Burning Witches

                                                                                          Dance with the Devil

                                                                                          Nuclear Blast Records

                                                                                          www.facebook.com/burningwitches666

 

 

Ecco la band svizzera con la nuova cantante, lei olandese, tornare al pubblico incidendo un lavoro, il terzo della loro discografia, che appare sferzante e pregnante, legato alla tradizione totalmente anni ottanta ma senza mai cedere in forza e bontà compositiva. Dentro questo full-lenght troviamo derivazioni di gruppi famosi, ma declinati con chiarezza d’intenti, non limitandosi a copiare. Si sentono ispirazioni teutoniche, ma anche inglesi e americane; poco invece della Scandinavia. Poi naturalmente, in particolare, vanno considerate anche Doro ed Hellion come possibili influenze. I video facevano ben sperare e il risultato è all’altezza delle aspettative.

Dopo l’intro atmosferico “The Incantation”, comunque irrilevante, l’album parte subito con il pugno Power perfettamente agguerrito di “LUCID NIGHTMARE”, la cui verve non dà riposo alle membra, e dove c’è una bella cavalcata solista ben tonica. I brani che segnano la presenza in video hanno differenti anime; “WINGS OF STEEL” è come la traccia suddetta, veloce e ficcatamente cattiva, risultando una delle migliori del lotto, mentre la cadenzata “Dance with the Devil” è forse minore per via della sua canonicità, ma riesce a non diventare un filler. Con “SIX FEET UNDERGROUND” si completa il tris dei migliori pezzi, e ancora siamo nella durezza Heavy che sembra la più consona allo stile del gruppo, pur usando qui minore velocità.

Altri colpi ad effetto sono la più scura “NECRONOMICON”, torva e incombente, e l’epica “THREEFOLD RETURN” che pur procedendo lineare vibra accattivante. Anche se molto classica, la ballata “Black Magic” possiede una bella presenza e suona soft come nella più tipica espressività metal. Va menzionata la performance del grande brano dei Manowar “Battle Hymn”, una delle composizioni più di valore nella storia metallica, che è rischioso voler coverizzare, ma le Burning Witches ne escono vincitrici sebbene la lascino nella sua forma originale, riescono infatti a suonarla come si deve pewrò forse grazie alla presenza partecipativa degli ospiti presenti.

Linee melodiche quasi mai banali, e ritornelli di sicura presa, ma non scontati, riescono a mantenere variegato l’album anche se non tutti riff sono molto personali, vedi per esempio la Loudnessiana “The Sisters of Fate”, ma altri rifframa sono concepiti con maggiore particolarità. La voce è del tutto funzionante e a suo agio nel songwriting, potente e virtuosa, in grado di donare effetti efficaci; sicuramente non una ugola monotonica. Ben fatte e ben posizionate le diverse sonorità canore, e ben inseriti anche i cori e i raddoppiamenti cantati che arricchiscono con le loro buone dosi di enfasi. La sezione ritmica è tosta e scafata, mantenendo corposo l’arrangiamento. Le sei-corde creano begli assoli e utilizzano suoni diversi che testimoniano la ricchezza tecnico-culturale delle chitarriste, le quali sanno usare ormai in modo maturo le loro idee.

Il combo appare solidamente affiatato, oltre che intraprendente come si evince dalle composizioni mai statiche. Lo spirito che emerge dall’ascolto è di segno positivo basandosi sul puro impatto Heavy Metal per musiciste che sembrano crederci fino in fondo e che non fanno moìna alcuna ma pestano da vere rocker. Un disco prodotto con abilità che rende al meglio la magia del genere anche senza inventare nulla di originale. Avendo dalla loro belle song, le streghe fanno un’ottima figura nel panorama attuale, sicure di loro stesse, e comunque tenaci nel proporre il loro gusto vintage ben attualizzato.

 

Roberto Sky Latini

 

01.  The Incantation

02.  Lucid Nightmare

03.  Dance With The Devil

04.  Wings of Steel

05.  Six Feet Underground

06.  Black Magic

07.  Sea of Lies

08.  The Sisters of Fate

09.  Necronomicon

10.  The Final Fight

11.  Threefold Return

12.  Battle Hymn  (feat. Ross The Boss & Michael Lepond)

 

Laura Guldemond - vocals

Romana Kalkuhl - guitars

Sonia Nusselder - guitars

Jeanine “Jay”Grob - bass

Lala Frischknecht - drums

 

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