The Babys

                                                                    I’ll have some of that

                                                                    Skyrocket Ent.

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Forse il mercato discografico sarà in crisi, ma la musica non lo è. Anche gruppi scomparsi come questo, tornano a far sentire il loro respiro, e si tratta proprio di tanto tempo. Non si vedeva un loro lavoro da studio dal 1980 (la band aveva esordito nel 1977), quindi siamo solo al sesto full-lenght in tutti questi anni. E’ musica ben concepita e vissuta. La qualità c’è, mista ad una energia pulita e diretta. Potremmo inquadrarli nell’alveo AoR ma il genere in questione è presente in maniera pura in sole due tracce, la quinta e la sesta (“I see you there” e “Grass is greener”). In effetti i brani vivono di una certa leggerezza, ma tutta la verve è sporcata di rock blues, lasciando trasparire un’anima sanguigna.

A parte il rullante della batteria un po’ fastidioso in alcuni arrangiamenti (per esempio proprio nella traccia di apertura), per il resto troviamo divertimento e bella sonorità. “Every side of you” vuole subito dare un colpo che sia rock, cosa che si ripeterà con i riff e l’attitudine in altri buoni momenti dove l’hard è sì levigato ma non finto, come in “Sunrise & goodbyes”; la ritmata “It’s a gas” che non è lontana da certe cose dei Kiss, e la vintage title-track. Il blues si affaccia piuttosto ruffiano in “After midnight” e soprattutto in “These days” (anche se fa il filo allo Street Metal dei Tesla). Le ballate si fanno piacere senza vergogna perché nascono dalla scuola seria del rock, infatti “Uncivil war” si apre ad una bella atmosfera sognante. L’episodio poco significativo in quanto troppo impersonale è solo “You Saved my life”. “Stay the night” non sarebbe un gran songwriting ma è intrigante grazie ad una bella furbastra interpretazione vocale.

La voce in realtà non è calda alla Coverdale, che pure sarebbe stata bene in questo tipo di sound, ma ha un tono che sa strizzare l’occhio in modo malizioso all’ascoltatore.

Ciò che fa effetto è come una orecchiabilità così esplicita possa rendersi intrigante e sostanziosa nonostante rimanga fedele a una musicalità tanto sfruttata. Un passato fine anni ’70 che fluidamente scende sulla pelle senza rimpianti, ma con un’allegria palpabilmente attuale.

Un lavoro onesto e con una frizzantezza leggiadra; non si prende troppo sul serio ma nemmeno la butta là a caso, mantenendo una ironia di fondo in una cornice costruttiva e dinamica.

Ero portato a pensare di star per sentire un disco poco interessante, e sebbene esso non faccia la storia del rock, mi ha toccato le corde del piacere, non il piacere della ribellione, ma quello ciondolante di chi batte il piede.

Roberto Sky Latini

01.  Every Side of You
02. All I Wanna Do
03. Sunrise & Goodbyes
04. After Midnight
05. I See You There
06. Grass Is Greener
07. These Days
08. Uncivil War
09. You Saved My Live
10. It’s a Gas
11. Stay the Night
12. I’ll Have Some of That!

John Waite – vocals

Wally Stocker – guitars

Ricky Phillips – bass

Mike Corby - keyboards

 

Tony Brock - drums

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