INTERVISTA A MISTHERIA PER IL SUO NUOVO DISCO DREAMS

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Mistheria è un musicista dalle multiformi poliedricità, lo dimostra i “mille”progetti in cui si coinvolge con tutto se stesso non è da meno il progetto principale il “Vivaldi Metal Project” l’occasione di questa chiacchierata ce la da il suo nuovo album “Dreams” fresco di pubblicazione, e ne approfittiamo per farci dire alcune cose che lo riguardano.

Ciao Mistheria intanto complimenti per il tuo nuovo lavoro, come mai hai voluto trattare il tema dei sogni?

Ciao caro Stefano, è sempre un piacere essere presente sulle tue pagine. Grazie per aver apprezzato il mio nuovo album e per la meravigliosa recensione, mi fa davvero piacere. Essendo “Dreams” un album strumentale, il tema dei sogni è trattato in modo metaforico, con sonorità e melodie tra il New-Age e l’Ambient, e raccoglie vari momenti della mia vita che richiamano diverse ambientazioni emotive. A livello compositivo ho tradotto impressioni personali, ricordi, memorie, esperienze, dediche, desideri. Ad eccezione di un brano con un testo narrato, non ci sono parole a descrivere o trattare determinati concetti bensì un’atmosfera “onirica” che pervade tutti i brani.

Una peculiarità di questo tuo lavoro è il fatto che hai coinvolto intorno al tuo progetto solo donne, come mai questa scelta così particolare?

Una scelta principalmente acustica, ossia voler dare quella “leggerezza sognante” al suono generale del disco. L’idea è partita dalle parti cantate in cui ci sono esclusivamente vocalizzi (melodie senza testo) e avevo bisogno di un suono rarefatto, leggero, angelico. Per le parti strumentali (flauto, oboe, archi) ho amiche/colleghe con cui avevo già collaborato su altri brani o dischi e ho avuto il piacere di continuare a lavorare con loro. Una combinazione che legava molto bene con il tema dell’album e loro hanno meravigliosamente esaudito i miei "sogni".

Da dove nasce il tuo amore per la musica classica, farai mai un disco di cover di musica classica?

Io sono un musicista di formazione Classica avendo iniziato e terminato gli studi di Conservatorio in quel campo, sono gli altri generi (dal Rock al Metal, dal Pop alla New-Age alla musica per sonorizzazione) ad essere arrivati dopo nella mia carriera. In tutti i miei dischi ci sono rifacimenti di brani classici, anche in “Dreams” c’è la cover pianistica dell’aria “Pena Tiranna” di Handel. Qualche anno fa, ho anche realizzato un album di covers di Classica in stile New-Age/Chillout. Diciamo che quindi ho già realizzato quello che chiedi :)

Come ho detto, sei coinvolto totalmente nella musica ed, oltre alla tua attività da solista ed il Vivaldi Metal Project, hai pubblicato diversi dischi sempre con il monicker Mistheria ma con prerogative metal/progressive e di cui il più recente lo ricordiamo è “Gemini”. In quale di questi aspetti ti riconosci di più?

Difficile rispondere per me a questa domanda che spesso mi pongono. Non ho preferenze, nello specifico momento di questo o quel progetto/album mi ritrovo completamente immerso e concentrato su quel lavoro e stile/genere musicale. Ogni lavoro o progetto mi danno modo di esprimere una parte del mio mondo musicale, è per questo che, di base, esistono diversi stili e generi, anche per poter esprimere uno stesso concetto in chiave e sonorità diversi.

 

Uno strumento come il Keytar, vuoi per la sua forma particolare, è uno di quegli strumenti che personalmente mi affascinano molto ma noto che non sia uno strumento molto usato. Uno dei musicisti famosi che lo usano spesso è certamente Jordan Rudess, quali sono le differenza tra le tastiere tradizionali ed il keytar?

Il Keytar è uno strumento che adoro in modo speciale, mi concede libertà sul palco e la possibilità di interagire totalmente con il pubblico. Non amo molto stare “saldato” dietro le tastiere, mi piace stabilire un contatto con le persone durante il concerto e con gli altri musicisti sul palco. Questa è, per me, la differenza principale con le tastiere tradizionali oltre, ovviamente, al poter esibirsi da solista in un modo che non sarebbe mai possibile con una tastiera tradizionale, sia per quanto riguarda l’aspetto scenico che espressivo grazie alle caratteristiche costruttive che lo strumento offre.

Quali sono le difficoltà a livello di scrittura che si incontrano nei dischi come “Dreams”, è più facile o difficile rispetto alla composizione di altro tuo materiale?

A livello compositivo ogni brano può essere semplice se lo si scrive nel giusto momento di ispirazione. In caso contrario, ossia se si avverte che la scrittura è difficile e non scorre, meglio lasciar stare e tornare in momenti migliori. La composizione è uno stato che esula dal controllo razionale che, invece, deve esserci dopo, a distanza anche di qualche giorno, quando si riascolta per riorganizzare, se necessario, il materiale scritto e/o registrato, lavorare sui dettagli, scolpire e definire.

Certamente quest’anno è da annoverare tra i più difficili in assoluto per tutto il comparto dello spettacolo, come stai vivendo questo periodo?

Sicuramente difficile in termini di sopportazione e attesa di poter programmare concerti, ed anche apprensione nel cercare di capire come sarà il mondo dei concerti quando si potrà, spero presto, ripartire. Questo blocco dell'attività dal vivo mi ha “costretto” a lavorare molto in studio e, vedendo il bicchiere mezzo pieno, è stato positivo soprattutto per la produzione del nuovo album del Vivaldi Metal Project che uscirà nel 2021, un doppio album con 17 brani, circa 150 ospiti solisti, orchestra e coro (bello N.D.R.) Sicuramente, aver avuto tutti noi musicisti fermi mi ha consentito di accelerare in maniera esponenziale il lavoro di produzione e averlo quasi concluso nel tempo record di 18 mesi (soprattutto se confrontato con il precedente album che ha richiesto 3 anni). E in questa produzione gigantesca, sono riuscito a far uscire anche “Dreams", praticamente un altro sogno realizzato. Ho cercato di trarre la parte “buona” da questa difficile e inattesa emergenza con cui stiamo lottando tutti.

Quando sarà possibile, pensi di portare dal vivo questo disco oppure rimane una cosa a se’ stante?

Nel corso degli anni, ho tenuto diversi concerti pianistici basati sui miei lavori extra-metal. Sul mio canale YouTube ho, da poco, caricato un concerto intero del 2011, in cui eseguo brani tratti dai miei precedenti lavori solisti “Solo Piano” del 2007 (Videoradio/RAI Trade) e “Keys of Eternity” del 2011 (Sifare Music Publishing). Sto preparando il nuovo concerto pianistico che include, ovviamente, anche brani da “Dreams”, e spero di poterlo annunciare al più presto.

Bene, abbiamo terminato questo spazio che abbiamo dedicato a Mistheria uno dei musicisti più interessanti di questi ultimi anni, vuoi aggiungere qualcos’altro?

Grazie a te caro Stefano per lo spazio e l'attenzione che dedichi a me e alla mia musica, sono anni che segui e supporti la mia attività e te ne sono molto grato. Un saluto ai lettori di Tempi Duri e a tutti coloro che hanno letto questa intervista. Un ringraziamento a Sifare Music Publishing (Roma) che ha pubblicato “Dreams”. Un abbraccio virtuale, grazie a tutti!

Intervista a cura di Stefano Bonelli

www.mistheria.com
www.vivaldimetalproject.com

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