Gatecreeper

                                                                                              Deserted

                                                                                              Relapse Records

                                                                                              www.facebook.com/gatecreeper

 

 

Questa recensione è una azione poco necessaria, se non per dire che questo album non vale la pena di ascoltarlo.

In codesto lavoro si salvano solo “PUNCTURE WOUNDS”; “FROM THE ASHES” e “ABSENCE OF LIGHT”, la prima per i buoni riff ben supportati dalla ritmica, anche la seconda per riffica e  poi per una certa corposità, e la terza per la sua atmosfera sulfurealmente darkeggiante (questa traccia risulta la migliore). Esse si salvano soprattutto perché posseggono un songwriting di senso compiuto, ma non per questo sono considerabili grandi pezzi. La recensione sarebbe finita qua, senonchè l’editore mi ha detto di recensirlo e per senso del dovere allora approfondisco.

Una band statunitense al secondo full-lenght (l’esordio nel 2016). Tentativo fallito. Un Death Metal con arie un po’ Black che non decolla mai. Qui si tenta solo groove. Assenti del tutto gli assoli. Si tratta di una sequenza di riff continua che spesso è anche scontata e già sentita. Non ci sono picchi, tutto si appiattisce in questa monotonia prolungata anche nei pezzi più brevi. In più il growling è così uniforme da risultare un grumo noioso. Il Groove veloce diventa più palloso di quello doom, che forse nella sue grevità un minimo di fluidità all’ascolto lo dà. Quasi non ci sono inserti, nessun accento sonoro e nessuna vera variazione sul tema nonostante i riff cerchino di cambiare.

Sembra che il chitarrista si sia limitato a far scorrere un po’ di accordi cambiando la linea principale senza però mordente e senza che il resto del gruppo avesse in mente come valorizzare l’insieme. Suonano tutti senza ispirazione. Non basta cimentarsi nei riff per creare un album. Di solito i bei dischi li ascolto fino a otto volte prima di recensirli. Quelli brutti fino anche a quattro. Ma per questo è sufficiente fermarsi alla seconda. Io ho ascoltato, mi sono sacrificato per voi; voi sorvolate. 

P.S. E’ la recensione più corta che abbia mai scritto (e la reputo anche troppo lunga)

(c’è sempre una prima volta N.D.R.)

 

Roberto Sky Latini

 

01.  Deserted

02.  Puncture Wounds

03.  From the Ashes

04.  Ruthless

05.  Everlasting

06.  Barbaric Pleasures

07.  Sweltering Madness

08.  Boiled Over

09.  In Chains

10.  Absence of Light

11.  Anxiety (Bonus Track)

 

Chase Mason - vocals

Eric Wagner - guitars

Nate Garrett - guitars

Sean Mears - bass

Matt Arrebollo - drums

 

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