Sign Of The Swarm

                                                                                                         Vital Deprivation

                                                                                                         Unique Leader Records

                                                                                                         www.facebook.com/signsoftheswarm

 

 

 

Terzo terrificante album per questa band statunitense che suona un Gothcore tecnico, con molte atmosfere Black e Death qua e là ben disposte. La cosa che balza subito alle orecchie è la brutalità intelligente, niente è lasciato al caso, tutto è studiato con perfetta armonia, in equilibrio tra impennate veloci e cadenze meno irruente. La ferocia non è istintiva, ma volontaria e ben concepita. Ogni singolo passaggio è sorprendente e chiaramente mostra una impostazione compositiva pignola, realizzata per non sovraccaricare un già greve fardello.

Dopo un breve inizio (45 “) con la traccia che dà il titolo all’album “Vital Deprivation”, che sembra ottimo e invece termina subito non evolvendo e non concludendo, arriva il pezzo forte che distrugge ogni possibile dubbio sulla malvagità dell’album: “TEMPTING DEATH è un momento di perfetta sintesi demoniaca, che con la sua forma variegata riesce a colpire ed ipnotizzare, pregno di un fascino distruttore che ne fa un pezzo ecletticamente riuscito. Altro ottimo momento è “CELESTIAL ASCENDENCE” che mantiene una certa variabilità, ma con un grumo di pesantezza più corposa ad andamento anche pachidermico, tipo carrarmato con mitragliere ritmico che falcia l’ascoltatore senza pietà.

Ancora qualità con la valanga catarrosa di  “MALFORMED DISSONANCE”, violentissima, che però utilizza una sonorità più tecnica ed industrial. In altri momenti i riff e la musicalità sono di stampo meno Death come nella bella strumentale “UNDYING FIDELITY” che col suo groove denota abile e suadente creatività. “Lost within Reflection” usa riff che sono strappi alla pelle, mentre “Blood” mantiene un andamento più middle-time che regala dissonanze oscure. Non tutto è eclettico, qualcosa sfila in maniera piuttosto tradizionale come si vede in “Crown of Nail”. La parte finale dell’album regge tonicamente ma è meno interessante della prima parte, le ultime tracce posseggono comunque significativi spunti che completano a dovere un lavoro che può dirsi artistico in tutta la sua interezza; del resto, per esempio, la cruenta “Inevitable Affliction” è necessaria per documentare l’annientamento totale.

Cattiveria fornita di un cantato sia in Growl che in Scream, con anche espressività raschiate da una gola al catrame con l’aggiunta di grugniti malsani. Cantante cambiato e la scelta risulta essere stata ottima. Sezione ritmica grandiosa; mancano gli assoli ma non è una pecca. C’è un’urgenza espressiva che non lascia scampo, che tenta di uccidere il corpo e l’anima del fruitore, portandolo in gorghi sonori pieni di urli alla Munch. Alcuni brani partono da atmosfere rarefatte e dark, in cui si pensa ad ispirazioni Black, ma poi sopraggiunge sempre la dinamica impietosa del Death che sferra i suoi colpi micidiali. Non è un album lungo (circa 33 minuti), ma avrebbe potuto proseguire senza annoiare vista la bravura a gestire la scorrevolezza.

L’estrema veemenza avrebbe potuto diventare asfittica, invece è piena di elementi che ne amplificano la pluralità percettiva, mantenendo costantemente viva l’attenzione. Nonostante il titolo nomini una deprivazione vitale, il disco è tutto meno che deprivato, anzi è pieno di acuti e di accenti, pieno di forsennate elicitazioni. Come molta musica estrema non è per chi ama il solo metal bluesato (Thrash compreso), qui quando si parla di “estremo” si intende un mondo che può essere abitato da pochi.  Grafica della copertina molto bella pittoricamente.

Roberto Sky Latini

 

01.Vital Deprivation

02. Tempting Death (feat. Tom Barber of Chelsea Grin)

03. Celestial Ascendance

04. Malformed Dissonance

05. Lost Within Reflection

06. The Blood

07. Crown of Nails

08. Undying Fidelity

09. Inevitable Affliction

10. Malevolent Enslavement

11.Martyr unto Dask

 

David Simonich – vocals

Cory Smarsh – guitar

Jacob Toy – guitar

Bobby Crow – bass

Jimmy Pino – drums

 

 

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