Trick or Treat

                                                                                                      The Legend of the XII Saints

                                                                                                      Scarlet Records

                                                                                                      www.trickortreatband.com

 

 

Sempre energica e fresca, questa band italiana continua la sua Power-corsa anche se il cantante è preso da una fama maggiore di quella del gruppo, con i suoi diversi impegni piuttosto intensi. Il risultato non sempre è sullo stesso piano, questa volta c’è infatti una leggera flessione, rispetto ad alktri album recenti, per una minore personalità e minore caratterizzazione del loro stile, che possiamo dire, è tornato al passato più simil-Helloween (sentire “Capricorn: Excalibur”) oppure ai Gamma Ray (Aquarius: Diamond Dust). Comunque il piacere dell’ascolto di questi musicisti talentuosi è sempre alto, e non ci si stanca di fruire l’orecchiabilità mista a potenza. Lo schema compositivo segue il tema dei “Cavalieri dello Zodiaco”, cartone animato giapponese degli anni ottanta che in Italia arrivò nei novanta, citandoli in una song alla volta a loro dedicata. La traduzione di Cavaliere non è corretta considerando la traduzione dal nipponico, quindi in inglese si usa il termine Saint.

Il breve intro “Ave Athena” è sinfonicamente epico e possiede la sua piccola aurea di fascino. Poi arriva il brano meno significativo di tutta l’opera, e fortuna che arriva subito così può velocemente essere archiviato. In effetti il tocco Power di “Aries: Stardust Revolution” è piuttosto scontato e il difetto cade anche su una parte della melodia che si rifà molto al cantato di “Ride the Sky” degli Helloween. Tre sono le composizioni parecchio intriganti e caso strano, due sono quelli che concedono meno vigore Power. Una è “TAURUS: GREAT HORN”, la quale  usa la pesantezza riffica iniziale per scurire un paesaggio generalmente luminoso, ma anche la voce e i cori presentano una certa virilità infettando con un tasso di epicità che è forse il più deciso dell’album.

L’altro grande pezzo, forse anche più grande, è “CANCER: UNDERWORLD WAVE”, dove si amplifica il dinamismo e la variabilità sensoriale, e il ritornello, pur melodicissimo, sta perfettamente bene dentro un cantato tonico. Il terzo episodio di valore è quello più intimista, cioè “VIRGO: TENBU HORIN” che evolve con una più arcigna raffinatezza fino a quando poi deflagra con la velocità Power; la ripetizione dello schema, un po’ manowariano, sfocia infine in un tessuto corale enfatico. Il miglior brano Power è “LEO: LIGHTING PLASMA” che scatena una galoppata metallica dallo stampo tipicamente italico e meno teutonico-scandinavo, con un superlucente appeal. Una bella atmosfera si ha nella morbidezza in ogni caso solida e nell’assolo emozionalmente sentito di “SAGITTARIUS: GOLDEN ARROWS”.  

Quando arriva lo spazio per un pizzico di folk in “Libra: One hundred Dragon”, il senso è quello poco originale di rifarsi parzialmente ai compatrioti Elvenking, con quell’atteggiamento Heavy Metal di cui questi ultimi sono maestri. Particolarmente interessante parlare della rarefatta “PISCES: BLOODY ROSE” che naviga molto verso gli anni settanta di Kansas o Styx, con una leggera moderna folata di Dream Theater, risultandone una fragranza magica.Alcuni pezzi sono poco personali, ma ciò non significa che dentro di essi non si trovino passaggi gustosi e ispirate evoluzioni, ma sono effetti che pur migliorandone l’ascolto non eliminano il senso globale di dejavù.

Un esempio in tal senso è “Gemini: another dimension”, che gioca con furbizia sul sicuro ma inserendo effetti sonori guizzanti che continuamente attirano l’attenzione di fruizione. Quando invece ci troviamo di fronte alle canzoni più intense troviamo molti particolari eccitanti. Gli assoli sono sempre rotondi ed efficaci, l’ugola è virtuosa e il senso ritmico sostiene bene il tutto. Insomma, questi kid affrontano la performance positivamente a muso duro e cercano di spingere senza sosta; ed è ciò che li salva ogni volta, anche quando il songwriting non soddisfa appieno. Naturalmente il lavoro risulta pieno di qualità attrattive e come tale va premiato.

Roberto Sky Latini

 

01.  Ave Athena

02.  Aries: Stardust Revolution

03.  Taurus: Great Horn

04.  Gemini: Another Dimension v  (guest: Yannis Papadopoulos – Beast in Black)

05.  Cancer: Underworld Wave

06.  Leo: Lightining Plasma

07.  Virgo: Tenbu Horin

08.  Libra: One Hundred Dragon

09.  Scorpio: Scarlet Needle

10.  Sagittarius: Golden Arrow

11.  Capricorn: Excalibur

12.  Aquarius: Diamond Dust

13.  Pisces: Bloody Rose

14.  Last Hour (the Redemption)

 

Alessandro ‘Alle’ Conti - vocals
Guido Benedetti - guitars
Luca Venturelli - guitars
Leone Villani Conti - bass
Luca Setti – drums

Featuring

Alessio Lucatti - keyboards

 

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