l'Albero

                                                                 Solo al sole

                                                                 Santeria Records

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Andrea Mastropietro è un cantautore classicamente appartenente alla musica italiana che molto deve alla scrittura del periodo degli anni settanta, ed è talmente avvinghiato a queste sonorità che lo dichiara egli stesso nelle interviste soprattutto quando dice che c’era stato un periodo in cui, testuali parole, “la musica italiana ti faceva viaggiare” è quindi chiaro il riferimento che lui fa a quel periodo così creativo musicalmente parlando.

Anche il lavoro che stiamo recensendo mostra chiaramente le sue radici. Questo, io credo, lo si debba agli ascolti che il nostro musicista ha fatto negli anni trascorsi e che indubbiamente hanno influenzato la sua mente quando poi ha iniziato a comporre la sua musica: infatti anche solo ascoltando “Solo al sole” ci troviamo di fronte ad una contaminazione continua fatta si di cantautorato, ma anche di tanto rock; e perfino di una certa “psichedelia” tipicamente dell’ambiente inglese il cui riferimento maggiore va imputato obbligatoriamente ai Pink Floyd del primo periodo. In primis quelli del periodo Ummagumma per intenderci. La cosa  che più mi ha sorpreso però è il fatto che dalla sua bio, quanto detto, non venga minimamente accennato; mentre invece, a mio avviso, dovrebbero rivederla un poco perché tale influenza è palese e risiede anche nel modo di cantare di Andrea Mastropietro che è lontano un miglio dal modo di intendere il cantautorato italiano, dove per altro non mancano riferimenti importanti a personaggi quali Franco Battiato, Lucio Battisti, Luigi Tenco (omaggiato anche nella traccia “Dalida”). Oltre anche a Pino Danile per l’uso della voce e Demetrio Stratos (il mai troppo compianto cantante degli Area).

Quindi c’è tutto questo e anche di più di uno sguardo al rock psichedelico tipico di quegli anni. Anni in cui l’uso delle chitarre elettriche era innovativo e importante dove il suono risulta fluido e mellifluo.

L’atmosfera del disco del disco viene interrotta da due brani strumentali quali “noia e illuminazione” (a proposito di riferimenti psichedelici) e “Il mattino ha l’oro in bocca”.

“Solo al sole” si presta a questo aspetto psichedelico con una copertina che anche nella grafica ci porta agli anni settanta, dove i caratteri usati andavano moltissimo in quel periodo. La foto scelta rispecchia un po’ l’atmosfera che si respira nel disco, con questa luce accecante dalla quale Andrea cerca di ripararsi con la mano. Debbo dire che personalmente ho riscontrato, diciamo così, l’uso dell’immagine del sole come anche i Pink Floyd, almeno nel periodo psichedelico, avevano a che fare. Infatti se vi ricordate della canzone “Set the control for the heart of the sun”, il sole era il protagonista e nei concerti dal vivo Roger Waters incendiava il gong che stava a simboleggiare il sole stesso … Ma questa è un'altra storia.

Ritornando al disco de “L’albero”, ci tenevo a dire che tutto funziona davvero bene e la produzione assai mirata è atta ad ottenere un suono moderno ma con quel gusto retrò che piace tanto all’autore e sinceramente anche a noi. La voce di Andrea è piacevole da ascoltare anche se non ha un estensione particolare ha in se tutto quel che serve per essere incisiva al punto giusto in modo da far penetrare nella nostra mente quello che dice. Cito, ma giusto per dovere di cronaca, “Vengo a prenderti” e “Parlami di te” come tra i momenti clue del disco oltre ai già citati strumentali.

In conclusione questo è un disco che potrebbe interessare un pubblico adulto e colto, ma se c’è qualcuno tra di voi che è stufo di sentire le solite cose stantie alla radio “Solo al sole” è una buona occasione per ascoltare qualcosa di diverso lontano mille anni luce da ciò che si ascolta in ambito italiano. 

Stefano Bonelli

 

01. Solo al sole

02. Dalida

03. Cenere

04. Quando viene sera

05. Oh mia diletta!

06. Noia e illuminazione

07. Volo 573

08. Vengo a prenderti

09. Tutto ok

10. Il mattino ha l’oro in bocca

11. Parlami di te

 

Andrea Mastropietro - chitarre acustiche 6 e 12 corde, chitarre elettriche, basso, sintetizzatori, organo, voci, cori

Marco Biagiotti - batteria, percussioni

Danilo Scuccimarra - pianoforte, rhodes, wurlitzer

 

 

Hanno suonato inoltre:

Francesco Marchi - chitarra elettrica su Volo 573, Parlami di te, Cenere, Oh mia diletta!, Noia e illuminazione.

Filippo Orefice - sassofono, flauto traverso su Cenere, Quando viene sera, Parlami di te, Vengo a prenderti.

Mattia Gabbrielli - basso su Cenere e Vengo a prenderti, chitarra elettrica su Noia e illuminazione

Raffaele Lampronti - chitarra elettrica su Tutto Ok

Mario Evangelista - chitarra acustica su Tutto ok, mandolino su Noia e illuminazione, lap steel su Oh mia diletta!

Francesco Taddei - sintetizzatori su Solo al sole, Cenere 

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