Marbin

                                                                      Last Chapter of Dreaming

                                                                      Moonjune Records

                                                                      www.marbinmusic.com

 

 

 

Già dal precedente  lavoro Breaking the Cycle I Marbin hanno dimostrato di essere una band fuori dell’ordinario muovendosi su territori musicali davvero inusuali , almeno per quanto riguarda la mia cultura musicale.

Nella musica della band si evincono tutte le influenze provenienti dalla terra d’origine dei musicisti, infatti da questa commistione scaturisce la musicalità dei Marbin fatta di influenze filo americo/israelitiche  insieme riescono a produrre musica interessante di un certo lignaggio cultural/musicale , parliamo principalmente di jazz rock fusion strumentale di grande livello , la cosa si evince ascoltando ad esempio la maestria interpretativa alla chitarra del letteralmente mostruoso  Dani Rabin il quale si trova perfettamente a suo agio andandosi a mischiare con la diversa musicalità creata dal sassofonista Danny Markovitz .

Questa unione di questi artisti da modo di ascoltare musica raffinata come nel caso di Cafè de Nuit che evoca sensazioni struggenti e malinconiche . ma oltre a questo è possibile ascoltare dai Marbin musicalità diverse come già detto ed infatti arriva con tutta la sua irruenza boogie Redline con Markovitz in grande spolvero.

IL disco realizzato da questo duo, è davvero  interessantissimo e man mano che si scorre con la scaletta ci si scopra a tratti presi dal vortice dell’ascolto addirittura trascinante .

Nel disco in questione inoltre sono presenti numerosi ospiti tra i quali spiccano i nomi  Paul Wertico alla batteria e Steve Rodby al basso entrambi provenienti   dal Pat Metheny Group, i quali offrono la propria collaborazione in più di un brano.

Soprattutto in The Way to Riches si sente la mano dei due ospiti che hanno imparato a memoria la lezione Metheniana.

In conclusione un disco fatto a regola d’arte e prodotto stupendamente fa si che l’ascoltatore rimanga piacevolmente stupito e financo divertito da si tanto talento ed i 14 brani che formano la scaletta riescono a non annoiare per nulla chi dovesse ascoltare il disco ricco com’è di commistione varie, se volete  ascoltare della musica e trovare anche delle soddisfazioni a  livello emotivo questo è il disco che fa per voi .

  

 Stefano Bonelli    

01.  Blue Fingers

02.  Inner Monologue

03.  Breaking the Cycle

04.  On the Square

05.  Cafe de Nuit

06.  Redline

07.  Volta

08.  The Ballad of Daniel White

09.  Down Goes the Day

10.  The Way to Riches

11.  And the Night Gave Nothing

12.  Purple Fiddle

13.  Last Days of August

14.  Last Chapter of Dreaming

 

            

           

 Danny   Markovitch - saxophones (and keyboards on 5, 14)

Dani  Rabin - guitar

Justyn  Lawrence- drums (except for 2, 5, 10)

Jae  Gentile - bass (except for 5, 10)

 

Paul Wertico- drums (2, 3, 5, 8, 10, 12)

Steve Rodby - bass (5, 10, 14)

Zohar Fresco - percussion (3, 5, 9, 10, 11, 12)

Jamey Haddad - percussion (3, 5, 7, 8, 10, 12)

Leslie Beukelman - vocals (3, 5, 12, 14)

Jabari Rayford - vocals (12, 14)

Abraha Rayford - vocals (12, 14)

Caleb Willitz - vocals (3, 12, 14)

Justin Ruff - vocals (3)

Matt Nelson - keyboards (4, 5, 6, 8, 13)

Rob Clearfield - keyboards (14)

Greg Spero- keyboards (14)

 

Victor Garcia - trumpet (3, 12)

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