Acoustic Floyd

                                                                       A Point Of View

                                                                       Autoprodotto

                                                                       www.acousticfloyd.com

 

 

 

Il mio incontro con questo gruppo è stato per così dire ludico , in quanto mentre una sera stavo ascoltando la radio mi imbatto in questi Acoustic Floyd gruppo dalle intenzioni nobili , il gruppo infatti nato da un idea di Maurizio Loffredo, si propone nel rifare i classici dei Pink Floyd in acustico dando un punto di vista (da cui il titolo del disco ) diverso rispetto alle numerose riproposizioni di questo o quel tributo non solo ai Pink Floyd .

Ascoltando per la prima le loro canzoni alla radio mi sono subito reso conto che mi trovavo ad ascoltare dei musicisti di prima qualità e di grande talento e la cosa mi ha travolto in pieno .

La particolare in questo tributo risiede nel fatto di saper rendere visibile quello che si ascolta nel senso che avendo ben presente quanto fatto dai Pink Floyd originali improvvisamente ascoltando le versioni dei loro brani in acustico,ci si pare di fronte le immagini.

Spiego ascoltando i  Gli Acoustic è come se fossero i Pink Floyd a rifare le loro canzoni in acustico.

Non so se rendo l’idea , questo fatto lo si deve senza dubbio all’enorme perizia nella ricerca dei suoni, e soprattutto negli arrangiamenti  volti a tagliare e ridurre senza però stravolgere troppo le tematiche musicali principali.

Questo è quanto si ascolta in questo disco stupendo registrato dal vivo al Crossroads  in un atmosfera suggestiva psichedelica quanto basta e moderna al punto giusto .

Le canzoni riproposte in Point…, sono tutti dei classici che impossibile non conoscere e la rilettura acusitche di alcuni brani in particolare li rende ancora più interessanti prendo ad esempio di ciò l’opener Astronomy Domine canzone davvero difficile da pensare in acustico visto l’uso dei strumenti elettrici ma sopatutto dell’hammond di Wright,che non fa certo immaginare versioni come quella che invece hanno osato (in senso buono)fare gli Acoustic, e la resa live è davvero efficacie.

Ancor più sorprendete se vogliamo , è la seguente Welcome to the Machine che nella versione originale molto elettronica e piena d’effetti “strani”,al pezzo in questione viene dato un arrangiamento con il contrabbasso  di  Maurizio Meo, che come strumento ha in se quella drammaticità quasi struggente e che a mio avviso rende questa versione incredibilmente bella .

 Per non parlare poi degli arrangiamenti vocali che sono stati effettuati , sempre con quel target in mente , che è quello di sottrare il più possibile per rendere il più scarno possibile il suono senza ovviamente snaturare troppo l’intento originale, scusate se mi ripeto ma è solo per farvi rendere l’idea del grande lavoro che indubbiamente c’è stato sia a livello di “ricostruzione” che anche a livello di produzione , cosa che poi si rispecchia perfettamente nel disco .     

Un plauso particolare va a Nicoletta Nardi la quale interpreta alla grandissima Nobody  home , debbo dire che essendo abituato ad ascoltare Roger Waters qui la cosa raggiunge livelli inimmaginabili soprattuto che per la prima volta ascoltiamo una versione femminile che ne una versione  drammatica assolutamente differente(ogni riferimento al titolo è puramente voluto)

In questo  cd mi è impossibile non nominare the great gig in sky che non è stata troppo ritoccata e che si rifà tuttavia alla versione live con le coriste ad interpretare le linee vocali con il risultato che lascio immaginarvi . Ma poi siamo così sicuri che a cantare in dark side non fosse una donna o un cantante FARINELLIZZATO?

In conclusione Point of view è un disco da acquistare senza paura di rimanere delusi anche perché se vi è capitato di vedere dal vivo gli Acustic Floyd rimarrete sorpresi dalla fedeltà assoluta dei suoni financo nell’esecuzioni delle canoni stesse dalla quale si invece il grande amore per i Pink Floyd da parte di questo tributo che a questo punto è da considerarsi come uno dei più interessanti del momento.

 

Stefano Bonelli

01.Astronomy Domine

02.Welcome To The Machine

03.Highhopes

04.Mother

05.Echoes

06.Breathe

07.The Great Gig In The Sky

08.Us And Them

09. Hey You

10.Nobody Home

11.Wish You Were Here

12.Comfortably Numb

 

Maurizio Loffredo - vocals acoustic hollow body and steel guitar

Rossella Zampiron - cello  vocals

Maurizio Meo - double bass vocals

Nicoletta Nardi – piano vocals

 

Corrado D’agostino – sax acoustic guitar paino and vocals 

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