I Segreti di Hansel

                                                                    Atacama

                                                                    (R)esisto

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Album di debutto per “I segreti di Hansel” trio proveniente dalla lande toscane, che si dedica ad una sorta di rock alternativo sanguigno e diretto, la formazione a tre favorisce  questo intento per via del songwriting  che arriva  dritto allo scopo che è quello di restituire al pubblico le emozioni provate  dalla band  nello scrivere il materiale.

Malgrado la musica abbia questa struttura semplice  non è detto che sia facile poi far arrivare a chi ascolta ciò che si vuole e il messaggio di certo non arriva se non è sorretto da uno strumento che è la musica composta dai “segreti”.Questo riesce perché ci troviamo di fronte ad un gruppo formato da musicasti navigati con un bagaglio esperienziale notevole dato dai numerosi concerti effettuati che hanno dato come risultato una forte personalità che permette al gruppo in questione  di scrivere  testi credibili e veri essendo scaturiti da esperienze vissute con un carico emozionale notevole.

Il disco sembra essere suonato live  in studio per una registrazione in presa diretta per questo il tutto Arriva molto naturale non artefatto da sovraincisioni ed inutili orpelli. I brani si alternano in momenti più rock come ad esempio “Paolo” una canzone dal ritmo  sostenuto che fa da tappeto alla voce di Massimiliano che quasi asseconda la ritmica.

La band toscana deve molto alla tradizione  italiana del rock cantautorale e gruppi come “Le vibrazioni” stanno li a bella mostra come influenza principale questa particolare scaturisce dal  modo  di cantare di Massimiliano, che un ottima timbrica  (forse  troppo carica  per via della cadenza dialettale), molto simile a quella di  Francesco Sarcina singer delle vibrazioni. Parlando di influenze musicali mi sovviene anche quella degli After Hours di Manuel Agnelli , tutte band che  più o meno hanno tutte la stessa provenienza musicale  quella del rock alternativo suono dovuto soprattutto dalle chitarre sempre protagoniste ma che un taglio differente da quello normale  di un rock che potrebbe essere quello dei Queen o dei Deep Purple tanto per  farvi capire la differenza  sonora  .

La band dei “Segreti” compone  le sue  canzoni in italiano e trovo interessante questo fatto perché credo che se avessero usato un'altra lingua forse non avrebbero ottenuto il risultato che desideravano e proprio per questo le liriche  sono immediate  anche se  vestite di una certa cultura  filosofica che rende colti i testi. Il disco si compone  sapientemente di  sole otto forse pochine  per un cd di lunga durata, ma che comunque  favorisce il fatto di poter  arrivare alla fine del disco e di ricominciare ad ascoltarlo di nuovo merito anche della produzione  che ci consegna  del materiale eseguito fresca genuina che non ti appesantisce ed anzi a volte ti fa stare pure  bene. Tra i brani che mi hanno colpito segnalo “Volevo” per via di un cantato quasi recitato e “Eudion” con quel basso che ti coinvolge si da subito. 

In conclusine un debutto fatto a regola d’arte  che ci la possibilità di ascoltare della buona  musica in modo invaso da rapper di ogni ridda e provenienza convinti di saper fare musica mentre invece la musica è altra cosa ma questo e mi scuso è un mio parere del tutto personale. 

Stefano Bonelli 

 

01 Borderline

02 Promessa

03 Morning Glory

04 Volevo

05 Buona Sorte

06 Paolo

07 Eudion

08 Maledizione

 

Massimiliano Magni – voce e chitarra

Giulio Galleschi - basso

Alessio “ska” Scatena – batteria

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