Toxic Holocaust

                                                                                                       Primal Future: 2019

                                                                                                       Entertainment One Records

                                                                                                       www.facebook.com/ToxicHolocaust

 

 

 

Se uno vuole sapere com’era il genere Speed Metal, basta che si ascolti il nuovo degli americani (Oregon) Toxic Holocaust. Joel Grind guida una creatura assassina, col suo riffing tagliente, l’aggressività debordante e la velocità da treno senza freni. In realtà i riff sono binari netti e precisi su cui si costruisce tutto il resto. Sesto lavoro dal 2003 che non ha alcun aggancio con la musica contemporanea (e nemmeno con il loro anno di esordio), suonando al 100% ottantiano. La parentela Thrash è dovuta semplicemente al fatto che lo Speed fu a suo tempo ispiratore per il cambiamento del suono verso un nuovo genere, ed in quanto tale si mischiava con ciò che c’era di più duro al momento, compreso l’Hardcore. Lo Speed non è che il momento di transizione tra l’Heavy classico ed appunto il nascente Thrash. Ora, dopo tanti anni, dire “Speed” è parlare di genere a sè stante, e con questo lavoro i Toxic sono del tutto dentro di esso. In effetti, nonostante il gruppo sia considerato anche Thrash, non lo è del tutto in questo full-lenght.

La virulenta “Chemical Warlord” inizia con un riff già sentito, ma è la voce a colpire, con la sua somiglianza a quella di Cronos dei Venom che gli dà un leggero afflato Black. Più vicina ai Venom è la brevissima “Defenead by the Roar” grazie alla sua cattiveria semplice e diretta. Se la corsa ritmica è la maggioranza delle andature, i pochi momenti rallentati non alleggeriscono l’atmosfera, infatti “New World Beyond” e “Primal Future” esprimono anch’esse l’anima caustica dell’album. Ma la velocità resta la caratteristica forte della battaglia globale che l’album sostiene. “BLACK OUT THE CODE” è una scheggia bombastica che tenta di annientare l’ascoltatore. Se anche i Motorhead contribuirono all’epopea Speed, i Toxic utilizzano l’estetica di quei miti per comporre una riuscitissima “IRON CAGE” senza fronzoli.

Mitragliatrice la chitarra ritmica della furiosa “AFTERMATH” che squarcia le carni a chiunque si avvicini, in una rabbiosa irrefrenabile aggressività, e quando rallenta non lo fa certo per curare le ferite, ma per erigere un muro invalicabile. “CYBERNETIC WAR” è la composizione meno Thrash/Speed preferendo uno spirito più classicamente Heavy a ritmo di cavalcata, e ciò avviene rivelando una competenza anche in questo versante; e presente l’unico assolo chitarristico servo di una melodia, la cui essenza è ariosa, niente affatto claustrofobica.

La voce è scura, spesso gridata più che cantata nello stile che proviene dal punk ma che il metal già mutuò anni fa. Nonostante essa sia poco modulata, non dà l’impressione di essere monolitica, riuscendo a dare quel minimo di variabilità melodica, il che dimostra l’intelligenza compositiva di Grind. La chitarra rimane comunque un grande esempio di efficacia riffica, affastellando con abile sensibilità riff su riff; e spesso alcune parti o finali di brano solo un semplice ma efficace susseguirsi di essi. La sei corde solista invece è poco presente e quando c’è è solitamente e semplicemente una sortita d’assalto fulminea e breve.

Ma Grind suona tutto da solo e forse per questo non è abile in tutto, ma comunque sul pezzo ci sta, riuscendo in una impresa non innovativa ma di appeal per chi ama vivere il metal nudo e crudo.Una opera minore? Forse si, ma realizzata a dovere, cuocendo a puntino i vari pochi ingredienti, e apparecchiando gustosamente arrangiamento e songwriting. Non è un disco cui passare oltre, almeno se siete affamati del primo durissimo spirito metal targato anni ottanta. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Chemical Warlords

02.  Black out the Code

03.  New World beyond

04.  Deafened by the Roar

05.  Time’s Edge

06.  Primal Future

07.  Iron Cage

08.  Controlled by Fear

09.  Aftermath

10.  Cybernetic War

 Joel Grind – vocals / guitar / bass / drums

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