True Lie

                                                     At the first glare of the colder sky

                                                     To React Records/Andromeda

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Dall’Italia (Foligno-Umbria) arriva, in questo 2014, l’esordio di una nuova realtà d’assalto, anche se nata nel 2010 (un demo alle spalle). Si tratta di una band che già sa porsi nella giusta dimensione sonora tra ferocia e raffinatezza strutturale. Questi musicisti si auto-categorizzano nel termine ModernMetalSound, e in effetti è un suono realmente moderno; siamo a cavallo di Metalcore e ThrashMetal, permeando con ruggiti growl, ma anche con roche eppur pulite vocalizzazioni, un tessuto musicale piuttosto limpido pur nella sua forza d’impatto. Se vogliamo trovare paragoni, forse potremmo nominare gli statunitensi As I Lay Dying o gli svedesi Nightrage; quindi forse c’è anche del DeathMetal, sebbene poco esacerbato se non per la voce.

Dal lato Metalcore, le pause più melodiche, tra un urlo possente e una ritmica muraria, sono ben limitate, preferendo sempre l’attacco violento al gioco melodico. Però questa grinta è espressa in maniera virtuosa, con assoli attentamente costruiti e passaggi riffici molto ficcanti; sono questi ultimi un groove così ben portante da risultare estremamente funzionale al sound. L’indurimento e l’asprezza sarebbero state penalizzate da ampliamenti di ritornello troppo morbido, che invece il gruppo si guarda bene dall’espandere.

La tecnica growl è ottima, riesce anche a trovare modulazioni che eliminano il rischio di una amalgama confuso; volendo criticarla, non è tanto il modo di usarla, quanto il songwriting che in alcuni momenti la immette quando forse ne servirebbe meno, dove sarebbe stato meglio lasciare da soli gli strumenti.

Uno solo è il brano che mi pare poco efficace, nel senso che dà l’idea del già sentito, si tratta del finale “Mark of cain”, meglio  invece “Will I”, con la sua cadenzata ruvidezza, senza però anch’esso raggiungere il massimo dell’effetto. Tutt’altra storia per 4 splendide fameliche song, tutte deflagranti come bombe incendiarie, quali la scura “Just  for a while” che possiede uno splendido scorrere dei riff; la più corrosiva “To embers and ashes” che abbraccia corposamente l’ascoltatore con cattiveria nonostante l’accenno metalcore;  la torrida “The hand that fed me lies” adatta ad un sudato headbanging” e, infine, la bombastica e metallissima “Reek of desperation”, dura e pura anch’essa con un appena accennato ritornello morbido che non fa nascere contraddizioni stilistiche. In effetti ho preferito le tracce più dure poiché mi paiono le più ispirate, non fanno il filo ad altro che a se stesse.

I primi due episodi, “As the dawn broke” che inganna il fruitore con quella sua liquida morbidezza iniziale e “When everything withers”, sembrano invece leggermente più cerebrali, variano maggiormente sul tema e contenengono molto di quell’afflato Metalcore di cui sopra, perdendo parzialmente di originalità, anche se si tratta di sfumature poiché conservano comunque un ottimo feeling.

In generale, la costruzione non è mai intricata, però non è nemmeno lineare, costringendo positivamente l’ascoltatore a fruire più volte i pezzi, per potervi entrare. La band non è acerba, essendo in grado di esporsi con una certa solidità espressiva, cioè una ricercatezza di fondo. E’ musica istintiva ma non troppo, imprime aggressività e animosità portando gli estremismi Death all’interno di un sound che non è sporco ma ben percepibile in ogni suo passaggio; è cioè in grado di esaltare i virtuosismi concettuali e tecnici presenti.

Interessante notare che i testi delle song vedono tutte la presenza compositrice della bassista Dalila Pilotti, finalmente una donna che conta davvero, anche senza cantare, tra i metallari di sesso maschile. Per quello che riguarda l’effetto del disco sulla critica, le varie recensioni lette sono positive, e a ragione, per una band in grado di competere con tutti.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  As the dawn broke

02.  When everything withers

03.  Will I (The day I stood still”)

04.  Just for a while

05.  To embers and ashes

06.  The hand that fed me lies

07.  Reek of desperation

08.  Mark of cain

 

Carlo Stefanucci – vocals/guitars

Federico Piermatti – guitars

Dalila Pilotti – bass

 

Alessandro Salari - drums

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