Perpetual Night

                                                                               Anâtman

                                                                               Wormholedeath Records

                                                                               www.perpetualnightband.bandcamp.com/album/an-tman

 

 

Ennesima label Italiana la Aural Music che si accinge a sponsorizzare una band estera, questa volta è il turno degli Spagnoli Perpetual Night, che se si esclude il loro cd autoprodotto nel 2017 between the light and darkness, ed il loro file di ep del 2016 mastery of god, sono al loro vero e proprio esordio discografico con questo album del 2018 dal titolo Anatman. Ad un ascolto la produzione degli Iberici è eccezionale, compresa la preparazione musicale ove non sembra di stare a parlare di una band d’esordienti, anche risalendo al passato le loro produzioni erano molto buone ed al dì sopra della media dell’autoprodotto, anzi sembrano musicisti che suonano già da svariati anni con un notevole bagaglio d’esperienza.

Cosa che mi lascia perplesso come purtroppo è capitato per altri ascolti avvenuti precedentemente nelle recensioni di altre band, è purtroppo la non originalità del gruppo, ovvero l’essere l’esatta fotocopia di formazioni che ci sono in giro. Come direbbe il mastro e mentore Francese del business discografico Michael Berberian, purtroppo gli Insomnium già li abbiamo e loro non c’interessano. A che pro dico avere delle qualità al di sopra della norma nella musicalità, per sprecarle ad essere la fotocopia di altre band già esistenti. C’è veramente poco che si discosta in questo platter, come la quarta traccia “Nothing Remains” un misto di death Svedese in un rapporto carnale con i migliori Morbid Angel, questo brano spacca veramente, roccioso come il Greco Sisifo che trasporta il masso per lanciarlo giù dalla rupe, veramente coinvolgente è qui che parlavo di originalità, loro dovrebbero puntare da queste strutture, un growl minaccioso e grintoso del singer Cesar con i martelli di Carlos impetuosi e le ritmiche ed i solos alternati del singer e di Raul.

Dopo questa perla c’è “His Darkness” che parte con un tremolo banning azzecato, ma che si riperde dopo nella sindrome dipendente Insomnium purtroppo. “Raindrops” con la sua solenne intro (bella) e l’incedere shoegaze della chitarra che accompagna l’ascoltatore nella valle dell’ombra, decisamente meglio anche questo brano suite, un death cadenzato con spunti originali, che purtroppo e sottolineo si riperde un pizzico nella suddetta sindrome come prima.

“Unpronounced Words” è perfetta nell’esecuzione con dei cori gotici alla Kamelot di black halo, però stesso discorso di prima. Conclude l”opera “Absence of Reality” con la sua intro acustica dai suoni molto sofisticati e raffinati che parte con un growl potente e deciso che non dico a chi assomiglia ma avete già capito.... però al suo interno abbiamo delle strutture di chitarra veramente notevoli, con idee che farebbero invidia ad i maggiori gruppi della scena, insomma brano dal bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

In conclusione che dire, band discreta e dignitosa che supera alla grande la sufficienza andando oltre con magistrali composizioni che sembrano non compiute da novellini, ma che a parte un brano bomba il già citato Nothing Remains il resto è un plagio verso gli Insomnium e nell’ultimo brano secondo me a costoro si sente che gli piacciono tanto i nostrani Novembre e Forgotten Tomb perchè nel suono  c’è tanto di queste band. Un consiglio dal buon Berserk, ragazzi avete delle enormi potenzialità ed è bello suonare ciò che vi piace, quello che vi dico io se lo farete con un pò più di originalità la porta del successo sarà aperta. Per giovanissimi in erba che non conoscono gli Insomnium un acquisto straconsigliato, gli altri beh.. pensateci su. 

Fabio Berserk

 

01.  Anâtman  

02.  Wild         

03.  The Howling       

04.  Nothing Remains

05.  His Darkness       

06.  Raindrops

07.  Unpronounced Words    

08.  Absence of Reality          

 

Raúl Ríos - guitar

César Ramírez - guitar and vocal

Carlos Garrido - drums

 

 

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