Darkness

                                                                                                     Easter is cancelled

                                                                                                     Cooking Vynil

                                                                                                     www.thedarknesslive.com

 

 

La band britannica torna a farsi sentire con un album che sarà anche discusso in riferimento al titolo, ma che in realtà narra le diversità di possibili mondi paralleli dove anche un Gesù potrebbe essere diverso, in questo caso un supereroe (si tratta comunque di messaggio anticristiano perché se Gesù non muore per i peccati dell’essere umano, si perde il messaggio centrale del cristianesimo); ma alla fine è solo un ironico divertimento. Per ciò che concerne la musica lo stile rimane quello di sempre sebbene con un pizzico di ecletticità in più. La flemma rock inglese c’è tutta, infiammata da picchi espressivi anche fumettistici che sono parte integrante del loro carattere. E’ l’esempio migliore di come si possa essere tradizionali senza apparire mere copie, grazie alla personalità forte che viene espressa.

Già la prima traccia “ROCK AND ROLL DESERVES TO DIE” può essere presa a simbolo dell’anima dell’album; con la sua velleità schizzata esprime insofferenza al contenimento strutturale, e nonostante i suoni ben codificati dalla storia dell’Hard Rock, le velleità risultano dirompenti. Anche la title-track “EASTER IS CANCELLED” impone forza Hard d’altri tempi, con grande vigorìa e purezza rock. La durezza si ripresenta con “CHOKE ON IT” che ricorda il punk dei Clash, anche se il titolo è ben più rockenrolleggiante. Queste tre tracce sono le più dure del full-lenght e confermano la loro migliore essenza nel lato più d’attacco, ma anche il lato meno pesante è del tutto ok, e lo raccontano prima la comunque rockeggiante “HOW CAN I LOSE YOUR LOVE” e la melodicità acustica di “WE ARE THE GUITAR MEN” che si apre ad una ariosa coralità delicatamente cantando l’amore per la sei corde.

Un pezzo come “Live’till I die” sembra concepito direttamente da una volontà che ha contiguità con il modo di concepire la canzoni alla maniera di Brian May, vocalizzazione compresa. Un che di folk alla Gary Moore solista emerge da un pezzo rock come “Heart Explodes”, ma anche un po’ di Thin Lizzy, e poi si saggia chitarra elettrica e ritmica acustica insieme. Uno spruzzata di riff moderni si può trovare in alcuni momenti strani come in “Heavy Metal Lover”, canzone che al contrario, invece, non ha nulla di moderno eccetto quel momento. Un filo di facile fruibilità più leggera invece con l’AoR di “In another Life”. Quattro sono le bonus track, le quali prediligono la musicalità del senso acustico, di cui sottolineare “Confirmation Bias” nella sua soavità un po’ sopra le righe che, gioco o serietà, testimonia comunque una abilità canora tecnico-interpretativa di tutto rispetto.

I Queen sono l’ispirazione più evidente e ciò, invece di far storcere il naso, diventa valore aggiunto e lascia piacevoli sensazioni percettive. Suoni Hard ma anche acusticità fluide riescono nell’insieme a rendere dinamicissima e variegata l’opera. La voce, come al solito, compie le sue matte evoluzioni su tonalità altissime e non accetta alcun tipo di confine, fregandosene se la cosa possa apparire poco seria, anzi, sembra proprio che si voglia esagerare e divertirsi. Non sono gli acuti eleganti di Gillan o quelli virili di Halford, infatti lo spirito è un altro, ma i brividi sono ugualmente assicurati.

Nonostante le punte kitsch, lo spirito compositivo è raffinato e la bellezza di un disco come questo sta nell’essere davvero estremi dal punto di vista attitudinale, come il metal insegna. Non è solo il mascherarsi da Slipknot o infuocarsi come i Cannibal Corpse ad essere estremo, lo è anche il non curarsi troppo dell’estetica seriosa e sapersi immergere nell’ironia.  I Darkness sono bravi a osare fino al limite del ridicolo dentro una musica di tutto rispetto, realizzando davvero un bell’album. Album legato agli antichi fasti di un genere che la band sa interpretare al meglio, con la giusta e toccante enfasi. 

Roberto Sky Latini

 

01.  Rock and Roll Deserves to Die

02.  How Can I Lose Your Love 

03.  Live 'Til I Die 

04.  Heart Explodes 

05.  Deck Chair 

06.  Easter is Cancelled

07.  Heavy Metal Lover 

08.  In Another Life 

09.  Choke on It

10.  We Are the Guitar Men 

11.  Laylow (bonus track)

12.  Different Eyes (bonus track)

13.  Confirmation Bias (bonus track)

14.  Sutton Hoo (bonus track)

 

Justin Hawkins – vocals, guitar
Dan Hawkins – guitar
Frankie Poullain – bass
Rufus Tiger Taylor – drums

 

 

 

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