Karfagen

                                                                                            Birds Of Passage

                                                                                            Autoproduction

                                                                                            www.karfagenmusic.com/en 

 

 

Negli anni ottanta ci fu una nuova ondata di gruppi che facevano Rock progressivo. Parliamo di gruppi quali i Twelfth Night (di cui consiglio di acquistare il recente dvd che li ritrae dal vivo in un concerto del 2012), Pallas Marillion e IQ. Fatta questa affermazione devo dire che attualmente si sta palesando un fermento di una certa entità che sta facendo in modo che  si continui a parlare di questo genere musicale che non ha mai smesso di appassionare migliaia di fan in tutto il globo terracqueo.

Dico questo perché le band attuali essendo di nazionalità diverse non potranno mai creare una sorta di NWOF proprio perché sono band facenti parte di nazionalità diverse ma che per il loro talento innato stanno facendo si che si parli ancora di questo glorioso genere.Oltre ai Karfagen (Ukraini) ci sono ovviamente i Flower Kings (svedesi); i Karcius (canadesi); gli Spock’s Beard (americani) etc, etc.

Il disco che stiamo testè recensendo si chiama Birds Of Passage che non consta di molti brani di cui ben due sono suites di circa 20 minuti ciascuna, che in pratica occupano l’intero spazio del disco.“Bird of Passage” è un disco suggestivo in grado di creare e dare emozioni, situazioni ed immagini che aiutano alla maggior comprensione musicale di ciò che si sta ascoltando. È una musica immaginifica, come mi piace definirla, cioè una musica in grado di farti apparire delle immagini consone a quello che senti.

Sia i Karfagen che i Flower Kings fanno composizioni dal largo respiro sinfonico e dalla lunga durata; alla stessa maniera dei gruppi storici come Yes, Genesis e King Crimson. Ovviamente il livello tecnologico qui è molto alto ed aiuta parecchio questi nuovi gruppi. C’è da dire che i gruppi storici del genere Rock Progressive, nonostante le limitate tecnologie dell’epoca sono stati in grado di offrire al loro pubblico musiche belle e arrangiate bene.

I giornalisti legati ad una mentalità analogica direbbero che allora il prog era senza dubbio migliore e più fresco. Con questa teoria sono d’accordo solo in parte, anche perché per fare dischi come “Bird Of Passage” ci vuole, oltre al discorso tecnologico, anche un talento innato per scrivere musica che sia all’altezza della situazione, e a mio avviso il Sig. Anthony Kalugin (MrKarfagen) ci riesce benissimo.

Tornando al nostro lavoro in questione: Il fatto che le due suites, di cui abbiamo accennato prima, occupino una parte predominante di questo lavoro, non ci impedisce di ascoltare le bonus tracks dalla breve durata (in pratica il brano più lungo è “Sunrise” di circa 5 minuti). Sono brani questi che si inseriscono perfettamente nel computo principale dell’opera.

Se posso azzardare una cosa … per quanto mi riguarda trovo d’avvero emozionante l’introduzione della chitarra di Aleksandr Pavlov all’inizio della seconda parte di Bird of Passage. Cresce mano mano che si va avanti nell’ascolto risultando essere di una spanna superiore alla prima parte della suite; non foss’altro che per i chiari riferimenti ai gruppi precedentemente succitati con gli Yes in primo piano. L’apoteosi progressiva giunge al culmine quanto subentra anche la parte ritmica.

Un disco quindi che richiede un attenzione particolare che non mancherà di emozionare sia i soliti fruitori sia anche chi acquisterà il disco solo per curiosità.Ecco la parola chiave per questa recensione è proprio la curiosità. Per scoprire nuove cose si deve essere curiosi. Dare modo alla mente di aprirsi alle esperienze vivifiche che la vita ci pone davanti. Siate curiosi, dunque; ve lo dico anche come augurio dell’anno nuovo,sia per la musica ma anche per la vita in genere .

 

Stefano Bonelli

    

01. Birds of Passage (Part 1)

a) Your Grace

b) Against the Southern Sky

c) Sounds That Flow

d) Chanticleer

e) Tears from the Eyelids Start (Part 1)

 

02. Birds of Passage (Part 2)

a) Eternity's Sun Rise

b) Echoing Green

c) Showers from the Clouds of Summer

d) Tears from the Eyelids Start (Part 2)

 

bonus tracks:

01. Spring (Birds Delight) (4:34)

02. Sunrise (5:23)

03. Birds (Short Introduction) (3:19) - not on CD

 

Anthony Kalugin - keys, vocals, percussion, penny flute

Mathieu Spaeter - electric guitars

Konstantin Ionenko - bass

Viktor Syrotin - drums

Tim Sobolev - vocals

Olha Rostovska - vocals

Aleksandr Pavlov - nylon guitar

Alexandr Pastuchov - bassoon

Maria Baranovska - violin

Elena Kushniy - flute

 

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