Kalevala hms

                                                                         If we only had a brain

                                                                         Marduck Records

                                                                         www.kalevalahms.it 

 

 

Ritornano, a circa otto anni di distanza dal loro ultimo lavoro: “There and back again”, i Kalevala che hanno raggiunto il traguardo delle quattro pubblicazioni; il loro nuovo lavoro si chiama emblematicamente: “If we only had a brain” che, almeno dal titolo, ci si presenta come un disco apparentemente malinconico ma ascoltandolo ci rendiamo conto che in realtà non è così. Comunque lasciatemi dire che se tutti avessimo un cervello e lo sapessimo far funzionare bene, certe cose brutte non accadrebbero mai, e il mondo sarebbe forse un posto migliore. Chissà?

Detto questo i Kalevala si presentano con un disco degno della loro fama. Non è la prima volta che ci troviamo di fronte il sestetto italico infatti la prima volta che li abbiamo ascoltati è stato con i musicanti di Brema, di cui vi riportiamo la mia recensione qui.

Bisogna dire subito che i Kalevala non perdono nulla della loro primordiale verve artistica, ne tantomeno la loro freschezza in fase di scrittura e questo nuovo lavoro ci conferma pienamente la loro follia musicale; e sono così talmente folli da farsi paragonare ai Mr Bungle di Mike Patton, alla Diablo Swing Orchestra oppure ai Primus di Les Cleypool e di quest’ultimo nella title track, “Simone Casula” (il bravo cantante della band), sembra addirittura fare il verso allo stesso Cleypool,e in qualche frangente non esagero se cito anche Frank Zappa.  Ecco questi sono i gruppi che più si avvicinano a questo combo italico.

Direte voi da dove arriva la loro cosiddetta follia? Vi accontento subito con la mia risposta. Se ascolterete bene il disco vi accorgerete che gli arrangiamenti sono così talmente intricati – ma non al punto di essere considerati progressivi – che solo delle menti folli possono creare  tanta indulgenza musicale. A questo ci vengono a sostegno canzoni come “Cyberkampf” e le cover (diciamo così), di una canzone del film Dumbo del famosissimo Walt Disney, riadattata per l’occasione con un testo originale che prende in giro un’area politica. Solo da questa canzone si coglie perfettamente quanto affermato sopra. Non solo! I Kalevala continuano nella loro assoluta follia nel voler “coverizzare” una canzone dei Matiabazar: “Elettroshock”. Un brano dall’originale per niente semplice ma che per la nostra Band in questione invece risulta essere abile a raggiungerne i fasti vocali di Antonella Ruggero.

“Root Radioead” è un altro pezzo che ci muovere tutto il corpo, mentre è un’altra inaspettata cover che ci spinge ad una seria riflessione sulla storia passata e che si chiama “Die MoorSoldaten”. Una canzone scritta da alcuni prigionieri del campo lager nazista a “Esterwegen/Borgemoor” nel 1933 come gesto di sfida al regime Hitleriano.Anche i “Die Toten rosen” ne fecero una loro versione. Non posso fare ameno di citare anche “Principessa” forse uno degli episodi più folli di “IF…” dove viene scomodato il celeberrimo “Nessun Dorma”. Ecco, lo so, ora i puristi melomani storceranno il naso; ma vi dico subito: “suvvia  è solo una sana ed ironica follia” .

Dopo tutto possiamo considerare “If you only had a brain” come una sorta di viaggio psico fisico e, se vi sentite così coraggiosi da lasciarvi andare alle emozioni, questo è disco che prenderà tutto il vostro essere e vi scuoterà mente e corpo. Una band come questa che usa diversi idiomi tra cui oltre l’italiano anche l’inglese, il tedesco ed il francese, non gli si può certo dire che non sia capace di produrre un disco vario e incontrovertibile nella sua natura folle.

Il tutto sorretto da una produzione assolutamente professionale che ci consegna un disco che malgrado le quindici canzoni è un lavoro di tutto rispetto che si fa apprezzare.In poche parole “If  we only had a brain” è un disco cazzuto (passatemi il termine). Non è un disco metal ma ne possiede la tipica veemenza e potenza. Potrebbe non essere adatto a tutti soprattutto perché per via di questa follia che pervade tutto il disco. questo disco potrebbe – e dico potrebbe -  lasciare dei danni collaterali ma se vi sentite pronti avvicinatevi pure al mondo dei Kalevala; altrimenti statene alla larga. 

Stefano Bonelli

 

01.  Song To Sing In Case Of Armageddon

02.  Victory Is For Suckers

03.  Dumbo Alla Parata Nera

04.  Mickey Finn

05.  Cyberkampf

06.  If We Only Had A Brain

07.  Die Moorsoldaten

08.  Root Radioed

09.  Medusa

10.  No Cheese=Blue Cheese

11.  For The Old World

12.  Elettrochoc

13.  Les Peintres

14.  Principessa

15.  Tribú 

Simone Casula - voce

Daniele Zoncheddu - chitarre

Dario Caradente  - flauti

Enrico Cossu - viola /violino

Francesco Vignali - basso

Tommy Celletti - batteria

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