Yellowjackets (wdr big band)

                                                                Jackets XL

                                                                Mack Avenue Music Group

                                                               www.yellowjackets.com

 

 

 

Il jazz/fusion è un genere che personalmente ho sempre seguito parecchio anche se negli ultimi anni l’ho un poco messo da parte ma debbo riconoscere che questo è stato un errore, perché mi sembra di aver perso l’opportunità di conoscere gruppi importanti anche se, a dire il vero, come genere musicale è sempre stato abbastanza marginale nelle mie attenzioni tuttavia questo non mi ha impedito di apprezzare, oltre alla band delle api, band come i Weather Report gli Spyro Gyra i Mezzoforte Miles Davis e persino il grandissimo, purtroppo recentemente scomparso, Al Jarreau.

Detto questo, proprio qualche giorno fa mi sono imbattuto nell’ultimo album degli Yellow Jackets che si chiama “Jackets XL”. Con mia grande sorpresa ho appreso che sono arrivati ad incidere il loro 25° disco e che addirittura questo è il loro quarto lavoro con l’etichetta “Mack Avenue Music Group”.

Con questo nuovo lavoro la band allarga i propri confini e si reinventa attraverso una collaborazione con la WDR Big Band Orchestra di Colonia. Il progetto in questione unisce il poliedrico quartetto con la rinomata big band per una “coverizzazione” dei classici della band con nuovi arrangiamenti. Il risultato è una selezione dei brani più importanti della band americana ricchi colpi di scena, trame e colori, armonie toccanti e assoli audaci. “Jackets XL” si presenta come una testimonianza di quanto lontano sia arrivata questa fantastica band.

Anche i loro colleghi Spyro Gyra si sono presentati quest’anno con un nuovo disco dove rivisitavano brani classici di altre band del rock. Andando a riproporre i brani più significativi, gli Yellow Jackets fanno un’operazione simile ma andando a riarrangiare i loro brani storici.

Ascoltando il disco mi ha fatto molto piacere ritrovare quello spirito che la band aveva nel primo periodo soprattutto nei primi due dischi dove si ascoltava una jazz fresco quasi vicino al rock. Nel primo disco, alla chitarra c’era il mitico Robben Ford; chiaramente in questa, essendo i brani rivisitati dalla band stessa li ritroviamo in una veste più consona alle esigenze odierne.

La scaletta è davvero ben congeniata e i 10 brani che fanno parte del disco sono tra i più significativi a partire dal brano di apertura “Downtown”, oppure la stupenda “Imperial Strut” da considerarsi come una sorta di “Smoke on the waters” dei Deep Purple ma solamente per l’importanza della canzone all’interno degli “Yellow”.  

Inoltre in Jacket XL mancano gli arrangiamenti orchestrali che a mio avviso appesantivano non poco gli ascolti, in questa sede invece tutto funziona a meraviglia in quanto pur non abbandonando del tutto la dimensione orchestrale, risalta molto di più la dimensione della band e soprattutto in “Imperial Strut” possiamo riascoltare la bellissima chitarra elettrica che fa il noto riff del pezzo presente nel primo album degli americani.

In conclusione questo Jackets XL è un disco che farà la felicità ai fan della “band delle api” e come al solito, per chi non li conosce, dico che questa è un bellissima occasione conoscere la band nei momenti più significativi della sua carriera.

 

Stefano Bonelli

 

01.  Downtown

02.  Dewey

03.  Mile High

04.  The Red Sea

05.  Even Song

06.  One Day

07.  Tokyo Tale

08.  Imperial Strut

09.  Coherence

10.  Revelation

 

Russell Ferrante - piano, fender rhodes

Bob Mintzer - sax tenore, flauto

Dane Alderson – bass

William Kennedy - drums

 

 

  

 

   

 

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