intervista con Trevor Sadist per il suo nuovo libroŒASSETATI DI SANGUE¹ (45 serial killer allo specchio).

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L’occasione di questa chiacchierata con Trevor Sadist patron dell’etichetta “Nadir Music” ce la da l’uscita del suo nuovo lavoro sottoforma di libro che tratta il tema dei seriakiller in linea con le argomentazioni che affronta con la sua celebre band i Sadist.

Ciao Trevor questa è la nostra prima intervista e l’occasione è data dall’uscita del tuo libro

Trevor: Ciao Stefano, e grazie per quest’opportunità. Come dico sempre il lavoro che svolgete attraverso i vostri magazines è molto importante, specie per noi che siamo tenuti a promuovere la musica o come in questo caso il libro.

Sicuramente la maggior parte dei tuoi fan ti segue per la tua band i Sadist, da quanto tempo hai scoperto di avere questa inaspettata vena per la scrittura?

Trevor: Come giustamente hai detto, gran parte delle persone incuriosite dal libro sono riconducibili a Sadist, è normale; detto questo l’argomento trattato è certamente di più ampio raggio, indi per cui ho la speranza di nutrire interesse anche in altri contesti. Quanto al desiderio di scrivere un volume sui serial killer, da tempo maturavo quest’idea, ho impiegato un paio di anni a fare ricerche e scrivere, ma la voglia di scrivere il saggio risale almeno a dieci anni fa.

Il tuo libro dal titolo ‘ASSETATI DI SANGUE’ (45 serial killer allo specchio) in che modo tratta questo argomento?

Trevor: La mia intenzione è dimostrare che questa vera e propria piaga sociale è da sempre sparsa a macchia d’olio. Purtroppo, geograficamente parlando non c’è posto al mondo, dove tu possa ritenerti davvero al sicuro, come non c’è mai stato un periodo storico ben preciso, la storia ci racconta che gli omicidi seriali e la deviazione nell’uomo esistono dalla notte dei tempi. Con ‘Assetati di Sangue’ avrete la conferma di quanto detto, ci sposteremo dagli Stai Uniti all’Europa, dalla Russia all’Australia, dall’Africa al Giappone, in un ordine cronologico ben preciso, partendo dal 1400 ai giorni d’oggi.

Io ci vedo molto di questo libro con la tua band ci puoi spiegare se le due cose sono correlate oppure è solo una mia impressione.

Trevor: Posso dire che hai fatto centro! Con Sadist ho scritto diverse liriche sul tema dei serial killer, vedi ‘Christmas Beat’, ‘Evil Birds’, ‘I want it’ e altre. Senza considerare che nel 2003 con il side project ‘The Famili’ ho scritto un concept album sui serial killer. E’ un argomento di cui mi occupo da circa 30 anni, uno strano interesse, che se da una parte spaventa, dall’altra entra di prepotenza a far parte del fascino del male, come gli horror movies. Tuttavia ci tengo a precisare una cosa, è sbagliato mitizzare certe persone, quest’argomento dev’essere trattato sempre nel rispetto delle vittime e delle loro famiglie.

 

Questa tua attività di scrittore proseguirà o era solo un’urgenza del momento?

Trevor: Caro Stefano, per il momento fammi godere quest’uscita, sono una persona molto passionale, voglio gioire appieno per questo mio lavoro. Posso solamente dirti che fin da bambino quando decido di fare una cosa vado fino in fondo, chissà, forse ci sarà anche un prossimo libro, chi può dirlo!

Quale è stato il serial killer che più ti ha impressionato facendo la tua ricerca per il libro?

Trevor: Davvero difficile fare solo un nome. Stiamo parlando di personaggi malvagi, brutali, uno più dell’altro si sono fatti notare per le loro gesta. Prendiamo ad esempio Albert Fish, un innocuo nonno, che dopo un primo gentile approccio era capace di uccidere bambini, sezionare i cadaveri e mangiarne le parti più tenere. Le sue perversioni in ordine alfabetico non mancavano una lettera!

 

Nel nostro immaginario sicuramente c’è “Jack lo squartatore” rientra in questi 45?

Trevor: ‘Jack lo Squartatore’ è con tutta probabilità il serial killer più noto. Per questo motivo non ho voluto inserire un capitolo su di lui, mi sembrava troppo scontato. Tuttavia potrete trovare all’interno una sua celebre frase.

Pensi che poi un eventuale album dei Sadist possa trattare quest’argomento magari facendo uscire diversi dischi monotematici che dici pensi sia fattibile?

Trevor: Come detto, in passato ho affrontato la cosa in diverse occasioni. Non credo potrà uscire un concept album sui serial killer, ho già soddisfatto questo desiderio. Questo non vuol dire che potranno esserci singole canzoni, mai dire mai…

In che modo sta influenzando questo stop e cosa pensi si debba fare per migliorare la situazione?

Trevor: Personalmente, vivendo di musica, non posso negare che questo stop è un danno enorme, ma non è colpa di nessuno, ne prendo atto e mi sono da subito rimboccato le maniche. Mi spiace per tutte le persone che stanno perdendo il lavoro, ma ancor di più piango le vittime di questa pandemia, mi fa davvero male, è molto triste. Per migliorare dobbiamo cambiare la nostra testa, il nostro modo di pensare. Odio i negazionisti, i riduzionisti, la presunzione, l’ipocrisia. Questo forzato stop doveva servire a guardarci dentro e migliorarci, ma non è successo, anzi siamo peggiorati. Dal lato mio spero di poter tornare sul palco quanto prima, e poter promuovere ‘Assetati di Sangue’ in qualche libreria/biblioteca ma ora non è il momento ci vuole pazienza!

Bene siamo giunti al termine cosa vuoi aggiungere?

Trevor: Chiudo ringraziando la casa editrice ‘Shatter Edizioni’, che ha da subito creduto nel mio lavoro. Un abbraccio a te e a tutti i lettori, ci vediamo presto on stage e come sempre..In alto il nostro saluto!

Trevor Sadist

 

 

 

 

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