Annihilator

                                                                                                Ballistic, sadistic

                                                                                                Silver Lining Music

                                                                                               www.annihilatormetal.com 

 

 

Col suono americano al 100% ecco tornare gli Annihilator ad un nuovo album gestito come al solito in maniera divertente dal rocker Waters, insieme a strumentisti chiaramente bravi. Ormai tornata in pista da qualche anno, la band è in grado di far girare al meglio riff e assoli, con una sezione ritmica che non si stanca mai, e una voce sempre aggressiva ma musicale.

Il lavoro si apre con il duro attacco di “Armed to the Teeth” che già fa ben figurare l’album, eppure il meglio deve ancora venire, e arriva con la seconda traccia “THE ATTITUDE” che aumenta velocità e cattiveria in classico andamento thrash, con l’intenzione di non lasciare prigionieri grazie alla sua immediatezza da pugno in faccia, in attitudine punk nel ritornello. Altro episodio arrembante è il muro veloce di “OUT WITH THE GARBAGE”, pezzo fibrillante, il cui assolo pieno di brillantezza irrompe elettricamente dopo un rallentamento pesante. Ancora meglio con la cadenzata “PSYCHO WARD” più Heavy Metal e meno thrash, alla maniera dei Megadeth, e i punti orecchiabili sono un valore aggiunto e non una caduta di tono, anche nella parte strumentale, che nel suo ammorbidire l’atmosfera è superbamente efficace; è un brano che dimostra una abilità compositiva d’ampia visione.

Anche  la cadenza di “LIP SERVICE” ha la sua beltà sempre di stampo megadethiano; si basa molto sul cantato e come “Psycho Ward” la parte strumentale ripropone un momento morbido della chitarra riuscendo anche qui a non contraddirsi stilisticamente, anzi aggiungendo interesse. Un pezzo come “I am Warfare”, compatto e impattante, possiede uno di quegli assoli liquidi e dinamici che fa la gioia di chi ama la chitarra tradizionale, aprendo ad una certa luminosità un brano invece prevalentemente cupo.  Ma è “Riot” a decidere nel disco la forza più tipicamente oppressiva del Thrash con un brano senza alcuna apertura ariosa. Tutte le canzoni, anche le minori, fanno la loro buona figura, pur quando sono più dentro i confini conosciuti, ma mai siamo di fronte al piattume in quanto il leader sa sempre come accendere la miccia e farla deflagrare a tempo opportuno.

Una cosa da dire subito è che la voce ha la sua perfetta valenza all’interno dei pezzi composti, assenti sono sbavature o cedimenti, al contrario presenta energia e rabbia anche tecnicamente ben funzionale; pare non necessario avere l’idea di acquisire un diverso cantante che tanti critici balenano.  Alla batteria Alessandrini suona bellamente la batteria con tecnica tonica, valorizzando le diverse parti strutturali. I cambi di ritmo e l’inserimento di mutamenti riffici restano una caratteristica di questo combo, senza che si perda la semplicità pulita e l’approccio diretto. Tra le righe degli Annihilator spesso si percepisce la scuola Hard/Heavy, americaneggiando un po’ col carattere che era proprio di Ted Nugent. Si tratta di metal Thrash che predilige il lato meno estremo del genere e che però non lesina violenza e potenza. In ogni caso stavolta, rispetto alla discografia più recente, l’Hard Rock è meno visibile, perché la pesantezza più thrasheggiante è stata recuperata senza tentennamenti.

Come in altri dischi, non si perde l’ironia di base della musicalità che contraddistingue questa realtà. L’ecletticità si nota nella tipologia di cambi e di inserti che sono sempre frizzanti e saltellanti, realizzando una personalità specifica pur nell’ambito della struttura classica non innovativa. Gli Annihilator sono invadenti come ragazzini sempre in vena di fare scherzi, la noia è bandita da questo contenitore sonoro. La band rimane al di sotto dei grandi del genere, ma siamo sempre nel campo dell’arte e non dell’artigianato, in una espressività che risulta adolescenziale nell’anima ma matura nella capacità di dosaggio delle parti, in un equilibrio costruito con fine precisione. Con gli Overkill e i Death Angel, gli Annihilator fanno il terzetto Thrash più divertente e più frizzante degli ultimi anni.  

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Armed to the Teeth

02.  The Attitude

03.  Psycho Ward

04.  I am Warfare

05.  Out with the Garbage

06.  Dressed up for Evil

07.  Riot

08.  One wrong Move

09.  Lip Service

 

Jeff Waters – vocals - guitar

Aaron Keay Homma – guitar

Rich Hinks - bass

Fabio Alessandrini - drums

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