Willy Wonka Was Weird

                                                                                                    022016032019

                                                                                                    (R)esisto

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Scusate la mia ignoranza, ma quando mi è arrivato questo disco e ho visto la copertina mi è venuta subito voglia di farne un piccolo frisbee; poi però la ragione ha prevalso (diciamo cosi), perché trovarsi di nuovo al cospetto di Willy Wonka credetemi è stato certamente un trauma non indifferente.

Avevo completamente rimosso il monicker e sinceramente non ricordavo più di donde venisse questo strano nome. Poi all’improvviso, come spesso accade, mi ritorna la memoria e dopo essermene sincerato che fosse proprio lo stesso Willy Wonka a turbarmi la mente, all’improvviso mi è tornato in mente il film con il grande Johnny Depp: ovvero La fabbrica di cioccolato del pazzoide e visionario regista Tim Burton colpevole tra l’altro di aver firmato un altro grandissimo film come ”Nightmare Before Christmas”.

Credetemi mai ho visto un film più strano e folle come quello e forse, anzi sicuramente è cosi, è proprio per questa sua strana follia che ogni volta mi capita di vederlo me ne tengo ben lontano.Quindi come se non bastasse eccomi arrivare un artista che si fa chiamare allo stesso modo del personaggio del film! Ma, dico io, allora ci vogliamo far proprio del male! Tuttavia noi recensori siamo anche curiosi di sapere com’è quello che arriva sulle nostre scrivanie; ed allora mosso da curiosità ho infilato il dischetto nel lettore, e …  in un certo mi sono dovuto ricredere.L’acronimo “Willy Wonka was weird” è usato in modo intelligente da chi si nasconde dietro a tutto ciò ovvero Paolo Modolo, attuale membro degli In My June, che hanno pubblicato gli album Blind Alley (2011) e Leaves don’t fall by chance (2013), e che in passato ha invece militato nella pregevole noise/core band Anarcotici.

Questo nomignolo è utile al nostro Paolo Modolo per fare il pazzo e la follia è proprio l’elemento che scaturisce maggiormente in questo disco come se fosse una sorta di alter ego che va a giustificare le sue scelte musicali, come a dire: “non sono stato io è lui (Willy Wonka), che ha preso il sopravvento!!!”.Ascoltando il disco si viene trasportati in un mondo psichedelico con la conseguente influenza vagamente Floydiana (periodo Barrettiano), che pervade tutto il disco. Il particolare emerge soprattutto nella scrittura dei brani, nell’uso degli arrangiamenti e degli strumenti.

Un disco che certamente richiede un’attenzione particolare e il modo migliore per ascoltarlo (come consiglio personale), è quello di indossare una buona cuffia e lasciarsi trasportare da quello che arriva alle nostre orecchie per apprezzarne ogni particolare suggestione. Il titolo del disco potrebbe sembrare una sorta di “Codice da Vinci” ma in realtà a guardarlo bene ci si accorge che ci sono due date: la prima è l’inizio della lavorazione del disco stesso; mentre l’altra è la data della nascita del figlio a cui è dedicata “Marzo 2019”.

“Puntino” è un’altra bella canzone sempre con questo mood “floydiano” che qui ha molto a che fare con “Mother”, canzone di The Wall.Ascoltate anche “Marzo 2019” … si ode un bimbo che gioca con un coro di sottofondo. Ad un certo punto la canzone esplode in un’apoteosi psichedelica molto particolare. È questo uno dei momenti più alti di questo lavoro.  Se avete voglia di fare un’esperienza diversa avvicinatevi quindi con tutta tranquillità al mondo di Willy Wonka (anche se io non vorrei sentirmi in colpa consigliandovi di vedere il film sopracitato). È una vostra scelta. Il disco però, se vi piace il rock psichedelico, ve lo consiglio vivamente. 

Stefano Bonelli

   

01.  Muro di tempo

02.  Vuerre in briciole

03.  L’ordine del caos

04.  Willy Wonka era strano

05.  Nel nostro giugno

06.  Puntino

07.  Marzo 2019

08.  Rosa di Basquiat

 

Paolo Modolo –chitarre e voce

Tommaso Mantelli – basso e batteria

 

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