Intervista a Giovanni Turco per Esoterica

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Giovanni Turco oltre  ad essere stato un nostro valente collaboratore  ,ormai da qualche anno si è dedicato al mondo della musica.  Infatti dopo aver  pubblicato il suo album di debutto  dedicato alla sua Gaeta , ora ci troviamo alle prese col suo nuovo lavoro intitolato “Esoterica” per questo ne approfittiamo per saperne di più sulla sua attività di musicista.

Ciao Giovanni, intanto ti faccio davvero tantissimi complimenti per questo tuo nuovo lavoro ,vuoi presentarti brevemente ai nostri lettori ?

Innanzitutto ti ringrazio per lo spazio che mi stai concedendo, anche se potrebbe sembrare un conflitto di interessi, dato che molto sporadicamente scrivo su questa webzine. Innanzitutto ci tengo a precisare che non sono un musicista professionista, non ho mai studiato musica ed ho iniziato a suonare da bambino all'età di 5 anni grazie al fatto che ho un “buon orecchio” musicale. Ho iniziato a strimpellare prima su un Bontempi, poi su un Farfisa “Bravo” a poco più di 10 anni e dopo molti anni ho preso una CD3 della General Music, manco a farlo apposta tutte aziente italiane, marchigiane per la precisione e le Marche sono proprio la regione nella quale vivo ora. Nel mio background c'è veramente di tutto, dalla classica alla new age, il jazz, la fusion, l'heavy metal, il progressive metal ed il progressive rock degli anni '70 ma anche quello più recente. Gli unici generi che non amo sono il rap, la trap e i neo melodici.

Prima di “Esoterica” hai pubblicato un disco che si chiama “Kaieta Storia musica e parole” quali sono state le ragioni principali che ti hanno portato a scrivere su questa città ?Quanto tempo è intercorso tra il primo e questo nuovo disco ?

“Kaieta Storia Musica Parole” nasce dopo un periodo di lontananza forzato (e proprio per tale motivo molto triste per me) da questa cittadina ridente del sud pontino per motivi non dipendenti dalla mia volontà. Tutto è nato dalla lettura da una poesia di un gaetano D.O.C. , Fortunato Leccese, che mi è stata mandata da una persona di Gaeta per darmi il bentornato. Appena la lessi , intuii che aveva le carte in regola per poter essere messa in musica sottoforma di canzone, da lì poi, l'appetito venne mangiando e iniziai a pensare in grande, cosa che peraltro mi riesce benissimo, e ho composto tutto un cd dedicato a Gaeta, ai suoi periodi storici ed ai suoi personaggi che l'hanno resa famosa nel mondo. Non finirò mai di ringraziare tutti gli interpreti di quei brani che hanno contribuito da tutt'Italia per cantare i brani presenti sul cd. Il mio sogno sarebbe quello di poter creare un evento a Gaeta facendo arrivare tutti gli interpreti da quelle regioni d'Italia e poter ascoltare quei brani dal vivo.

Ci puoi dire brevemente di cosa parla “Esoterica”?

La genesi di “Esoterica” parte da molto lontano, parte dalla scrittura a 4 mani (io ed Elena Biagioni, cantante dei Malaavia) di un testo teatrale il cui titolo doveva essere “L'idea”. Per una serie di vicende che manco io ricordo il progetto non andò avanti ma io avevo già in mente che piega dargli. Così mi sono deciso a dargli vita nonostante non ci fossero le parti recitate, ma fondamentalmente il senso del lavoro non è cambiato. E' sostanzialmente un excursus su tutte le vie speculative filosofico-spirituali che l'essere umano nel corso dei secoli ha percorso alla ricerca della Verità sul senso della vita attraversando anche le diverse culture, comprese quelle orientali.

Mi hai detto che il nuovo album lo hai realizzato interamente in studio con un pc e strumenti virtuali ,che tipo di approccio hai avuto rispetto al precedente lavoro ?

L'approccio compositivo è sostanzialmente lo stesso. Le mie composizioni nascono quando sono completamente in silenzio, da solo con me stesso e in modo assolutamente spontaneo, diciamo che le melodie nascono abbastanza facilmente, anche se in alcuni brani di “Esoterica” dovendo dare molta importanza al messaggio che volevo trasmettere , è stata più duro scrivere i testi. Poi qui ho dato spazio pure al latino ed addirittura all'aramaico, cercando il testo originale della preghiera del Padre Nostro così come lo recitò Gesù Cristo. 

Ascoltando il disco ho avuto la sensazione che  il disco sia stato concepito come un musical  pensi di portare avanti il discorso  cioè  se eventualmente sarà possibile vedere questa tua  opera in teatro ?

Come ho appunto detto prima è stato concepito come un musical , ma per il momento non penso che sarà possibile poterlo mettere sottoforma di opera teatrale per tutta una serie di motivi, in primis economici, dovrebbe solo esserci un produttore coraggioso che voglia investire in questa opera per potermi incoraggiare a completare il testo teatrale da integrare ai brani. Bisogna tener presente poi che oltre agli attori, bisognerebbe trovare un coreografo ed un corpo di ballo per i tre brani strumentali.

Da chi è stata realizzata la copertina del disco,e come mai hai scelto questo tipo di copertina  ?Dopo “Esoterica” hai già qualcosa  che bolle in pentola ?

Allora , manco a farlo apposta, torniamo a parlare di Gaeta. A Gaeta un po' di tempo fa vi fu una mostra di alcuni quadri che si ispiravano alla battaglia di Lepanto, proprio perchè a Gaeta , nel Museo Diocesano è conservato ed esposto il famoso arazzo con la frase “IN HOC SIGNO VINCES”. L'autore di questi quadri è Mario Vespasiani che vive a Ripatransone (vi consiglio di andare a vedere il suo studio...) con il quale ho fatto amicizia e dalle nostre chiacchierate è venuto fuori che abbiamo interessi culturali molto affini, specialmente quando bisogna esprimere messaggi sul trascendente. Così tra i suoi quadri c'è quello che poi è diventato la copertina di “Esoterica” che mi ispirava per esprimere con linguaggio figurativo il “salto nell'ignoto” compiuto dall'essere umano in questa sua ricerca che ho voluto mettere in parole e musica.

Riguardo a progetti futuri per il momento non ho album o concept da realizzare nell'immediato, ma un brano singolo che si ispira proprio ad un ciclo di quadri di Mario Vespasiani e che sarà cantato in inglese, ma non da me.

Abbiamo concluso lo spazio  cosa vuoi aggiungere  quale conclusione  di questa intervista? 

Innanzitutto ti ringrazio nuovamente per l'attenzione, il tempo e lo spazio che mi hai concesso, poi se qualcuno voglia seguire questi miei passi da “musicante” quale piace definirmi, può venire a dare un'occhiata al mio profilo facebook qui di seguito... Grazie mille e buona musica a tutti voi!

https://www.facebook.com/giovanniturcoartist 

 Stefano Bonelli

PS:

al disco hanno partecipato come guest :

Sara Torchetti – voce , Jonathan Greygoose - voce.

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