-A Gloomy Night- 

“Quello della notte è un fenomeno naturale al quale assistiamo tutti i giorni, dovuto alla rotazione assiale terrestre. Durante questa fase il sole rimane al di sotto dell’orizzonte e ciò crea l’effetto del sorgere e del calare del sole. La notte è, per alcuni, quel momento in cui tutto si fa più tranquillo e silenzioso aprendo la strada ai sogni e ai pensieri più profondi; per altri, è divertimento, follia e caos”. 

 Dopo quest’introduzione a tema, mi accingo a raccontare una serata quasi surreale al genere proposto, dove la No Sun Music ha di nuovo fatto centro, portando nella città eterna, band che sanno tetimoniare cosa è arte in musica, grazie al talento esperto di chi sa scegliere gli eventi e noi spettatori che assistiamo ai loro show organizzati, ne siamo profondamente grati.  

-OceanWake- 

Incomincia questa serata di musica timidamente come all’imbrunire della sera, al calare piano piano della notte, con i Finlandesi  provenienti dalla città di Luvia, Oceanwake. Band da me purtroppo sconosciuta, ma che è all’attivo con ben quattro album e due singoli. Il loro genere proposto è un doom prog metal di matrice My Dying Bride ma più sofferto, hanno iniziato molto presto a suonare ed io non ho potuto seguire tutto il loro show, ma da quello che ho potuto ascoltare e valutare hanno dato la loro impronta di successo nella serata, sfatando il mito che c’è della band mediocre d’apertura, per i grandi, in quanto loro sono stati tutto fuorchè impreparati nei loro sei brani proposti, una piccola summa degli album da loro pubblicati.

Le poche persone che erano presenti all’inizio della serata rimangono catturate dal loro sound, la prima perla Radiant nightbreak è un tuffo in un mare sofferto quasi un tributo agli Anathema di The Silent Of Enigma, ma in chiave moderna. Veramente bella. Di matrice più shoegaze Storm Sermon ma allo stesso tempo accattivante, ne prosegue le coordinate The Occult ma con inserti death/doom che spezzano il sound della canzone nei frangenti atmosferici. I brani migliori del lotto, Travelogue e l’incisiva Posthuma, brani che sanno veramente di freddo e nord, un viaggio senza ritorno fra i ghiacci della Finlandia come trasportati su una scialuppa alla deriva su di un mare gelido.

In chiusura dello show, Ephemeral brano a me piaciuto più di tutti, dove la band abbandona quasi totalmente le coordinate precedenti, per farsi più cattivi ma mai scontati, la gente è sorpresa ed anch’io, come una mia amica che è venuta con me ad assistere allo show, abituata ad altre sonorità metal è rimasta piacevolmente catturata dalla loro esecuzione, da notare oltre alla grande prova del singer Eero Haula, la sezione chitarre in questo brano veramente imponente di Martti Koski e Jussi Rautio, come le ritmiche precise del batterista Mikko Kulju e del bassista Tommi Vaitnen mai banali. Veramente emozionale la parte che sfocia in un assolo a metà canzone verso i sei minuti dove poi l’urlo di disperazione accompagna l’ascoltatore come uno scalatore dannato del Tartaro dell’Inferno. In conclusione a fine prova dopo lo scroscio di applausi meritati, possiamo affermare la validità di questa band già dalle poche tracce proposte e tenerla sott’occhio come gruppo che potrebbe riservarci ulteriorii sorprese in futuro, i miei più sinceri complimenti.

Approvati da Berserk!!!

  

-SETLIST: 

01.  Radiant Nightbreak

02.  Storm Sermon(single edition)

03.  The Occult

04.  Travelogue

05.  Posthuma

06.  Ephemeral(live edit)

 

Membri del gruppo:

Eero Haula - vocals

Martti Koski - guitar

Mikko Kulju - drums

Jussi Rautio - guitar 

Tommi Vaittinen - bass/vocals

 

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-October Tide- 

Se con la prima band siamo partiti timidamente, con la seconda i Svedesi October Tide, abbiamo spaccato il terreno con una folgore del nord degna del Dio Odino, fautori di un sound figlio di quei Katatonia, che fanno capo al trittico Dance december of souls, Brave Murder Day e For Funeral to Come. Autori di quella perla incompresa del 1997 Rain Without end, vuoi perchè al loro interno ci sono due ex Katatonia, Fredrick Norrman e Matthias Norrman e proprio nel loro primo capolavoro c’era Jonan Renske mamma mia che disco !!!!peccato che è quasi introvabile. Comunque questi ragazzi partono alla grande con i brani anche dall’ultimo sorprendente In Splendor Below, hanno affermato con la loro prova, che la band prima della principale ha suonato meglio, sono consapevole di ciò e posso testimoniare avendo seguito tutto il loro show, la loro agevole naturalezza nel suonare, ma soprattutto del sorpendente singer Alexander Högbom vero protagonista dello show per il suo modo d’interagire ma in maniera sempre non intraprendente ma in punta di piedi, come i due fratelli Norrman che hanno dato prova di un’incredibile performance sia nel primo brano I the polluter che nel secondo Ogonblick av Nad, una traccia che spazza via qualsiasi incertezza sul valore della band questi hanno gli attributi.

Molto belli i mid tempo che si alternano fra le chitarre e la voce come un ruggito di un dannato dall’inferno di Hell Dea del nord guardiana del Helheimr, a meta brano sui due minuti circa, parte pregevole fra le due chitarre ad eco accompagnate da un’ottima sezione ritmica di Jonas Sköld batterista e Johan Jönsegård bassista, è risultato per me il pezzo più bello di tutto il concerto, provare per credere! come il pubblico che vedendo lo show gli sono cadute le mascelle dalla loro bravura. Si prosegue con Of Wounds to Come da A Thin Shell , un brano cadenzato figlio del doom di grande fattura, dove si sussegue un groove crepuscolare come un malcapitato bloccato in una foresta nera senza via d’uscita braccato da esseri senza nome.... Ma e’ proprio dal capolavoro Rain Without end che viene il successivo brano 12 days of rain, come una pioggia incessante nel vero senso della canzone, che logora la pelle con l’acqua, veramente bella!!! Guide my pulse dall’ultimo in casa In splendor below, una potente canzone come a testimoniare noi siamo gli October tide eccoci! Dove meravigliosi assoli dei fratelli Norrman si sprecano ma non in senso negativo, ma a deliziare l’ascoltatore.

Poi prima della breve pausa dell’encore tocca a Grey dawn il loro brano più famoso, una cortina di nebbia dal Graveyard che avvolge il malcapitato che varca la soglia del non ritorno, che groove!ma soprattutto il pubblico coinvolto nel ritornelloGreeeey daaaawn, everlasting! Su tutti i brani si è su livelli alti e la chiusura non è da meno affidata al duo The custodian of science e Adoring ashes, prima di eseguirle ed in ogni pausa il singer parla ed è cordiale e disponibiile con il pubblico, non da poco per la gente che viene dal nord Europa, di solito hanno caratteri freddi ed introversi ma non loro, infatti scherzosamente si rivolge al pubblico dicendo che è stanco perchè ha cantato ed urlato troppo e ci regala due ultime perle, la prima più lenta e karmatica come a calmare gli animi degli accoliti e la seconda con quei passaggi doom che solo una band che sa il fatto suo può intraprendere a suonare, completando il tutto con uno scroscio di applausi che ha straconvinto il pubblico ed anche me che li considero vincitori dello show, non perchè abbiano suonato male i swallow the sun anzi, ma perchè loro oltre ad essere risultati più naturali e coesi, una vera perfezione di sound sembrava di ascoltare un cd da studio, più che altro perchè la prova dal vivo ha sprizzato da tutti i pori armonia nella band. Continuate così i miei più veri complimenti e chi se li è purtroppo persi, andatevi a recuperare i cd per rimediare parola di Berserk. 

 

Setlist: 

01.  I The Polluter

02.  Ogonblik Av Nad“Of wounds to come

03.  No noice

04.  12 Days of rain

05.  Guide my pulse

06.  Grey Dawn

07.  Tune

08.  The custodian of science

09.  Adoring Ashes 

-Membri del gruppo-

Alexander Högbom - vocals
Fredrik Norrman - guitars
Jonas Sköld - drums
Johan Jönsegård - bass
Mattias Norrman - guitars

 



-Swallow the Sun- 

Concludiamo questa splendida serata con la band di punta i Finlandesi Swallow the sun. La gente ha atteso tanto questo momento e parlo anch’io da fan che ho tutti gli album tranne l’ultimo, il loro show rispetto alla precedente band è stato molto soffuso anche troppo elaborato hanno suonato bene, estrapolando le canzoni soprattutto dall’ultimo album When a shadow is forced into the light, sei canzoni su otto. Il loro sound rispetto ai precedenti album è diverso più elaborato, sofisticato, in certi frangenti ho sentito cose dei nostri conterranei Foreshadowing che saluto, visti al concerto sia Marco Benevento il loro singer insieme al bassista Michele Attolino era presente anche Carmelo Orlando dei Novembre, insomma un grande afflusso di artisti conterranei di elevata fattura, c’è da esserne orgogliosi.

Il pubblico seguiva con molta attenzione la band e l’esecuzone dei brani compreso l’incappucciato singerMikko Kotamäki, devo essere sincero fautore di una notevole performance insieme ai suoi colleghi d’avventura, ma a me personalmente i brani dell’ultimo nato in casa mi hanno lasciato perplesso, non lo sò, non ho visto orignalità nei brani e poco pathos, preferivo di gran lunga il loro precedente concept album capolavoro, Song from the north I,II,III di cui purtroppo hanno suonato pochissimi brani solo la perla lost and catatonic, doom di potenza che ti devasta dentro portandoti in abissi di dolore interiore, ma in generale nello show hanno preferito dedicare una scaletta anche negli altri album mirata più alla melodicità, che alla durezza forse anche troppo, un pò quest’effetto post new Katatonia che a me non è che piaccia molto, spersonalizzando un pò troppo il suono delle band, purtroppo c’è chi non sarà d’accordo con me ma ciò non mi piace .

Non mi ha convinto per intero Cathedral walls partita bene ma con un campionamento della voce femminile di Liv Kristine Ex Theatre of tragedy che secondo me potevano evitare e portare una corista, troppo artificioso ciò. Si prosegue con un brano di Hope e finalmente il livello si alza e veramente belo sentire dal vivo Don’t fall asleep horror part, II qui c’è armoinia nella band e se ne accorge anche il pubblico compreso me, che alzato in piedi mi accingo vicino al palco in mezzo alle masse nere... molto suggestivo il momento e interpretazione del singer accompagnato da tastiere cristalline, con le chitarre sugli scudi nei solos e ritmiche al cardiopalma  veramente bella. Tralascio i brani dell’ultimo in casa per ciò che ho spiegato prima e cito quelli che a me hanno dato emozioni, la pseudo psichedelic death oriented ballad New Moon che fa da titolo all’album, una gemma come un frammento in un oceano infinito, dove c’è emozione e pathos nelle parole del singer, Eros e Thanathos fusi nella notte eterna che meraviglia!

Brani così sono rari con un solos a metà brano sui 2.50 minuti a dir poco emozionale. Prima dell’encore, un tuffo nel passato con uno dei brani del primo album l’oscura Deadly Nightshade e lì la gente si scatena con pogo e capelli che scuotono e corna alzate in nome di Kernunnos, prima della chiusura di dello show ci deliziano con la suite Emerald forest and the black bird piena di pathos come una confessione di un guerriero che lascia il suo amore e la sua famiglia per combattere e  non sa se ritornerà vivo. Chiude Swallow con un tripudio sentito di applausi che premia la band ripresasi nel finale e dimostrando che il nord Europa ha arte da vendere, Swallow è come una cometa nera che impatta dentro e ti rendeimmortale in quel momento pensando io ho potuto ascoltare questo brano, bellissima la parte che inizia a 2.08 minuti compreso il dialogo a due voci del singer due demoni in contrasto. In conclusione show sentito, non bello come gli October Tide ma sempre di alto livello, il mio pensiero è che riprendino la strada con il prossimo album, anche gli Alcest fecero un passso falso e si rialzarono a testa alta con Kodama può succedere, comunque grandi ugualmente! c’e ne fossero di prove così dal vivo....

Fabio Berserk

  

Setlist: 

01.  When a shadow is forced into the light

02.  Lost and catatonic

03.  Firelights

04.  Cathedral walls

05.  Don’t fall asleep(horror prt.2)

06.  Cloud on your side

07.  Upon the water

08.  New moon

09.  Stone wings

10.  deadly nightshade

encore:

01.  Here on the black earth

02.  Emerald forest and the blackbird

03.  Swallow Horror pt.1 

 

-Membri del gruppo-

-Mikko Kotamäki - vocals

Juha Raivio - guitars

Juho Räihä - guitars

Jaani Peuhu - keyboards, vocals

Matti Honkonen - bass

Juuso Raatikainen - drums


 

 

 

 

 

 

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