Butcher

                                                                                                  666 Goat carry my Chariot

                                                                                                  Osmose Production

                                                                                                  www.facebook.com/Butcherspeedmetal

 

 

Solo sette i brani veri in questo secondo full-lenght, considerando che due sono intro ed outro, ma la possanza è tale che l’album non ha bisogno di aggiunte. Questa band belga suona prevalentemente uno speed-metal che però talvolta si ammanta di epicità o di atmosferiche morbidezze, per quanto rare. Ma ciò che colpisce maggiormente è la strepitosa foga della band, eppure dentro troviamo anche altro, che può essere divertente scovare.

L’intro “Inauguration of Steele” è un bell’ingresso sonoro, darkeggiante e non pomposamente enfatico come succede troppo spesso. Ma appena la sua densa oscurità si placa divampa il fuoco con  la seconda traccia “IRON BITCH” che si scatena devastante tramite la velocità stile “Overkill” dei Motorhead e le urla degli Exciter per poi darsi elettricamente ad una parte solista prettamente IronMaideniana. Parossistica accelerazione con la furibonda “45 RP METAL” che infuoca ancora di più l’aria; la parte appena prima del ritornello ricorda esplicitamente la parte, anche lì appena prima, del titolo “Sinner” dei Judas Priest; l’assolo qui è più melodico, forse per contrastare la veemenza globale. Altra perla è l’altrettanto sfrenata “METALLSTROM/FACE THE BUTCHER” in cui ancora si usa un solismo chitarristico al fulmicotone, molto intrigante,  di tipo thrash. La band non sembra averne abbastanza di sudare e presenta ancora un pezzo dal ritmo travolgente, un po’ Death, con “Sentinels of Dethe”, forse un po’ più standard delle altre, ma sempre efficace e funzionale.

E poi tutto sembra calmarsi nella sesta traccia title track “666 Goat carry my Chariot”, una riuscitissima suite con tre tipologie di songwriting, una che inizia e poi ritorna, dall’epica malinconia che ricorda nettamente i Warlord, anche se la voce alla Cirith Ungol stile Tim Baker, qui è più riconoscibile che nelle altre song; poi tutto si indurisce con un groove dalla cattiveria ampliata rispetto ai precedenti brani veloci; e infine si trova anche un lato più sbarazzino ritmato dove si percepisce la lezione dei Mercyful Fate e dove il cantato copia di King Diamond sia i toni bassi che quelli alti. Tutto ha il sapore degli anni ottanta, anche il lato più estremo, in questo caso del Black’n’Roll di “Viking Funeral” che ricalca lo stilema dei Venom d’annata. Affascina anche “Brazen Serpent” per la sua ampiezza sonora nonostante sia durissima (e ancora sfornando epicità), e anche qui si infila un assolo alla Maiden.

L’ugola è una miscela di Exciter; Cirith Ungol e Cradle Of Filth, e il cantante riesce ad essere estremamente valoriale, in grado di cambiare toni e interpretazioni, sempre in modo feroce, ma con abile impostazione. IL suo cantare usa un acido roco enfatico ma è in grado anche di innalzarsi in puntate acute virtuose. L’intero disco è un lavoro particolare, dall’anima metal verace che ha in sé varie essenze anni ottanta, eppure appare come un album che di vintage non possiede nulla, vivendo con freschezza la loro irruenza. Nonostante la preponderanza eruttiva, i Butcher sanno variare e colpire con azioni anche non dirette, dove serve descrivere atmosfere più emozionali; lo fanno poco ma lo fanno bene. E lo fanno bene perché oltre al gusto espressivo macinano anche virtuosismo strumentale. La furia di questo gruppo, in mezzo ad alcune articolazioni più seriose, è comunque parecchio funny, parecchio giocosa, anche se con un impatto distruttore. Gustosa esperienza. 

Roberto Sky Latini

01. Inauguration Of Steele
02. Iron Bitch
03. 45 RPM Metal
04. Metallström/Face The Bütcher
05. Sentinels Of Dethe
06. 666 Goats Carry My Chariot
07. Viking Funeral
08. Brazen Serpent
09. Exaltation Of Sulphur

R Hellshrieker – vocals
KK Ripper – guitars
AH Wrathchylde – bass
LV Speedhämmer – drums

 

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