Inner Blast

                                                                          Figment of the Imagination

                                                                          Ethereal Sound Works

                                                                          www.facebook.com/innerblast

 

 

Ammetto di non conoscere assolutamente nulla del passato di questa band . Gli Inner Blast sono portoghesi di Lisbona e questo ci fà capire che il metal odierno non parla più solamente un unica lingua , paesi come l'Italia, il Brasile, senza scomodare il nord Europa già in auge da decenni, sembrano essere le nuove frontiere che hanno scalzato l'invasione dei soliti nomi statunitensi , tedeschi od inglesi , ormai il metal viaggia su una unica linea .

Ovviamente le produzioni attuali risultano tutte ben eseguite, siamo di fronte a super-edizioni così professionali che a volte è difficile giudicare , soprattutto per il sottoscritto che ha visto nascere il metal sin dalla fine degli anni '70 ma che fortunatamente ha la prontezza di non farsi influenzare da questo . Premetto di non amare il gothic metal nè tantomeno le classiche doppie voci , l'una aggressiva brutal death e l'altra sinfonica che sono sempre state il marchio di fabbrica per questo tipo di sonorità e comunque gli Inner Blast ci propinano i soliti arpeggi melodici che sfociano in cascate metal e colpi di battipenna che creano il ritmo esasperato di certe esecuzioni .

Figment of the Imagination uscito nel novembre del 2019 non si può dire sia un brutto album, non mi permetterei mai , però manca del brano guida che si differenzia da tutti gli altri , il cd sembra viaggiare sulla stessa identica linea sonora senza sorprese particolari , a volte un pò ripetitiva malgrado i continui cambi di ritmo che caratterizzano le loro composizioni . Strumentalmente la band fa il proprio compitino evitando quei errori di esecuzione che invece darebbero il senso di umanità al prodotto ed il risultato è che pur essendo un ottimo disco suoni un pò freddo e distaccato .

Non prendete per oro colato il mio giudizio , qualcuno sicuramente ci potrà trovare degli spunti interessanti o addirittura considerarlo un magnifico album ,  ognuno poi darà all'ascolto la propria critica ed il personale giudizio . Il bello della musica è proprio questo , mantenere il giusto distacco senza arrivare ad offendere gli esecutori. 

Angusbidoli

 

01.  Mankind              

02.  No Strings           

03.  There's No Pride in This War                 

04.  We Remain                      

05.  Throne of Lillith

06.  O teu Veneno                  

07.  Can I Believe                   

08.  Figment of the Imagination                    

09.  When You Lost Me

           

 Nuno Sabu  - drums

Aquiles  "Quinito" Dias  -  guitars

Liliana - vocals

Luis Silva  - bass

                       

 

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