Irdorath

                                                                                                                        The Final Sin

                                                                                                                        Art Gates Records

                                                                                                                       www.irdorath.net

 

 

Dopo ben quattro full lenght includendo come quinta produzione anche il primo demo del 2006, l’etichetta Spagnola Art Gates Records prende finalmente sotto la sua ala, dopo vari cambi di etichette anche questa promettente melodic Black/death metal band Austriaca. Combo molto interessante che propone un epic technic black/death metal tirato, ma con cambi di tempo e rallentamenti interessanti. La produzione è molto compatta e professionale, il primo brano d’apertura “Chains Of virtue” è una violenta bordata di dose più che massiccia ove dopo la intro strumentale, la band nella corpo canzone mostra una vena compositiva molto simile ai Naglfar di Sheol ed i Setherial di Endtime Divine, brano un pò basilare ma fa il suo effetto. E’ con la seconda “Debaptized”, che alzano il tiro e mostrano agli ignari ascoltatori di avere più di un asso nella loro manica, è dal 1:00 munuto in poi ove un connubio perfetto delle chitarre(Marcus e Craig) che fanno da maestà nere ed incontrollabili, insieme all”ipnotica e demonica voce del singer Marcus che si dimostra mentore della nera fiamma. A mio parere uno dei brani più riusciti del lotto, la band quando osa ci sa veramente fare.

La terza “Reedemer of the Heretics” parte con un mid tempo per poi assestarsi su ritmi calzanti e sostenuti per l’intero brano, non male ma potevano fare meglio... La quarta “Divine Delusion” e’ la perla dell’album una Black Ballad cadenzata, un tributo ai migliori Insomnium ed al black melodico in generale e ferale allo stesso tempo, con esplosioni nere che non lasciano al caso ma che danno freddo nelle composizioni, il gelo ove vengono questi antichi guerrieri, veramente bella. La quinta “Disgust of Enlightnment” brano buon ma riempitivo, rispetto al sesto brano “The Anthem Of The Final Sin” ove segnalare la superba prova dietro le pelli del batterista Thomas, nell’album che come gli altri ha dato una superba prova, ma qui ha toccato picchi ragguardevoli, come le chitarre e la voce spettrale del singer sempre sugli scudi con solos di gusto che partono a 3:20 minuti. La settima “The plague i am” dopo un intro azzeccata che fa ben sperare, si dimostra un brano abbastanza banale etrascurabile.

Meglio la successiva “Shatterer of Worlds”, che per certi vorsi nell’interpretazione del singer e nella frenesia generale mi ha ricordato i Svedesi Sorhin un pò cugini alla lontana, ma il brano nella parte finale si riprende alla grande. Conclude il lotto la catacombale “When the Last Bell From Silent”, secondo me brano cardine dell’album, ma in generale pezzo che rispecchia in tutto e per tutto la loro cupezza compositiva, ed il loro messaggio di portatori del verbo del maligno. Tirando le somme altra nuova band interessante da tenere sott’occhio da parte di questa etichetta che sa ben scegliere chi far suonare nella sua scuderia e paragonando l’album ai precedenti quattro lavori del passato che ho potuto ascoltare tranne il primo demo del 2006 che è impossibile da trovare anche sul web, risulta essere un buon lavoro molto ambizioso anche se sono sincero il loro primo album Irdorath - Götterdämmerung (Zorn Der Elemente) l’ho trovato più genuino ed ispirato anche se poco maturo ma con una buona dose di tecnicismi che non guastano mai, il loro capolavoro indiscusso secondo me discograficamente parlando, è il precedente album Denial Of Creation del 2017, una vera fiammata nera che porta il malcapitato ascolatore al cospetto di Satana ed i demoni dell’inferno, provare per credere.... Consiglio dunque ai lor signori dell’Art Gates di effettuare un’opera di ristampa dei loro album precedenti, in quanto di primo acchitto c’è veramente del materiale interessante, ed è un vero peccato per gli affezioanti e sostenitori del genere, non averli nella loro collezione, comunque concludendo disco più che discreto che fa da ponte con il passato della band e s’ispira a grndinomi del genere sempre portando quel pizzico di propria inventiva e novità che non guasta mai e plauso al disegnatore dell’artwork veramente d’effetto, come anche quelli dei precedenti lavori mai banali. 

Berserk

 

 

01.Chains of Virtue

02.Debaptized

03.Redeemer of the Heretics

04.Divine Delusion

05.Disgust of Enlightenment

06.The Anthem of the Final Sin

07.The Plague, I Am

08.Shatter of Worlds

09.When the Last Bell Falls Silent

 

Markus - Vocals & Guitar

Craig - Guitar

Mario - Bass

Thomas - Drums

 

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