Chien Bizarre

                                                                                                             Mostri

                                                                                                             Orange Grunge

                                                                                                             www.facebook.com/lechienbizarre

 

 

I Chien Bizarre si presentano in questo periodo anomalo col nuovo album composto da cinque canzoni, che ne fanno in pratica un EP. Il lavoro viene concepito come un concept album che racconta le paure di cui siamo vittime viste in un’allegoria circense.Cinque canzoni che rispecchiano le personalità dell’umanità che a volte può essere “vampira” oppure “zombie” o “mostri”.

Il concetto è stato reso in modo perfetto  anche graficamente  la copertina infatti realizzata come fosse un fumetto che come ambientazione ci porta ad un naturale confronto con Dylan Dog personaggio dell’occulto creato dalla fervida mente di Sergio Bonelli (non mio parente), che ricalca pienamente quanto raccontato in questo album.Dal titolo delle canzoni che compongono questo lavoro, avrete capito che stiamo parlando di una band che si propone ai suoi fan cantando in italiano ma non solo, specificatamente in questo disco la scelta è caduta sul nostro idioma.

La combinazione di questi due elementi fa si che tutto funzioni perfettamente e che le allegorie descritte nei testi si possano facilmente intuire proprio per questa scelta della lingua italiana.sicalmente possiamo dire che i Chien Bizarre si collocano fieramente nella scena italiana ed i gruppi di riferimento, a mio avviso, li possiamo trovare nei Litfiba di Piero Pelù; Ligabue … etc. A dire il vero, alcune influenze vanno anche ricercate verso il rock d’autore italiano, senza tralasciare alcune oscure reminiscenze dei Death ss.

Inoltre il gruppo dimostra una certa maturità compositiva in grado di esprimere perfettamente le emozioni forti di cui è pregno il disco. Questo anche per merito di precedenti pubblicazioni che ha permesso alla band di avere una crescita artistica notevole e che, in questo lavoro molto ben fatto in tutti i suoi aspetti la si nota grandemente.Analizzando le canzoni è strano notare come il riff di “Vampiri” ricordi stranamente “Follow you, follow me” di genesiana memoria. Ovviamente si tratta di reminiscenze sonore che rimangono nella nostra mente piena com’è di anni di ascolti che riemergono improvvisamente quando servono allo scopo.

Altro brano, forse il più ironico del lotto, se non fosse per il fatto che all’inizio dello stesso c’è la chitarra di Carlo Ciarrocchi che imita il verso di un insetto. Se vogliamo gli insetti, a vederli, non sono proprio una cosa piacevole e se fossero enormi più di quello che sono sarebbero anche dei mostri veri e propri che andrebbero eliminati come le mosche. La finale del brano ci dà ragione. Mentre “Frankenstein” ci colpisce per la sua intro “gothica” che ci introduce alla canzone in una sorta di Promenade.

 Comunque allegorie a parte “Mostri” rappresenta certamente un viatico per passare dei momenti diciamo alternativi rispetto all’insolita situazione che ci troviamo a vivere. Un diversivo valido per passare alcuni minuti diciamo pure diversi.

 

Stefano Bonelli

 

01.  Vampiri

02.  Frankestein

03.  Spettri

04.  Il mostro

05.  Zombie

 

Carlo Ciarrocchi – guitar

Mauro Mosciatti – guitar

Graziano Ridolfi – keyboards and backing vocals

Simone Freddi Venezia – bass and backing vocals

Lorenzo Eugeni –drums

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