Reatzione

                                                                                                        Sopravvissuti

                                                                                                        Volcano Records

                                                                                                        www.facebook.com/Reatzione

 

 

I sardi Reatzione pubblicano il disco d’esordio con un botto tremendo essendo la loro musica estrema e violenta .

Indubbiamente non manca loro il coraggio di fare un disco del genere non solo musicalmente ma soprattutto per quanto riguarda i testi che sono cantati in italiano ed in sardo , in pratica la cosa più difficile in assoluto da fare ,non solo perché l’italiano si presta molto poco al tipo di musica  che i Reatzione ci propongono,ma anche perché in questo contesto la lingua italiana non si presta al modo di cantare di Antonio Poddighe .

Dico questo perché purtroppo il disco in questione “Sopravvissuti”,pur avendo tematiche importanti nella totalità  delle 11 canzoni di cui è composto il disco non si riesce a capire un granchè di quello che la band ci vuole dire .Fortunatamente sono in possesso dei testi delle canzoni per cui leggendo la parole la comprensione risulta più facile, ma di certo non tutti quelli che vorranno ascoltare il disco se volessero capire  qualcosa  avranno l’arduo compito di comprendere ciò che la band dice con uno sforzo notevole .

Certo è anche vero  che chi segue questo genere non sempre ha voglia di leggere per capire il messaggio delle band ,perché alla maggior parte di chi ascolta questo genere estremo preferisce essere letteralmente travolto per rimanere annichilito dalla violenza estrema della musica .Il grosso limite  di dischi come questo è proprio questo ,cioè quello di affrontare le liriche con un growl pedissequo e nella maggior parte dei casi non si riesce mai a capire nulla quando poi pezzi sono cantanti in inglese figuriamoci poi in italiano.

Questo è il motivo principale per cui il growl ha un limite grave  di espressività essendo amelodico e quindi non avendo i diversi colori sonori rimane sempre uguale rendendo il tutto alquanto noioso.Per quanto riguarda  la parte strumentale seppure bene eseguita rimane il fatto che non ci sono assoli in questi pezzi che sono stati omessi per rendere il suono come una sorta di wall-of-sound impenetrabile e distruttivo.

Credo che sia  proprio un mero fatto di guasto personale il non riuscire  ad apprezzare  pienamente questo genere  e credo che per renderlo più vario se la band in fase di scrittura  avesse pensato a variegare la composizione sarebbe  stato forse più digeribile   ma questo è un  parare del tutto personale.

Per quanto riguarda i brani in se per se già dall’intro si capisce cosa ci troveremo  ad ascoltare un thrash/groove metal incredibilmente violento rabbioso scuro e devastante come  nel meglio della tradizione e per questo  la band  sarda sembra essere  influenzata dalle  band più blasonate del genere che sono i Sepultura e i Soulfly,ma anche gli Slayer di “Repentless”o di “Reign in Blood”
tra le undici  canzoni del disco ho potuto apprezzare “Inferru” “Rispetto” “Acabbadora” e Fizu” davvero particolare nel suo incedere frenetico.
Un lavoro questo adatto ad un pubblico avvezzo al genere ma chi volesse cimentarsi all’ascolto  consiglio di prepararsi ad una scorribanda violenta ed annichilente. 

Stefano Bonelli    

 

01.  Raikinas

02.  Inferru

03.  Sopravvissuti

04.  Bestia

05.  Incubi

06.  Fame

07.  Acabbadora

08.  L’inizio della fine

09.  Rispetto

10.  Fizu

11.  Meno di un verme

 

Antonio Poddighe (MEX) - voices

Alessandro Ciuti (A-Lex) - guitar

Salvatore Sechi (Bobore) - bass

Mauro Carta - drum

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