Stryper

                                                                                        No more hell to pay

                                                                                        Frontiers Records

                                                                                        www.stryper.com

 

 

 

 

Esce un nuovo album della band americana che ha iniziato la saga del Christian Metal negli anni ’80. Lasciamo da parte per un momento la loro estrazione cristiana e guardiamo alla loro musica: questo è vero rock, vero Heavy Metal! Gesù o non Gesù, questi sono dei rockers, duri e puri. Solo così si spiega un bel cd come questo.

I riff sono quelli secchi e asciutti del metal classico di un periodo che suonava in modo semplice i quattro o cinque strumenti a propria disposizione. Gli Stryper con l’età ci hanno guadagnato in produzione tecnica, superando le ingenuità compositive del loro inizio. Già da diversi anni il loro suono è più compatto ed incisivo, e questo album conferma il trend. Però la sonorità di base e lo stile rimangono quelli essenziali, quelli che sanno di metallaro acerbo e veritiero. Che siano middle-time (la title-track) o ritmi veloci (“Send my love”;“Legacy”), l’atmosfera è quella tagliente della chitarra lineare e pronta a mordere. Rare le imperfezioni, continuativa la grinta. Più o meno tutti i pezzi sanno afferrare l’ascoltatore. A parte la canzone che apre l’album “Revelation”, che è la più Melodic Metal, per il resto vengono in mente Loudness o gruppi d’assalto Heavy, persino inglesi pur essendo questi nostri americanissimi per pose e per sound. Anche nella cover del famoso gospel “Jesus is just al right”, che già ripresero rock band come i Doobie Brothers, la verve si fa perfettamente metallica.

Ciò che c’è di americano qui sono le melodie immediate dei ritornelli, ma ad esse si contrappone un arrangiamento arrembante, condito anche di vocalizzi e acuti  infilzanti. “Water into wine” è perfettamente USA; se si trasforma l’acqua in roba alcolica da bere, non può che trattarsi di Street Metal. Comunque la forza c’è; se la title-track risulta leggermente anonima, per il resto si battaglia in maniera incisiva. Alcuni giri di chitarra non saranno superoriginali, (nell’epica “Marching into battle” e nella funny “Water into wine”) ma poi le canzoni di cui fanno parte sanno comunque alzarsi in personalità. Persino la soft song “The One” ha il suo bel carattere. A me che ascolto il rock da tanto tempo, è apparso un lavoro fresco. Gli Stryper hanno suonato un album che non si vergogna di sventolare una gloriosa bandiera. La voce di Michael Sweet è perfettamente evocativa e gli assoli sono intensi. Non ci si può permettere di lasciar passare, senza respirarlo, il “divino” che c’è nella musica.

 

Roberto “Sky” Latini

       01.  Revelation

 

02.  No more hell to pay

03.  Send my love

04.  Jesus is just al right

05.  The One

06.  Legacy

07.  Marching into battle

08.  Te amo

09.  Sticks & stones

10.  Water into wine

11.  Symphaty

12.  Renewed

 

Michael Sweet – vocals/guitars

Robert Sweet – drums

Timothy Gaines – bass

 

Oz Fox – guitars/vocals

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