Marko Hietala

                                                                                                        Pyre of the Black Heart

                                                                                                        Nuclear Blast

                                                                                                        www.facebook.com/MarcoTapaniHietala

 

 

Il finlandese bassista/cantante dei Nightwish ha dato sempre la sensazione di essere un personaggio particolarmente attento e un artista seriamente ispirato. Nei Tarot dava l’impressione di essere leggermente trattenuto, ma oggi, con questo lavoro solista si apre ad una libertà espressiva davvero profonda che viene resa al meglio sia compositivamente che tecnicamente. L’album tocca diversità stilistiche sebbene la maggior parte abbia afflati folk, ma il risultato viene ben amalgamato in un equilibrio al cui centro c’è il suo personalissimo carattere forte.

Il disco si apre con una “STONES” altamente folkeggiante in cui l’interpretazione vocale di Hietala è quella del più famoso menestrello Anderson dei Jethro Tull; in effetti la struttura del pezzo è vicina a quella band, mentre le parti soliste ricordano i Rainbow. La varietà sonora arriva persino ad inserire l’elettronica, in uno dei momenti migliori qual è “STAR, SAND AND SHADOW”, che avrebbe delle caratteristiche utili anche per un lavoro dei Nightwish; l’orecchiabilità di tipo musical, ma Hard Rock, è enfatica e rende l’atmosfera fresca e seducente senza perdere tonicità, grazie sia al cantato che alla distorsione chitarristica. Altro episodio di notevole spessore è “DEAD GOD’S SON” che anche qui fa venire in mente la band madre, e la cantilena vocale afferra subito l’ascoltatore.

Si sente la vena settantiana nel piacere di esternare parti soliste come in “DEATH MARCH FOR FREEDOM” che si aggancia a concetti rock di vecchio stampo pur in una incisiva canzone personale. Divertente la frizzante “Runner of the Railways” che gira alla maniera di Meat Loaf in modo così esplicito da pensare di poterla fare cantare proprio a lui, anche se ci sono dentro virtuosismi folk che ne spostano leggermente l’essenza. Poi c’è l’introspezione di “I dream” e l’acusticità di una ballata finale qual è “Truth shall set You free” che termina l’album con una sonorità alla J.Tull come esso era iniziato; un finale estatico e pregnante, qui inserendo un senso parzialmente sinfonico. Hietala racconta che il suo pezzo preferito è “The Voice of my Father”, la seconda traccia, perché parla di suo padre morto due anni fa, e una parte della sentita linea vocale ricorda Geoff dei Queensryche, mentre il ritornello è più didascalico volendo dare pathos in maniera più gentile e serena, come se l’autore avesse ormai risolto da tempo l’elaborazione del proprio lutto.

Il genere a volte è semplicemente rock, ma l’essenza metal affiora continuamente con riff e vocalizzazioni che increspano i toni. Il disco mantiene le coordinate del rock duro e lo fa con una raffinatezza che non cerca solo atti di forza, anzi spesso ci sono lati dolci che rendono più agevole la fruizione. Lo schema compositivo fa vedere uno Hietala che cerca sempre un finale che salga di tono, talvolta ciò lo rende prevedibile, ma la modalità è così azzeccata da non lasciare adito a critiche. C’è molta teatralità ma anche lo spirito rock puro di un uomo che sa scrivere e vivere di musica vera, che non immette alcuna banalità nella sua opera anche se si percepisce una leggerezza di fondo. L’attitudine è progressive anche se il genere non sembra esserlo, però c’è ampiezza di vedute e voglia di tentare diversi approcci, quindi un sentimento di lucida visione. Con una musica così teatrale Hietala trova la pienezza del suo essere, e regala ai fan un viaggio emozionale che riesce a rendere con intensità per tutto l’arco dell’ascolto anche senza farsi difficile, anzi ogni canzone è riconoscibile e peculiare in se stessa. 

Roberto Sky Latini

 

01. Stones
02. The Voice Of My Father
03. Star, Sand And Shadow
04. Dead God’s Son
05. For You
06. I Am The Way
07. Runner Of The Railways
08. Death March For Freedom
09. I Dream
10. Truth Shall Set You Free

 

 

Marko Hietala – vocals / guitars / bass
Tuomas Wäinölä - guitars
Vili Ollila - keyboards

 

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