Skid Row

                                                                                  Slave to the grind

                                                                                  Atlantic

                                                                                 www.skidrow.com

 

 

 

Nel 1991 avevo ancora i capelli e non ancora 16 anni. non avevi ancora deciso "cosa fare da grande" del mio destino da metallaro e uscì uno dei dischi che mi ha cambiato la vita.cinque pischelli del New Jersey, dopo un ottimo esordio omonimo prodotto da Bon Jovi (assieme ai Gorky Park e i Cinderella) fecero uscire quello che ritengo il loro assoluto capolavoro.l'album è "Slave to the Grind", la band è, ovviamente, quella degli Skid Row.12 pezzi "selvaggi" da cui furono tratti 5 video ("Monkey Businnes", la title-track e le tre ballad).

ci sono parecchie cose che "mi mandano ai matti" del sound di questo disco, la voce di Sebastian, il suono del basso di Bolan, la "botta" di Affuso dietro la batteria e i suoni delle chitarre.l'opener "Monkey Businnes" ha un inizio infido e traditore, con quella chitarrina malinconica e Sebastian che sussurra prima di "esplodere" in un urlo belluino e la campana che Affuso ha sicuramente ammaccato e le chitarre taglienti di Snake e Hill."Slave to the grind" non ti da il tempo di riprenderti dalla mazzata iniziale che inizia a prenderti a mattonate in faccia con un suono massiccio e compatto in assoluto contrasto con una assolo tagliente che ti manda in visibilio le sinapsi ...

onde evitare un pallosissimo track by trak passerò a "Quicksand Jesus" ... non sono un grande amante delle ballad (su questo disco ce ne sono ben tre) ma la chitarra acustica che accompagna la voce di Bach che "duella" con la chitarra elettrica è da delirio assoluto, probabilmente uno dei brani piu belli degli Skid della loro intera carriera.Subito dopo forse il brano che amo di più dell'intero disco, probabilmente non c'è un motivo particolare ... o forse si. quel rallentamento a metà brano che riprende con una progressione che t'ammazza.

"Livin' on  a Chain Gang" e "Creepshow" sono due pezzi "scapoccioni" in cui Seb fa il cazzo che gli pare con una voce che si poteva solo intuire sul primo album (in cui sembrava avere il freno a mano tirato), canzoni che tirano la volata a uno dei capolavori dell'album: "In a Darkened Room". LA BALLATA, alla faccia di "Notthing Else Maters". Credo di aver visto il video di questa song migliaia di volte. Sabastian seduto sil palco che la canta durante il soundchek e poi la sala piena di gente e il suono che vira sul "live"... ma cosa ve lo dico a fare? se non vi smuove questo pezzo avete un sasso al posto cel cuore e una pigna nel culo.

"Riot act" è un bel pezzo tirato senza concessione a rallentamenti, in fondo a che cazzo servono? in "Mudkicker" c'è quel "ladies an gentlemen and members of the jury " che è un capolavoro per il brano che è il più "fuori luogo" di tutto l'album con quel ritmo sincopato, quasi "rapato".

in chiusura l'ultima ballad, "Wasted Time" che, vi confesso, non mi ha mai convinto molto ... niente da dire sulla prestazione vocale nel sul solo ma boh ... non mi ha mai detto un cazzo questo pezzo, non allaccia nemmeno le scarpe a "I remember you"...il mio voto è un 9, un vero peccato che la band sia implosa con il successivo "Subhuman Race" e finita con l'addio/licenziamento di di Sebastian ... mi piange ancora il cuore ...

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