Stone Temple Pilot

                                                                 Perdida

                                                                 Rhino

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Il ritorno sulle scene degli Stone Temple Pilots avviene pacato e in punta di piedi.

A due anni di distanza dal nuovo corso intrapreso col cantante Jeff Gutt, la band californiana pubblica un disco acustico e malinconico.La voce di Gutt, più che nella precedente release ricorda moltissimo il timbro di Scott Weiland, e questo per i fan di lunga data potrebbe essere un punto a favore.Certo, la decisione di fare un disco unicamente acustico può lasciare perplessi, ma la qualità del materiale sonoro che vi si trova è sicuramente buona.

Gli arrangiamenti dei brani scorrono, strizzando qua e là l’occhio al cantautorato americano ed al country più intriso di sentimentalismo.Gli strumenti sono ben registrati ed il ricorso a flauti sax e percussioni è sapientemente gestito, riuscendo ad evocare tutta la malinconia ed il color cenere che la stessa copertina celebra con lo spettro di un’albero in una piana.‘Perdida’ sembra tutto, fuorché un disco composto e suonato da Eric Kretz e i fratelli DeLeo.

Più volte mi sono ritrovato a mandare indietro i brani in alcuni passaggi che mi ricordavano una volta David Sylvian (quello di ‘Dead bees on a cake’), una volta gli Opeth,una volta i Porcupine Tree di ‘Lightbulb sun’.Ascoltando ’She’s my queen’, uno dei brani più ispirati dell’intero lotto, è impossibile non sentire l’eco dei Jethro Tull.

Personalmente credo che la band abbia fatto un disco coraggioso nel quale esplora sonorità che non gli sono familiari riuscendo pienamente nell’intento.Poi se sistematicamente dobbiamo pretendere che i nostri miti siano sempre all’altezza di ciò che li ha contraddistinti in passato, allora forse il problema non sta in ciò che loro fanno, ma nelle assurde pretese che i fans hanno. 

Invictus

 

01. Fare Thee Well

02. Three Wishes

03. Perdida

04. I Didn’t Know The Time

05. Years

06. She’s My Queen

07. Miles Away

08. You Found Yourself

09. I Once Sat At Your Table

10. Sunburst

 

Jeff Gutt – lead vocals

Dean DeLeo – electric and acoustic guitars, percussion

Robert DeLeo – bass guitar, backing vocals, keyboards, marxophone, additional guitars, lead vocals on "Years"

Eric Kretz – drums, percussion

 

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