Northway

                                                                 The Hovering

                                                                 I dischi del Minollo

                                                                www.facebook.com/northwaytheband 

 

 

L’etichetta discografica de “I dischi del Minollo” si mostra come un’etichetta tra le più interessanti del panorama musicale italiano attuale. Il modus operandi ormai assodato consiste nello scritturare gruppi più o meno sconosciuti che abbiano un quid in più rispetto ad altre band, ma che rispecchino il target musicale prefissato. 

I Northway sono tra queste band la cui peculiarità risiede nel proporre musica strumentale. Fino ad ora hanno pubblicato, se non sbaglio, un disco e quindi questo in mio possesso è il loro secondo nuovo lavoro. 

La cosa che mi preme dire immediatamente è che la band si presenta davvero bene e in modo imprescindibilmente professionale dando alle stampe un disco realizzato con tutti i crismi del caso. Infatti sia l’aspetto grafico che quello sonoro hanno avuto un trattamento di tutto rispetto e possiamo tranquillamente dire che se ti presenti in questo modo hai già fatto la maggior parte della strada per la buona riuscita del lavoro. 

Parlando della copertina possiamo dire che siamo di fronte ad una realizzazione grafica davvero piacevole da osservare. I colori scelti, che in questo caso è un marrone con tutte le sue sfumature, sono stati pensati espressamente per un voler fare immergere l’ascoltatore nell’immagine stessa e intraprendere con loro un viaggio interiore condotto dal vento della musica offerta. Al centro vi è raffigurato un vascello con le vele spiegate; il che fa pensare che i Northway abbiano voluto intendere il loro disco come una sorta di navigazione libera senza porsi un approdo sicuro, che certo ci sarà, ma non è detto che sia presto.

Sono sincero: apprezzo moltissimo il fatto che l’album, che mi è stato gentilmente spedito, sia realizzato in digipack cartonato che si presenta come un libro aperto. Purtroppo si sente la mancanza di un booklet confezionato magari con le foto singole del gruppo. 

Per quanto riguarda invece la loro musica, il gruppo si muove su territori strumentali senza essere troppo intricati nelle ritmiche, negli arrangiamenti e nel songwriting. Realizzano infatti un lavoro che li avvicina ad un rock progressivo dalle forti tinte psichedeliche ed ipnotiche alla stregua dei Pink Floyd ultima maniera; e cioè più precisamente guardando i lavori solisti di David Gilmour.

Ascoltando i Northway però ho anche la netta sensazione che siano ispirati ad un certo approccio elettronico che però non sovrasta il resto egli strumenti, il tutto per un risultato suggestivo e piacevole da ascoltare.

Per il loro modo di intendere la composizione musicale dei brani proposti in questo lavoro, il gruppo viene favorito dalla piena riuscita dell’esecuzione delle canzoni che risultano fluide e non troppo impegnative da ascoltare. All’ascolto aiuta anche la scelta di inserire solo dieci canzoni perché ci permette di apprezzare senza alcuna fatica “the hovering”

C’è da dire inoltre che il grosso lavoro viene svolto egregiamente dai chitarristi Antonio Tolomeo e Luca Laboccetta che durante l’esecuzione dei brani si scambiano spesso e volentieri i ruoli tra loro. Nel loro modo di suonare riescono ad essere incisivi e diretti sorretti anche da una ritmica precisa  e costante  nell’evoluzione dei brani.

Le tracce di questo lavoro non hanno una lunghezza eccessiva (che si aggira sui sei minuti circa), solo la conclusiva “Deep Blue” arriva a superare i nove minuti. Questa lunghezza però non rappresenta un problema per via di questa fluidità di cui parlavamo poc’anzi e si avvalgono anche gli altri brani del lavoro.

In chiusura possiamo certamente dire che “The Hovering” è un disco che ci farà viaggiare con la mente definendo, la musica dei Northway, “immaginifica” perché ha in sé questa capacità evocativa e di imprimere immagini nella mente durante l’ascolto.

Non mi resta altro che consigliarvi l’acquisto avendo una mente aperta, e fare i più sinceri complimenti alla band per questo loro lavoro ben riuscito. 

Stefano Bonelli

 

01.  Point Nemo

02.  Kraken

03.  Hope in the Storm

04.  Interlude

05.  Edinburgh of the Seven Seas

06.  Deep Blue

 

Antonio Tolomeo - guitar

Luca Laboccetta - guitar

Matteo Locatelli - bass

Andrea Rodari - drums

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