Alfonso Corace

                                                        Fo’s Room

                                                        Autoprodotto

                                                        ww.facebook.com/AlfonsoCoraceOfficial

 

 

Alfonso Corace è un musicista che ha ormai diversi anni di partecipazione nel mondo della musica, sia come tecnico che come polistrumentista; già noto per le sue partecipazioni a gruppi come Lunar Sea e Airlines of Terror.

Nel frattempo è maturata l’idea per un album da solista. Il risultato è questo disco chiamato “Fo’s Room”. Una stanza che racchiude tutto l’essere musicista e i ricordi d’infanzia con i suoi giocattoli. La sua stanza è come una cameretta per ragazzi che tutti abbiamo avuto e dove tiene nascoste o in vista le cose che gli appartengono e che manifestano i propri stati d’animo. “Fo’s”Rooms” è tutto questo.

L’album è stato realizzato completamente in tutte le sue fasi proprio dallo stesso Alfonso. Il motivo di questo sta nel fatto che ha voluto metterci la faccia in tutto e per tutto senza “l’intromissione” di chicchessia in modo da essere sicuro chele sue idee non venissero in alcun modo fraintese o male interpretate. Come detto da lui stesso … tutto è farina del suo sacco.

Al disco hanno partecipato alcuni ospiti più o meno noti uno di questi è Giuseppe Orlando colpevole delle fortune tecnico/artistiche dei Kaledon e membro per un periodo dei Novembre nonché anche proprietario degli Outer Studios che hanno visto nascere “Fo’s Room” e non solo. Altri ospiti presenti sono: Elisabetta Marchetti, che ha prestato la sua voce in “The end” “Control” e Maria Luisa Peliti, che ha suonato il flauto in “Spring”.

L’uso quasi pedissequo del vocoder a lungo andare può risultare fastidioso essendo presente in tutti i brani del disco, questo suo uso così preponderante nelle parti vocali, a mio avviso, fa sembrare il lavoro come se fosse un disco strumentale che in realtà non lo è affatto.

Le canzoni però sono tutte davvero molto interessanti avendo tutte una drammaticità esecutiva ed una tensione nella dinamica del sonwriting dovuta forse ad una particolare accordatura della chitarra stessa. Comunque devo dire che il disco si fa ascoltare con vero piacere.

Alfonso Corace è inoltre un bravo musicista ma è soprattutto alla chitarra che riesce a dare il meglio di se. Possiede infatti un ottimo gusto nella scelta degli assoli e delle note da eseguire. Preciso e mai arruffato dove il suono ne risulta particolarmente gradevole. Uno degli assoli, secondo me più belli, di Alfonso, si trova  in “Healing”. 

“Fo’s Room” non è disco che si possa classificare in un genere specifico; più che altro va considerato come una sorta di “melting pot” di tutti i generi che hanno influenzato il nostro musicista.

Non solo metal quindi ma, in pratica, tutti i generi metal che hanno fatto presa nel cuore di Alfonso ovvero l’Hard rock; l’Heavy metal il Metal progressive etc etc. Devo dire che viene all’orecchio dell’ascoltatore una preponderanza del Progressive in quanto sembra sia presente per il modo in cui alcuni brani sono stati scritti nella loro struttura. “Turning  Clear” è uno dei momenti migliori del disco dove i particolari arrangiamenti delle tastiere danno al pezzo un ambientazione quasi horror.

Alla fine possiamo certamente dire che “Fo’s Room” è un disco che si fa apprezzare per diversi motivi uno di questi è senza dubbio che pur avendo questa diversità di generi si percepisce una certa  unità continuativa; ed è come dire che in un solo genere sono racchiusi tutti i generi che fanno parte  di questa fatica discografica del nostro Alfonso Corace.

Altro da riconoscere è l’ottimo lavoro di produzione, dove tutto risulta pulito ma non tanto da sminuire l’efficacia degli arrangiamenti e del songwriting stesso. Per questo il disco risulta molto potente pur non essendo classicamente heavy metal. Anzi lo è, ma non solo. D'altronde nella stanza di Alfonso Corace c’è di tutto: la nostra vita con tutto quello che comporta.

Un appuntino però lo voglio fare caro Alfonso magari meno vocoder sarebbe meglio in quanto si sarebbe potuto apprezzare di più le voci; per il resto davvero complimenti. 

Stefano Bonelli 

 

01. Serenity

02. The End

03. Isolation

04. Control

05. Healing

06. Turning Clear

07. Primitive

08. Dream

09. Spring

10. People in Disguise 

 

Alfonso Corace – batteria e percussioni, basso, chitarre, tastiera, voce e vocoder

Ospiti:

Giuseppe Orlando – copilota e voci su "The End" e "Control"

Elisabetta Marchetti – voce su "Healing"

Maria Luisa Peliti – flauto su "Spring"

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