The Broken Horizon

                                                                                    Desolation

                                                                                    Art Gates Records

                                                                                    www.facebook.com/thebrokenhorizon

 

 

Ennesima release per l’etichetta Spagnola Art Gates Records, questa volta è il turno degli Spagnoli provenienti dalla città di Pamplona i The broken Horizon con il loro massiccio e monolitico album dal titolo Desolation, un frullato di cyber death metal con al suo interno Fear Factory, Impending Doom, Ultimi In Flames e Boris The Blade e richiami shoegaze alla Alcest, con bordate sympho black come nella quinta traccia alla fine del 4 minuto( da 3:35 in su) alla Dimmu Borgir. Un prodotto non c’è che dire ben confezionato a partire dalla copertina che dà il vero senso di desolazione, ma è tutto fuorchè solo doom. Cosa infatti che mi ha notevolmente sorpreso di questo disco è il suo essere sempre avanti e fresco nell’ascolto, come se in ogni traccia non ci fosse ripetizione di cose riff o altro ma spuntasse sempre qualche novità all’ascoltatore che si appresta in questo interessante viaggio sonoro

. Oltre al fatto che questo combo è al suo debutto discografico essendo il loro primo album, produzione eccelsa ed uno screaming alternato al growl notevole da parte del singer Parra, che avvolge come una nebbia che impregna l’intero lavoro dove lo aiutano i chorus dei due chitarristi per dare quel doppio effetto di two demonical voice. L’inizio d’armonico della song “Nothing Cleaming” sembra scippato ai migliori Soilwork (ma magari componessero sempre così i Soilwork),ma subito dopo parte una mazzata tremenda sul capo con un aumento di potenza della canzone, per non parlare dei quelle rallentate death core alla “Impending Doom”, un plauso allle chitarre in ogni brano sempre originali ed alle contaminazioni elettro industrial alla “Lord of the lost/Dope star Inc”( per chi non  conoscesse la grande band Italiana, andatevi a documentare......).

Devo dire la verità che con mia enorme sorpresa sono arrivato con estrema facilità senza stancarmi alla fine dell’album, che viene chiuso dalla decima ed undicesima traccia la summa di tutto il lavoro dove la band mischia un pò tutto ciò che ha creato, la prima “Haunting” me a dir poco devastante si passa da rasoiate metal emocore di pregevole fattura, a rallentamenti armonici che farebbero invida ai Katatonia, con un finale di stacco che lascia senza fiato, prima dell’undicesima “Lying Truths” che inizia con un parlato che mi ha ricordato molto le atmosfere post nuclear vampiresche della Fiction The Strain, ed è questo suo essere così calma che fa esplodere il brano nel suo incedere nevrastenico, solo addolcito da una chorus femminile che alleggerisce di poco il tutto, dando dei spazi eterei al brano che gli rendono quel poco di respiro dall’oblio.

Non dimentichiamoci il resto della band Jun al basso e Raul alla batteria affiatamento come un unico elemento non da poco per una parte ritmica all’esordio.Chiudiamo la Review dicendo che è decisamente un prologo  con il botto per questa band, che dovrebbe essere secondo me tenuta sott’occhio da grandi produttori (Chi ha detto Michael Berberian, spero che li ascolti perchè se lo meritano). Cito la tracce migliori del lotto, anche se mi sono piaciute tutte “Romantic Song” e “Miss Ladarke”.Una delle novità più interessanti del 2018/2019 promossi a pieni voti. 

Fabio Berserk

01. Desolation

02. Oui

03. Rotten Blood

04. Deep Pression

05. Romantic Song

06. Miss Ladark

07. Farewell

08. Nothing Gleaming

09. Nola Gertatu da

10. Haunting me 11. Lying Truths

 

Parra - vocals

Odei - guitar

Alex - guitar

Jun - bass

Raúl - drums

 

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