The Pilgrim

                                               From the Earth to the Sky and Back

                                               Heavy Psych Sounds

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Non è la band americana di Doom Metal; né l’altra sempre americana che nel suo moniker plurale Pilgrims fa Indie ed Alternative Rock. Si tratta invece del secondo full-lenght (il primo era “Walking into the Forest” del 2019) di un musicista italiano già attivo nella musica con altre realtà (oltre ad essere titolare dell’etichetta per cui esce questo disco), il quale si cimenta con un sound vissuto in una forma piuttosto libera, anche più libera che nell’esordio. In esso si percorre con aria sognante un viaggio acustico che smuove virgulti country-folk sessanta/settantiani, in una estetica Rock cantata con uno spirito Grunge di più moderna memoria. Un atteggiamento alla Oasis contaminato però anche da alcune discese nel ritmo sudamericano. E’ simile al cantautorato americano d’altri tempi, evitando però di entrare in una immagine da crooner. L’italiano Gabriele Fiori continua il progetto Pilgrim gettandosi nelle sonorità vintage da figlio dei Fiori, solo che cavalca un piglio tonico, anche se non mancano soffi soffici.

Il pezzo iniziale “MEXICO 84” ha un chè di nostalgico e afferra l’ascoltatore con la sua orecchiabile spontaneità, ponendo anche un bell’assolo della seicorde a termine del pezzo. Uno dei pezzi migliori è “OBSESSED BY THE WEST PART I, II, III, IV” perché è in grado di ampliarsi in un songwriting più variabile, mantenendo la traccia in un ambito percettivo continuativo, nonostante le parti differenti, e avvolgendo il fruitore nelle sue spire d’altri tempi sia nel cantato che nell’assolo solare. Tra le cose morbide quelle meno affettate e più d’atmosfera sono “Secrets in the Kingdom” e “SPACE AND TIME”, quest’ultima molto breve (meno di due minuti) ma che lascia il segno, e che esce dallo schema generale del disco, mostrando un passo soffuso di elettronica, non volendo utilizzare la chitarra acustica. Un po’ Ledzeppeliniana la stupenda “SOLITUDE” che trasporta in lidi rarefatti. I pezzi come “Lion” e “Fool around” diventano un po’ troppo ruffiani e melensi, e il songwriting in questi casi pare ridursi di valore.

La ritmica è estremamente portante, molto dinamica nelle accentazioni di una chitarra che genera feeling agile, punteggiato di frizzantezza, rispetto alla batteria invece meno tonica. Non si sopportano molto alcuni modi piacioni autoindulgenti di un cantato che a volte se la tira, ma nella maggior parte delle song l’essenza funziona e dona spigliatezza. Spesso si percepiscono sonorità e idee già sentite nella storia del genere, però alla fine la costruzione generale appare intensa. Dentro troviamo diversi assoli acustici o elettrici, tutti molto tonici, che aumentano le sensazioni piacevoli dell’ascolto, anche se talvolta sono poco caratterizzati, e in alcuni loro passaggi si sentono ispirazioni alla C.S.N.&Y. Sul primo album la figura di Neil Young, musicalmente appariva invece più presente come ispirazione vocale.  C’è da dire che la chitarra ritmica ha in questo lavoro un compito forte, che rende la sua presenza sostanziale quanto le linee melodiche. Non c’è alcun dubbio da rilevare sulle capacità canore e interpretative del singer, in grado di portare anche alcune leggere dissonanze nel costrutto melodico, e quindi di costruirsi una immagine interessante e multisfaccettata. Anche nei rivoli più impostati, quindi apparentemente meno spontanei, c’è comunque l’abilità di saper porre le sezioni in maniera equilibrata ed in modo funzionale. Il lavoro possiede il suo fascino, gestito con personalità sebbene emergano alcuni piccoli luoghi comuni. Si potrebbe intendere come musica fuori da schemi tecnicisti, ma ascoltando con attenzione il virtuosismo è presente, nulla appare lasciato al caso. Un lavoro che non sembra proprio legato a doveri formali quanto ad un moto di espansione personale. Assolutamente non farsi sfuggire le quattro tracce bonus perché sono valide quanto e più delle altre. Copertina iconica come nel primo album, di tipo fumettistico. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Mexico 84

02.  Sitting Down on the Porch

03.  Obsessed by the West Part I, II, III, IV

04.  Lion

05.  Fool Around

06.  Riding the Horse

07.  Cuba

08.  Secrets in the Kingdom

09.  I’m just scared

10.  Solitude

11.  At your door (bonus track)

12.  Sounds in the Night (bonus track)

13.  Space and Time (bonus track)

14.  Waiting for the Sun (bonus track)

 

Gabriele Fiori – vocals / guitar / keyboards / bass
Filippo Ragazzoni - drums

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