Vaisseu

                                                                                                        Horror waiting in line

                                                                                                        Totem Cat Records

                                                                                                        www.facebook.com/vaisseausynthdoom

 

 

Questo che ci troviamo a recensire è il nuovo album del duo francese Vaisseau che dà alle stampe il suo debutto discografico chiamato “Horror waiting in line”. Sono molte le peculiarità di questa nuova realtà musicale, infatti i Vaisseau sono un duo che ha voluto mettersi in gioco proponendo una sorta di “doom” elettronico, che si compone di sole tastiere e batteria. Da qui se ne deduce che le chitarre, sia acustiche che elettriche, sono bandite e tutta l’effettistica è ottenuta esclusivamente dalle tastiere. La qualcosa potrebbe risultare strana ma ascoltando questo lavoro si viene proiettati in un mondo particolare ed immancabilmente oscuro, fantascientifico e distopico.

Per il modo in cui è impostato questo interessantissimo progetto, possiamo annoverare diverse influenze musicali che vanno riscontrate tra il cosiddetto “krautrock” dei Tangerine Dream e Kraftwerk ed il rock progressivo dei Rush per finire inevitabilmente ai padri indiscussi del doom i Black Sabbath.Ascoltando il disco in effetti ci si rende conto di come l’idea avuta dalla coppia francese è alquanto originale e scevra da ogni intendimento meramente commerciale. Anche se bisogna dire che un gruppo per sopravvivere deve poter vendere; altrimenti tutto quello che si fa nella musica sarebbe solo fine a se stessa.

“Horror waiting in line” è un disco realizzato in modo assolutamente professionale, al passo coi tempi ed impregnato di elettronica che lo annoverano tra le proposte più interessanti ed intriganti di questi tempi. E malgrado il genere proprio per come è stato concepito e realizzato, il disco si ascolta con piacere.L’ottima qualità della produzione ci permette di apprezzare ogni minimo particolare dei brani che compongono il disco, e malgrado la band si componga di soli due elementi questo non inficia il suono generale della band. Questo è dovuto soprattutto all’uso delle tastiere che sono in grado di sopperire perfettamente all’assenza di strumenti come la chitarra ed il basso.

Malgrado il disco si componga di solo sei canzoni la durata delle stesse ci permette di avere un ascolto di lunga durata avendo brani con un minutaggio che vanno dagli otto minuti,ai quasi nove di “Force Macabre From Deep Space” e “Down To The Styx”( una sorta di mini suite), ai sette minuti de “Lo spettro della frustrazione”. Abbiamo è detto che tra le influenze più forti da cui il duo francese sembra attingere ci sono i Tangerine Dream. La cosa si fa evidente quando nei nostri timpani arriva la stupenda elettronica di “Sonic Dislocation” (bellissima la lunga introduzione cui fa seguito la possente batteria) ed un brano questo che mi porta inevitabilmente a dei paragoni con dischi quali “Tangram” e “Stratosfear”.

Continuando a parlare di influenze ho citato anche i Rush che fanno capolino in diversi momenti del lavoro, oltre che nella super citata “Force Macabre…” sentiamo la loro influenza anche nella conclusiva e malinconica “A good death”, che starebbe benissimo in un disco come “Signals”.Certamente a chiusura di questa recensione possiamo dire che i Vaisseau hanno fatto un disco di debutto coi fiocchi. Hanno avuto il coraggio di proporsi come duo vantando il fatto di escludere totalmente la chitarra elettrica strumento clue per un genere come il doom più classico. Per questi ed altri dettami mi sento di consigliare vivamente questo disco ma di usare una buona cuffia o delle casse super potenti per apprezzare al meglio quanto fatto da questo duo che speriamo anche di avere la possibilità di vederli dal vivo.

Stefano Bonelli

 

01.  The Liberator

02.  Lo Spettro Della Frustrazione

03.  Sonic Disclocation

04.  Ride The Slime

05.  Force Macabre : From Deep Space, Down To The Styx

06.  A Good Death

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