Black Trip

                                                                           Goin' Under

                                                                          Threeman Recordings

                                                                          www.blacktrip.se

 

 

 

Lo ammetto, non conoscevo il combo svedese formato da ex componenti di Entombed, Nifelheim ed Enforcer e non avevo la più pallida idea di cosa aspettarmi da “Goin' Under” soprattutto visti i trascorsi dei compenenti...risultato? Un piacevolissimo disco che, a livello di sound ed influenze non va oltre il 1982.

Sto esagerando? Non direi, basta ascoltare le prime note di “Voodoo Queen”, la produzione volutamente anni 70 (sebbene molto pulita), le chitarre armonizzate e la voce graffiante che è un mix da quella di Lynott e Phil Mogg, entrambe le band, non a caso, fortissima influenza per i Black Trip.

La continua riscoperta del sound anni 70 o di quello legato alla NWOBHM era solo questione di tempo. Da troppi anni TROPPE band hanno insistito con produzione ultracompresse, voci filtrate e distorte perdendo spesso di vista l'importanza della melodia cercando sempre e soltanto di impressionare con un muro di suono imponente nell'impatto quanto vuoto nelle idee.

“No Tomorrow” suona come una B-Side di Killers degli Iron Maiden, album grandioso e spesso sottovalutato, con la voce di Joseph Tholl a rievocare il migliore Paul Di Anno, durante i primi anni con i Maiden mentre “Tvar Dabla” ci delizia con assoli armonizzati ispirati ed interessanti cambi di tempo.

L'influenza dei primi Maiden sembra crescere dopo la prima metà del disco e diventa quasi ingombrante con “The Bells”.

La durata del disco di soli 8 pezzi è anch'essa in linea con le produzioni dell'epoca e risulta tutto sommato equilibrata per un prodotto del genere.

L'unico neo è rappresentato forse da “Thirst”, lenta, ripetitiva e priva, a mio avviso, di spunti interessanti a differenza di “Going Under” in chiusura, 100% Thin Lizzy, trascinante e con delle ottime tessiture di basso costruite sapientemente soprattuto durante gli assoli con le twin guitar.Consigliato sia agli amanti del genere sia per tutti quelli che vogliono ascoltare qualcosa di “alternativo” rispetto alle moderne produzioni.

 

Vinny O'Steven

 

01.  Voodoo Queen    

02.  Radar                   

03.  Putting Out the Fire        

04.  No Tomorrow      

05.  Tvar Dabla          

06.  The Bells 

07.  Thirst                   

08.  Goin' Under

 

Joseph Tholl - vocals

Peter Srjarnvind - guitars

Sebastian Ramstedt - guitars

Johan Bergeback  - bass

 

Jonas Wikstrand - drums

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