The Shiva Hypothesis

                                                                                           Ouroboros Stirs

                                                                                           Wormholedeath Records

                                                                                          www.facebook.com/theshivahypothesis 

 

 

“Shiva, è una divinità maschile post-vedica, erede diretta della divinità pre-aria, successivamente ripresa anche nei Veda, indicata con i nomi di Paśupati e Rudra.Fondamento, a partire dall'epoca Gupta, di sette mistiche a lui dedicate, Siva è divenuto, in età moderna, uno dei culti principali dell'Induismo”. 

Dopo questa mistica introduzione presentiamo questa band Olandese, prodotta dall’etichetta Italiana Worm Hole Death, al loro esordio discografico se si esclude il loro misconosciuto demo ep del 2015. Prodotto a tratti interessante e per altri frangenti tendente purtroppo alla noia il suo ascolto, di primo impatto si presenta bene sia graficamente l’artwork che la produzione sonora massiccia e potente per ogni singolo strumento, la voce invece sembra a volte quasi un voler emulare Attila Csihar dei Mayhem (beh ma i teschi e caproni a parte, siamo su di un altro livello...), oltre ad assomigliare ai Gloomy Grim di “The age of Acquarius” del 2016 (Gran disco è ritorno alla grande per questi Demoni Svedesi se non ci credete andatelo a sentire) sia nel cantare del singer (Agathon) che nel sound ma dei poveri.....Anche qui c’è un uso a sorpresa di parti inquietanti come il violino suonato in maniera schizzoide e nervosa a fine prima traccia che da quell’effetto horror dei loro cugini di Helsinki, ed è forse questa prima traccia la migliore del lotto, per il resto c’è una buona prova di chitarra da parte di JB al nel quarto brano a partire dal quarto minuto oltre all’intro mistica Induista da tempio Tibetano ad inizio brano, ma purtroppo si scade come negli altri brani nel plagio e nella noia

. Altro pezzo interessante la strumentale acustica “Build your cities on the slopes on” mount Vesuvius, quasi un tributo al gigante dormiente lavico Partenopeo, brano d’impatto emozionale ma accademico, che da l’avvio a “Maze of delusion” che inizia bene, ma si perde nei meandri della pacchianeria come la dozzinale thrash death “Carrying of the effigy” bah... è quello che mi viene da dire all’ascolto, c’è decisamente di meglio in giro. Chiude in maniera dignitosa questo cd l’acustica folk “With spirits adrift” con rimandi nel vocal al dark wave e reminiscenze stile Empyrium . Concludendo tanta carne al fuoco in questo calderone, che però a fine giudizio non fa capire in mezzo a tutto questo elucubrare di generi dove vogliano indirizzarsi la band, sicuramente il singer ML più a suo agio con il cantato pulito, mentre il growl necessità di un enorme miglioramento, li resto della band come già accennato di norma ed accademico, ma a parte sprazzi d’idde del chitarrista membro cardine della band, il resto nulla di più. Mi spiace ma per il sottoscritto Berserk il prodotto raggiunge una sufficienza stiracchiata d’incoraggiamento in attesa di un lavoro più compatto e personale. 

Fabio Berserk 

01.Enkindling

02.Ananda Tandava

03.Caduceus

04.Praedormitium

05.Build Your Cities on the Slopes of Mount Vesuvius

06.Maze of Delusion

07.Carrying off the Effigy

08.With Spirits Adrift

 

ML – bass, keys, electric & accoustic lead guitar (track 5 & 8), additional vocals (track 3 to 7)

BN – drums & percussion, additional vocals (track 6)

JB – electric & accoustic guitars, additional vocals (track 4)

MvS – vocals

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