Italicus Carnifex

                                                                                     Incide your Mind

                                                                                     Dark hammer Legion

                                                                                     www.facebook.com/Italicus.Carnifex8 

 

  

Uscite live in Italia e all’estero, poi il primo full-lenght in questo 2020, e la band italica (originaria delle parti di Bologna) parte bene, con un lavoro che è stato costruito con foga giovanile, ma in un attento equilibrio espressivo. Calibrando il potente groove con un cantato mai sbilanciato, si realizzano brani asciutti ma non banali. Al riffing viene lasciato uno spazio ampio, anzi centrale, la cui netta presenza però non prevarica la voce, né la voce viene soverchiata dalla chitarra, sebbene a volte la linea melodica segua un pò troppo pedissequamente il giro di chitarra espresso. Il genere è chiaramente Thrash ma fa bene la band ad autodefinirsi influenzata dall’Hardcore, sia per alcune emersioni urlate, sia per una basilare struttura imperniata sulla sequenza di accordi che rendono effettivamente prevalente il groove. In ogni caso i riff non sono sempre thrasheggianti; in alcune occasioni dove diventano meno irruenti, appaiono più Heavy classico. 

La dura cavalcata iniziale rappresentata da “BONE GRINDER” è davvero una mina legata all’Hardcore, ed i riff sono mazzate intelligenti, ma pur sempre mazzate. N.R.J.U.T.S.S. è uno dei momenti più scuri, e in questo senso ha un bell’appeal, e contiene uno dei pochi assoli del disco L’altro assolo lo esegue la title track “INCIDE YOUR MIND” che scorre ficcante. Altro ottimo episodio è “LA STIAMO ANCORA STUPRANDO” che un po’ più cupa del resto dell’album, ribollendo di esplicita rabbia.

Di “Troathless” il rifframa e l’andamento sono ficcatamente invadenti e claustrofobici, solo che il cantato è meno convincente anche se vuole essere tra i più cattivi del lotto. “Sonreaper” è adatta al circlepit, e in questo album tutto va considerato musica da concerto per soverchiare il pubblico e stimolarlo allo scatenamento. Ebolution Z rientra nei canoni più tradizionali del genere in stretto senso ottantiano, cosa che fa anche “No Boundaries”, brano senza tanti grilli per la testa, che va diretto al punto, forse in modo un po’ troppo semplicistico e senza scintilla, anche se strutturalmente ineccepibile (da considerare quale pezzo meno significativo). 

Un po’ di tendenza al crossover si sente, ma solo di profilo dato che l’impatto frontale è classicamente Thrash. La pesantezza del groove ricorre ad ogni brano. Non c’è quasi mai irruenza veloce, bensì ritmi adatti all’headbanging cadenzato, seguendo linearmente il riffing che sfila via, cambiando, ma in una scia continuativa senza perdite di compattezza. Il songwriting è piuttosto semplice ma la ricerca di buoni riff e di un cantato ben accentato nei modi e nelle sue escrescenze, rendono l’insieme intrigante. L’essere accattivante si lega ad una certa attitudine alla maleducazione espressiva così da attirare anche lo spirito ribelle.

Qualche piccola ingenuità si percepisce nel cantato ma soprattutto nella chitarra solista; ma va visto l’insieme, il quale risulta assolutamente convincente. Sembra un combo intransigente che non va alla ricerca di suoni ruffiani, pur rimanendo molto intellegibile. Il Growl appare raramente, preferendo una voce pulita che pur non essendo ugola virtuosa, ha però una sua propria forza, sempre in grado di porsi in modo tonico. La band non aggiunge nulla al thrash dal punto di vista della novità estetica, ma il loro assestare colpi di violenza è ben riuscito grazie ad un accurato senso compositivo che non appare scontato pur rimanendo nell’alveo conosciuto. Attenzione, non è una band piaciona, né supertecnica, e tantomeno ammiccante, essendo fatta per anfibi che ti colpiscono in faccia, ma nello stesso tempo è una realtà fruibilissima e del tutto afferrabile, che si può seguire senza tante storie. Lo spirito è quello hardcore anche se il genere è Thrash, e quindi non ti chiede permesso nel lanciarti i sassi. Sta al metallaro decidere se prendersi in testa una bella pietra per farsi incidere la mente o schivarla. 

Roberto Sky Latini 

 

01.  Bone Grinder

02.  Throatless

03.  Sonreaper

04.  N.R.J.U.T.S.S.

05.  Incide Your Mind

06.  Ebolution Z

07.  La stiamo ancora stuprando

08.  No Boundaries

09.  Frycum Death

Max - vocals
Il Biondo - guitar
Lecce - bass
Merre - drums

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