Blues Pills

                                                                              Holy Moly!

                                                                              Nuclear Blast

                                                                             www.bluespills.eu

 

 

La band scandinava si muove tra hard-rock e psych-rock inglobandoli in un Rock Blues che pur vivendo di respiri antichi, colpisce per forza e fluidità, rendendocelo attuale. Sarà la dinamica degli arrangiamenti, sarà la possanza vocale della cantante, ma il risultato è avvincente e di sicura presa. Se il periodo musicale scelto naviga soprattutto sulle ispirazioni settantiane, emerge anche un po’ di aria sessantiana, assestando belle giravolte chitarristiche e anche suadenti afflati morbidi. In realtà la Svezia è solo il posto di origine di due del gruppo, ma non di tutti i singoli componenti perché il chitarrista è francese e il bassista è statunitense. Sono al loro terzo full-lenght, ma esordirono con un ep nel 2012, quindi ormai non parliamo più di sorpresa ma di conferma, e si conferma la loro chiara qualità.

Iniziare con la decisa “PROUD WOMAN” mette subito in chiaro quale sia il mondo che si va a visitare: sguardo rivolto a periodi lontani. Il pezzo più pesante è “LOW ROAD” che sguaina una virilità corposa in grado di ricordare in parte i Deep Purple di Fireball. Un rhythm and Blues d’annata sembra essere “CALIFORNIA” con una vocalità che prende a prestito anche certe modulazioni di Jopliniana memoria, realizzando qui uno dei momenti più virtuosi tecnicamente tra le performance dell’album; e questo virtuosismo è però anche pregno di emozionalità.

Il pezzo che si rende più attuale stilisticamente, Stoner forse, è la scheggia di “DREAMING MY LIFE AWAY”, dura ma orecchiabile, dove la vocalità si impone virilmente piena, senza giochetti di modulazione che potrebbero ammansirla. Il calore di alcuni pezzi si scontra talvolta con una derivazione eccessiva, che lascia comunque buona impressione, ma che fa comprendere come l’originalità non sia massimale; lo si denota bene in “Wish I’d Known” la cui base riprende molto “Don’t let me down” dei Beatles, anche se evolve in un tonico Ryhtm and Blues. Tutto è rotondo e piacevole, forse l’unico momento debole è la finale sofficità blues classica di “Longest Lasting Friend”, dove manca un accento e si difetta di personalità, nonostante essa diventi subito orecchiabile.

Questa band ha la nota tosta nella cantante che sviscera le sue notevoli doti senza remora alcuna. In grado di tenere testa ai migliori singer odierni, possiede il carattere giusto per eccitare il pubblico, e in effetti le pause e gli stacchi, seguiti da ponti e riprese di alcune song, più che funzionali alla canzone, sembrano inseriti per essere sfruttati in sede live, con un risultato sicuramente che può avere efficacia e in cui è proprio l’ugola a rivelarsi prima attrice. In realtà la musica dei Blues Pills è retta con maestria, contribuendo in senso pieno al valore delle singole tracce, da un arrangiamento dall’acuta sensibilità espressiva.

Le chitarra e la batteria gestiscono le loro evoluzioni corroborando lo svolgimento delle tracce con corposità e anche tonica baldanza, non si fanno centro del proscenio ma scaldano l’atmosfera per fornire alla melodia maggior impatto. Forse stavolta il gruppo ha inseguito più nettamente il filo del passato rischiando l’eccesso di vintage, ha però vinto la scommessa grazie alla capacità di comporre con quella variegata malizia che manca a certi chitarristi Rock-Blues che saranno pure virtuosi della sei-corde ma perdono talvolta il senso della canzone appiattendosi su andamenti più scontati di come si muovono i Blues Pills. Forse qualcuno li preferiva un anticchia più moderni, eppure qui sembrano più ficcanti che nel disco precedente, e anche più a loro agio.

Roberto Sky Latini

 

01.  Proud Woman

02.  Low Road

03.  Dreaming My Life Away

04.  California

05.  Rhythm In The Blood

06.  Dust

07.  Kiss My Past Goodbye

08.  Wish I'd Known

09.  Bye Bye Birdie

10.  Song From A Mourning Dove

11.  Longest Lasting Friend

Lin Larsson - vocals
Rickard Nygren - guitars
Zack Anderson - bass
André Kvarnstrom - drums

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione