un altro( personalmente il disco mi è piaciuto tutto),  significherebbe sminuire il lavoro in toto e questo gli Anno Mundi non se lo meritano ,avendo dimostrato di essere una band matura e professionale consapevole di produrre musica di altri tempi per come viene concepita ,mi preme inoltre dire che ascoltare questo lavoro non è per tutti essendo un cd anticommerciale e questo la band lo sa benissimo. Certo i dischi vengono fatti per venderli ma fosse solo per questo allora non avrebbe senso parlare di artigianato della musica ,perché la smercializzazione fine a se stessa l’avrebbe vinta , mentre invece con dischi del genere si mantiene alta la famosa asticella delle aspettative per l’arricchimento della mente,altrimenit sarebbe davvero squallido. 

Stefano Bonelli        

 

01.  Twisted World’s End      

02.  Hyperborea          

03.  Dark Energy        

04.  Hyperway To Nowhere   

05.  Female Revenge  

 

Federico Giuntoli - vocals

Alessio Secondini Morelli - guitars, effects, backing vocals

Flavio Gonnellini -  bass

Mattia Liberati -  keyboards

Gianluca Livi - drums, percussions 

 

Special guest: 

Renato Gasparini – guitar (from Agorà)

Francesca Luce – vocals  (from Marble Noir)

Alessandro Milana – violin (from l’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra Sinfonica “Arturo Toscanini”)

Domenico Dente – bass (from Fleeting Steps).

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