Mind Terrorist

                                                                            Spiritual Revolution

                                                                            Record OPOS

                                                                            www.mindterrorist.org

 

 

Nel 2016 esce “A Moment in Eternity”, il secondo full-length di codesti greci. Songwriting scarno e debole. Sezione ritmica a volte quasi plastificata dal punto di vista tecnico, ma anche piuttosto appiattente come esecuzione. Cantato monocorde che anche da un punto di vista hardcore non risulta fiammeggiante in alcun modo, espressivamente sottotono. Un disco che non aveva carte da giocare anche se il riffing  pareva avesse buoni spunti, purtroppo non ben sfruttati e poco incisivi.

Un lavoro bocciato in toto. Non so come fosse l’esordio del 2012, ma dato l’ascolto delle ultime due prove, non ho alcuna voglia di sorbirmene una terza. Oggi possiamo vedere un piccolo passo avanti ma insufficiente a poter far sedere la band tra i gruppi in grado di riuscire a piacere.  Essi stanno continuando a lavorare come se non si rendessero conto dei difetti passati. Il rifframa non è eccitante, bensì ripetitivo in quanto poco evolutivo; ma a certo rifframa talvolta azzeccato non corrisponde comunque una altrettanta bontà vocale, anche se la piattezza del cantato è leggermente diminuita, rendendo un po’ meglio in incisività.

L’oscurità della prima traccia “Extinction”, un intro dark-ambient molto semplice, non è fuori contesto ma prepara ad un ascolto duro che pervade tutto l’album. Purtroppo le lacune del primo disco si sentono subito in “Revolt against the Modern World”. Meglio con “A Homage to the Tribes” che ha un riffing più avvolgente. “The End of Tradition” ha dalla sua la migliore oscurità del lotto, ma non ha un contenuto che vada oltre una semplice linearità. La canzone “Silence the Earth” sembra voler aumentare la velocità di esecuzione ma poi si attesta anche lei su ritmi da groove fiacco, stoppando una possibile reazione adrenalinica, con accordi allungati che fanno perdere mordente, che hanno più malinconia che rabbia, ma con un tasso di malinconia fuori luogo. “Heading for Downfall” è un inutile svolgersi di ovvietà.

Nessun brano brilla più degli altri, siamo ad uno stesso livello carente. Giusto “Still dreaming” è considerabile come qualcosa che valga la pena di considerare un po’ meglio e ciò testimonia che il ritmo cadenzato ballabile in loro funziona meglio che il groove ruvido, sebbene non si tratti di pezzo commerciale. Anche la traccia finale “Message Received” ha qualcosa di buono con la sua intimistica essenza, ma non bastano due segmenti, peraltro non entusiasmanti, a rendere di valore un intero album. Entrambi però danno come una vaga idea che una impostazione diversa dei Mind Terrorist renderebbe di più.

Rispetto all’esordio c’è anche un minor tasso di violenza, i riff appaiono più atmosferici, il che se è un bene espressivo da un lato, dall’altro a volte fa perdere energia e si affossa il minimo guizzo che c’era nell’altro lavoro. Ancora una volta manca la scintilla, la band semplifica troppo il proprio messaggio musicale, il groove si srotola spesso in modo prevedibile e nella loro staticità alcuni pezzi finiscono presto come se non ci fosse altro da dire, ma in realtà sembra che non avessero ancora detto molto. La batteria è migliore degli esordi ma non è diventata irresistibile. Non ci sono mai scatti di passione o suoni che afferrino il fruitore, si ascolta il tutto senza fastidio, con una attrazione minima che però non aiuta a far venire voglia di rimettere su il cd.

Si percepisce un parziale crossover alla Rage Against The Machine senza la stessa energica verve. Si sente un groove stanco, una voce che non ha la capacità di creare altro se non mezze urla, ma se il senso di protesta che esce da questa musica è così senza energia, la potenza ribelle è assente, schiacciata dalla noia. La produzione tecnica non è granchè, ma anche con un diverso potenziale di registrazione le cose non andrebbero meglio dato lo scarso appeal compositivo. No, ancora non ci siamo, bocciati di nuovo; e dopo tre full-lenght e tanti anni vale la pena continuare sulla stessa strada?

Roberto Sky Latini

 

01.  Extinction

02.  Revolt against the Modern World

03.  A Homage to the Tribes

04.  The End of Tradition

05.  Silence the Earth

06.  Exposure

07.  Heading for Downfall

08.  Still Dreaming

09.  Message received

 

Kostas - vocals

Thanos - guitar

Zach - guitar

Greg - bass

Orestis - drums

 

FOLLOW US

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione